UMBRIA/A.MERLONI: UDC, APPELLI LAVORATORI NEL SILENZIO ISTITUZIONI

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - ''Il documento per la salvaguardia ed il mantenimento del sito ''A.Merloni' di Nocera Umbra, stilato dal comitato dei lavoratori, non e' che l'ultimo appello in ordine di tempo fra i tanti che si stanno susseguendo negli ultimi mesi, nel silenzio assordante da parte delle istituzioni''. Cosi' il capogruppo dell'Udc nel Consiglio Regionale dell'Umbria, Sandra Monacelli che ripercorre le tappe della crisi dell'azienda. ''Dal 28 ottobre 2008, data in cui la Antonio Merloni Spa con tutte le sue partecipate e' stata posta in <b>Amministrazione </b>Straordinaria, seguita dall'apertura della procedura fallimentare, il ricorso alla legge Marzano - spiega - si e' reso necessario, interessando gli oltre 1000 lavoratori umbri e i 1400 marchigiani. Grazie alla forte mobilitazione di tutti i lavoratori del gruppo - continua - si e' giunti il 20 marzo 2010 alla sottoscrizione, tra il Ministero dello Sviluppo economico e le Regioni interessate dalla crisi dei diversi stabilimenti del gruppo, di un Accordo di Programma che ha posto la priorita' della ricerca di nuovi imprenditori in grado di garantire, attraverso un idoneo progetto industriale e di ristrutturazione, il rilancio produttivo dell'intero gruppo, con l'obiettivo irrinunciabile della salvaguardia dei livelli occupazionali di tutti gli stabilimenti della A.Merloni''.</p>
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<p>Monacelli evidenzia, pero' che ''a distanza di 7 mesi dalla sottoscrizione dell'Accordo, nonostante siano state avanzate manifestazioni di interesse da parte di imprenditori di rilevanza internazionale, non si e' giunti alla formalizzazione di concrete offerte di acquisto ed e' iniziato un processo di smantellamento, con la cessione frazionata di asset italiani ed esteri che sta mettendo in discussione l'appetibilita' del gruppo industriale da parte di soggetti imprenditoriali in grado di progettare e sostenere il rilancio delle produzioni, in misura tale da salvaguardare i livelli <b>occupazionali</b> per cio' che riguarda i siti della produzione del ''bianco' di Nocera Umbra e Fabriano. L'ultimo incontro fra i lavoratori ed i Commissari - ricorda - svoltosi il 18 ottobre, ha delineato la disastrosa prospettiva del rischio concreto della chiusura dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra''. Per Monacelli ''e' del tutto evidente che le rassicurazioni verbali, che l'assessore regionale Rossi si e' superficialmente premurato di dare in Aula, non abbiano riscontro con la realta''''.</p>
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<p>L'esponente centrista si dice ''profondamente persuasa che i grandi numeri dell'occupazione lavorativa e l'importanza della dimensione del sito industriale, in un contesto regionale debole e produttivamente marginale nel quadro economico industriale nazionale, debbano indurre i soggetti pubblici, istituzionalmente impegnati alla difesa del diritto al lavoro della propria collettivita' <b>amministrata</b>, a fare della salvaguardia del sito produttivo di Colle di Nocera Umbra una priorita' assoluta della propria azione''.</p>

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