UN PRIMO MAGGIO SEPARATO: A DECIDERLO LA CGIL CON L’AUTOPROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO DEL 6 MAGGIO

<p>post <b><span style="color: #000000;">M. Zingales</span> <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) PERUGIA - Con l'autoproclamazione dello sciopero da parte della Cgil per il 6 maggio è chiaro l'intento di mandare in soffitta ogni intento di azioni unitarie e di colpire la manifestazione del 1° maggio. La Cgil non può trasformare la Festa dei Lavoratori nel trampolino di lancio per una propria <b>iniziativa</b> e per questo costringe le altre organizzazioni sindacali a provvedere in un modo alternativo. La nostra speranza è che questo comportamento possa chiarire le idee di quanti hanno pensato che le questioni unitarie fossero compromesse dal comportamento di Cisl e Uil.</p>
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<p>Quest'atto di prepotenza della convocazione unilaterale e in special modo la decisione della data acquistano un valore simbolico enorme rispetto alla reale volontà dell'agire unitario che evidentemente per la Cgil, al di là di <b>dichiarazioni </b>di circostanza e strumentali, non rappresenta una priorità del proprio agire. In sostanza si sbandiera l'unità, ma si agisce per separare e dividere. Compromettere in maniera così evidente la manifestazione del 1° maggio rimarrà un pesante precedente sul recupero delle relazioni sindacali. La Cgil, ancora una volta senza infingimenti, dovrà assumersi le responsabilità del proprio agire davanti ai lavoratori e alle rappresentanze sociali più in generale.</p>

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