"STORIE DI VILLE E GIARDINI" - SI CHIUDE LA PRIMA PARTE DELL'EDIZIONE 2010 PER RIPRENDERE SABATO 28 AGOSTO

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@ </b></a>(UJ.com) PERUGIA - Con gli appuntamenti di luglio si chiude la prima parte dell’edizione 2010 della manifestazione “Storie di Ville e Giardini”, che riprenderà le visite con l’appuntamento di sabato 28 agosto a Villa Fidelia e alla Chiesa di S. Claudio di Spello. “La grande <b>partecipazione</b> registrata nei primi sei appuntamenti – ha affermato Roberto Bertini,  Assessore al Turismo della Provincia di Perugia, intervenuto in occasione della visita al Castello di Civitella Ranieri – non fa che confermare la validità dell’iniziativa e il nostro interesse nel proseguire e potenziare la stessa.</p>
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<p>Questa rassegna, che si è andata decisamente consolidando nel tempo grazie anche alla stretta collaborazione con l’Associazione “Dimore storiche”, ha ampliato l’offerta culturale dando la possibilità agli interessati di introdursi all’interno di luoghi prestigiosi, ma poco noti al pubblico, perché, come in questo caso, sono di proprietà privata e il successo dell’iniziativa è sicuramente legato alla <b>sensibilità </b>e disponibilità dei proprietari ad aprire al pubblico. Le richieste di partecipazione alle visite hanno superato ampiamente l’effettiva capienza rafforzando l’intuizione che, anche nella nostra regione, le dimore e i giardini storici, opportunamente valorizzati, possano rappresentare un importante bacino per un futuro sviluppo di flussi e prodotti turistico-culturali”.</p>
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<p>In particolare, sabato 24  luglio si è svolta la visita sopra l’abitato di Umbertide dove sorge il maestoso castello di Civitella Ranieri, costruito sopra un colle nei pressi della strada che da Gubbio giungeva alla quella che un tempo era chiamata la Fratta in posizione strategica per la vicinanza con Perugia, Gubbio e Città di Castello. Civitella Ranieri è circondata da un bosco secolare e la struttura attuale è costituita da torri rotonde, a scarpata, con archi aggettanti che si ripetono sulla <b>facciata</b>, tutta percorsa da beccatelli, nel cui interno si trovano le finestre; è in parte protetta da una fortificazione medievale  L’attuale castello sorge nel luogo di un primitivo insediamento militare, vicino alle abbazie di Camporeggiano e San Salvatore, la cui costruzione venne iniziata nel 1078 ad opera di Raniero, fratello del duca Guglielmo di Monferrato. L’opera venne portata a termine dal figlio Uberto che fece costruire una “cittadella”.</p>
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<p>Di qui l’origine del nome “Civitella”. Nel 1361, durante la lunga lotta tra nobili e popolani perugini fu acquistato da Biordo Michelotti, che si proclamarono conti di tale castello. Il 16 giugno 1407, però, Ruggero II Ranieri detto Kahn (soprannome che in Oriente si dava ai condottieri), poi volgarizzato in Cane, figlio di Costantino I, alla testa di 1.000 soldati e 500 cavalieri recuperò il castello ridotto purtroppo in cattive condizioni e si adoperò per ricostruirlo nuovamente. Buona parte dell’attuale costruzione risale all’epoca di Ruggero Cane. Durante lo Stato Pontificio e fino alla fine degli anni Cinquanta il castello divenne il fulcro di una comunità agricola, le sue <b>strutture</b> vennero adibite a granai, cantine, stalle. Nel 1900, circa, il Castello fu ereditato dal figlio di Emanuele Ranieri di Sorbello, uomo di profonda religiosità e insigne studioso, il quale riordinò la biblioteca e l’archivio di famiglia.</p>
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<p>Dal matrimonio con Beatrice di Carpegna non ebbe eredi, per cui adottò il nipote Lodovico (1911 – 67). Nell’agosto del 1950 arrivò dagli Stati Uniti una cugina di Lodovico, Ursula Corning, pioniera tra le sciatrici, la quale, incantata dalla località, cominciò a frequentare regolarmente il castello ospitandovi amici e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Nel 1995 nacque il Civitella Ranieri Center, e il castello divenne luogo di incontro per  le eccellenze dell’arte, della musica, della letteratura finanziato dall’omonima fondazione nata per mano di di Ursual Corning. L’attuale struttura architettonica, oggi trasformata internamente in accoglienti <b>appartamenti</b>, studi per artisti e uffici, è frutto di successivi interventi che però non ne hanno modificato l’aspetto originario.</p>
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<p>Il castello è da sempre proprietà privata e quindi chiuso al pubblico, si ringrazia pertanto la Fondazione Civitella Ranieri per l’apertura della struttura ai visitatori nel corso delle iniziative della Provincia di Perugia. Domenica 25 si è proseguito nell’itinerario della manifestazione con la visita a Spoleto, lungo la via Flaminia, dove sui resti di un’antica villa romana sorge Villa Redenta. Solo nel 1600 si hanno notizie certe di una struttura signorile, detta nei documenti <b>pulchrum palatium</b>, appartenuta ai Martorelli Orsini. Ma saranno i successivi proprietari, i marchesi Loccatelli, a dare l’impronta definitiva al complesso: soprattutto Fabrizio, vescovo di Spoleto a cavallo tra ‘700 e ‘800.</p>
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<p>Il complesso è costituito da più edifici, di cui il principale, il casino caratterizzato da due torri quadrate angolari, è frutto delle ristrutturazioni volute dal Vescovo Loccatelli. Il bellissimo parco è invece opera dei Marignoli, che abitarono la villa nel corso degli ultimi due secoli (prima che venisse venduta alla Provincia di Perugia). Organizzato sull’asse della facciata del casino, è <b>caratterizzato</b> da una grande area verde ornata al centro da una vasca con obelisco, un recesso sul lato opposto abbellito dalle finte rovine di un tempietto neoclassico e da un boschetto romantico, il tutto circondato da una teoria di possenti lecci. Vanto del parco i suoi alberi secolari: cedri del libano, lecci e magnolie tra cui passeggiò la nobiltà spoletina tra ‘600 ed ‘800.<br /><br />Per informazioni: Provincia di Perugia – Ufficio Promozione Turismo e Sport<br /><br />turismo@provincia.perugia.it  tel. +39.075.3681462 – 335.719.67.62<br /><br />www.provincia.perugia.it</p>
<p><a href="http://www.umbriajournal.com/mediacenter/FE/articoli/cultura-seminario-sulliconografia-musicale-umbroit.html"><b>- CULTURA - SEMINARIO SULL'ICONOGRAFIA MUSICALE UMBRO-ITALIANA DEL TRECENTO</b></a></p>

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