STRAGE BOLOGNA: GONFALONE DELL’UMBRIA E UNA RAPPRESENTANZA DEL CONSIGLIO REGIONALE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 2 AGOSTO

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - “Il 2 agosto prossimo a Bologna per ricordare uno degli atti più disumani mai compiuti in Italia dal terrorismo, per testimoniare insieme alle altre istituzioni regionali e locali la saldezza democratica del nostro Paese e per chiedere che venga fatta <b>finalmente</b> luce su un tragico evento che è in un cono d’ombra da 30 anni”. Così il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, sulla partecipazione ufficiale dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e del Gonfalone della Regione alla manifestazione in ricordo della strage alla stazione di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980.</p>
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<p>“Si rinnova l’impegno, mai venuto meno in questi trenta anni – ha detto Brega -, a mantenere viva la memoria su un atto efferato che sconvolse la vita democratica del nostro Paese e che colpì noi umbri ancora più da vicino per la morte di un nostro corregionale e mio concittadino: il <b>giovane </b>ternano Sergio Secci, 24enne, appena laureato al Dams di quella città in cui trovò la morte. E come non ricordare oggi – aggiunge il presidente Brega – Torquato Secci, padre di Sergio che dedicò il resto della sua vita, fino alla morte avvenuta nel 1996, alla ricerca della verità sulla strage attraverso l’associazione da lui fondata insieme agli altri familiari delle vittime”.</p>
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<p>Sarà il vicepresidente Orfeo Goracci a rappresentare il Consiglio Regionale alla commemorazione di Bologna. “E' motivo di orgoglio poter rappresentare l’Assemblea legislativa– ha detto Goracci -, e ringrazio il presidente Brega per avermi dato questa opportunità. Sono trascorsi 30 anni da quella <b>giornata</b> che sconvolse le coscienze degli italiani e squassò il quadro politico di allora. La violenza, la vigliaccheria, la crudeltà di quell'azione terroristica sono rimaste impunite, senza un responsabile, annullate da una volontà superiore di confondere, nascondere, coprire.</p>
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<p>Le vicende politiche e giudiziarie successive hanno confermato una verità storica: lo squadrismo terroristico messo in campo in quegli anni seguiva una precisa strategia politica che non poteva non avere, come appare ormai chiaro alla luce delle indagini degli organi inquirenti, riferimenti in alcuni <b>apparati</b> dello stato. Il 2 agosto con il nostro Gonfalone – conclude Goracci - testimonieremo innanzitutto e di nuovo la vicinanza alle famiglie delle vittime, e saremo ancora lì, insieme alle altre rappresentanze istituzionali, politiche, sociali, per confermare la richiesta di verità da parte della nostra comunità regionale”.</p>

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