'UMBRIA TRA LE REGIONI PIÙ VIRTUOSE D'ITALIA, SOPRATTUTTO NELLA SANITÀ, SULLA BASE DEI COSTI STANDARD DEL FEDERALISMO

<p>(UJ.com) PERUGIA - "Sulla base dei costi standard previsti dal federalismo, l'Umbria risulta tra le regioni più virtuose a livello nazionale, particolarmente nella gestione della sanità, e questo la colloca tra le poche che non avrebbero bisogno di aumentare le imposte a carico dei cittadini". A sostenerlo è Andrea Smacchi, consigliere del Pd che cita i dati emersi al convegno nazionale della Federazione italiana aziende sanitarie ed ospedaliere. Questo risultato, aggiunge Smacchi, "diventa ancora più importante se si considera che a livello nazionale la qualità della sanità umbra ha ottenuto il più alto indice (quota 100) collocando la nostra regione in un ruolo di eccellenza".</p>
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<p>Il modello umbro della sanità, per Smacchi, ha il merito "di non lasciare escluso nessuno, anzi partire dagli ultimi è l'arma vincente per essere i più bravi, questo vale in sanità come negli altri settori della società". "Con il nostro modello di assistenza sanitaria e sociale - osserva Smacchi - difficilmente potremmo assistere alla nascita di cliniche degli orrori come quella di Milano dove, secondo l'<b>accusa</b>, si operava non per il bene del paziente, ma per il cospicuo rimborso sanitario. I dati, oggettivamente indiscutibili, - sottolinea l'esponente del PD - dovrebbero essere di orgoglio per tutta la politica umbra e da stimolo per migliorare quegli aspetti che necessitano di intervento, come l'altissimo tasso di mobilità extraregionale della Asl 1 e la necessità, dopo una approfondita analisi, di riconsiderare i criteri di assegnazione dei fondi degli ospedali".</p>
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<p>Per Smacchi sarebbe necessario "incidere sul fattore rappresentato da quel 40 per cento di prestazioni che, seppur regolarmente prenotate, non vengono erogate". L'auspicio è quello che si possa continuare a "mettere in <b>atto </b>quei concetti di servizio universalistico e solidaristico ai quali la Regione Umbria si è sempre ispirata. E' necessario - aggiunge - adeguare e potenziare tutti quei servizi che contribuiscono al raggiungimento degli obbiettivi fissati dal Piano strategico e rendere omogenee le prestazioni nei vari territori. Queste - conclude Smacchi - sono le sfide che ci attendono per non abbandonare a sé stessi i più svantaggiati". RED/gc/as link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/30493</p>

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