SOCIALE - FRANCO PARLAVECCHIO "SALVARE IL CENTRO STORICO SIGNIFICA VIVERLO"

<p>post <span style="color: #000000;"><b>C. Pappone</b></span> <a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA - “Salvare il centro storico significa viverlo, coniugando attentamente e sapientemente iniziative culturali, attività commerciali e quotidianità dei residenti con la tutela e la salvaguardia del patrimonio in tutte le sue forme”. Così Franco Parlavecchio, Segretario comunale del Partito <b>Democratico</b>, interviene sul dibattito nato nelle ultime settimane intorno alle difficoltà e alle ricette per il rilancio dell’acropoli perugina. “In questo caso, la sfida di chi amministra – secondo Parlavecchio – consiste nell’<b>intrecciare </b>soluzioni che soddisfino le esigenze di vita dei residenti e le istanze degli operatori commerciali e degli studenti. Con la consapevolezza che la città, e il centro storico in particolare, è di tutti ma che viverlo non significa solo usarlo, consumarlo. Responsabilità della politica sarà, dunque, osservare e interpretare i bisogni per rendere l’elaborazione calzante con la realtà che cambia.</p>
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<p>Partendo, dunque, dal presupposto che gli spazi esistono solo se ci sono gli uomini, e che dove ci sono gli uomini è più facile garantire la <b> sicurezza</b>, priorità dell’amministrazione comunale sarà quella di ripopolare il centro storico, migliorando la qualità della vita dei residenti e incentivando le presenze. Non posso che condividere, in questo senso, il Piano del Comune di Perugia per il rilancio del Centro storico, che prevede di disciplinare l’utilizzo del suolo pubblico e lavorare sul decoro urbano, di valorizzare le tipicità, di incentivare i locali, salvaguardando e riqualificando il patrimonio così da “promuovere” e “sponsorizzare” Perugia. <b>Riportare </b>in Centro un presidio dell’Arma, utilizzando la struttura già esistente di via dei Priori, non farebbe, inoltre, che aiutare le politiche per la sicurezza, contro lo spaccio e la microcriminalità che aggrediscono le vie dell’acropoli”. “Farà la differenza, senza ombra di dubbio, la capacità dell’Amministrazione di incentivare iniziative culturali e sostenere la creazione e la sopravvivenza di spazi di aggregazione che attraggano visitatori e facciano delle vie del Centro un luogo di cultura, una vetrina per il turismo, non solo una scenografia al divertimento notturno.</p>
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<p>Che non guasta – intendiamoci – se rispettoso delle altrui esigenze, ma da solo non può bastare”. “Sarebbe indubbiamente utile – continua Parlavecchio – <b>adoperarsi </b>per migliorare l’accessibilità all’acropoli abbassando le tariffe dei parcheggi e prolungando l’orario di funzionamento dei trasporti e dei servizi pubblici – Minimertò, ascensori, scale mobili - compatibilmente con le disponibilità”. “Non credo, invece, che l’allungamento degli orari di apertura della Zona a traffico limitato, la deregolazione del carico-scarico merci e l’abrogazione delle ordinanze restrittive sulla somministrazione di alcolici, proposte rilanciate nei giorni scorsi dalle associazioni nate in difesa del centro, possano essere risolutive delle <b>difficoltà </b>dell’acropoli. Aprire l’accesso alla Ztl nelle ore notturne potrebbe avere l’effetto di penalizzare i residenti nella ricerca di un parcheggio, mentre le limitazioni al carico-scarico merci, per quanto revisionabili, servono a preservare la vivibilità delle vie del centro. Mi permetto, infine, di sottolineare – conclude Parlavecchio – che offende il buon senso dei nostri giovani pensare che l’attrattività dell’acropoli dipenda solo dall’offera di alcol”.</p>

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