SICUREZZA LAVORO, ASSESSORE REGIONE UMBRIA VINTI: SPOT OFFENSIVO, IL GOVERNO LO RITIRI

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b><span style="color: #c00000;">@</span></b></a> (UJcom) PERUGIA - “Lo spot sulla sicurezza sul lavoro offende i lavoratori, il Governo lo ritiri e applichi la normativa piuttosto di smantellarla con il taglio dei controlli e la riduzione delle sanzioni”. È quanto afferma l’assessore regionale alla Sicurezza nei cantieri, Stefano Vinti. “Il monito – sottolinea - lanciato dal presidente della Repubblica Napolitano in occasione della giornata dedicata dall’Associazione mutilati e invalidi del lavoro, che gli incidenti sono frutto di inammissibili superficialità e gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei <b>lavoratori</b>, è del tutto condivisibile. Le parole del Presidente sono solenni e richiamano ad un doveroso omaggio da rendere alla memoria dei caduti sul lavoro. Ciò che non fa – rileva - lo spot del Governo sulla sicurezza del lavoro, contestato da una serie di personalità politiche, del mondo del lavoro e della società civile per il suo slogan principale: ‘La sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuole bene’. Come se le vittime degli infortuni fossero persone che non amano se stesse e i propri familiari e fosse loro la colpa degli incidenti, perché non pretendono controlli, applicazioni delle procedure e degli standard di sicurezza”.</p>
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<p>“Il Governo – sostiene l’assessore regionale - deve ritirare questo spot, che rappresenta una colpevolizzazione implicita dei lavoratori, una mancanza di rispetto verso le famiglie delle vittime di infortuni, e una presa in giro per i precari, che non hanno di sicuro una forza contrattuale tale da poter pretendere dal datore di lavoro, in caso di inadempienza, il rispetto delle norme sulla sicurezza”. Per ridurre gli incidenti sui luoghi di lavoro “non c’è bisogno di inutili spot – afferma -, ma di applicare una normativa che invece il Governo sta smantellando pezzo per pezzo. Il governo Berlusconi, dietro allo slogan di snellire le procedure e rendere meno gravose gli <b>adempimenti</b> burocratici per le imprese, ha reso più difficili i controlli, meno gravosi gli obblighi e più lievi le sanzioni per i datori di lavoro”. Il tetto per le ammende “è stato ridotto a 6.400 euro (da 16mila) – ricorda Vinti - , mentre l’arresto prevede ora un massimo di 6 mesi (erano 12); oggi chi assume in modo irregolare più del 20% del personale, non rispetta i tempi di lavoro, i riposi e la prevenzione non rischia più, come in precedenza, la sospensione dell’attività”.</p>
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<p>“Inoltre, con le modifiche apportate dal Governo – ricorda ancora l’assessore regionale alla Sicurezza nei cantieri - i datori di lavoro sono tenuti a denunciare gli infortuni con prognosi superiore a 14 giorni, prima erano 3, viene abolito l’obbligo per il datore di lavoro di tenere un registro degli infortuni e si stabilisce che le lesioni con prognosi superiore a 30 giorni non vengano più segnalate all’autorità giudiziaria ma all’Inail. Infine, in materia di appalti, è stata cancellata la responsabilità solidale del committente per gli infortuni che hanno per vittime lavoratori in subappalto ed è stata <b>eliminata</b> la responsabilità in solido per la trasparenza contributiva”. “È evidente – dice Vinti - che non è questa la strada giusta per garantire la sicurezza sul lavoro. La prevenzione e la sicurezza sul lavoro sono un problema di tutta la collettività, lo hanno capito i lavoratori, i sindacati, le associazioni imprenditoriali che anche nella nostra regione hanno assunto la questione con la necessaria serietà per produrre una serie di norme condivise ed efficaci. Chi sembra non averlo capito – conclude - è invece proprio il governo Berlusconi, che taglia le risorse per i controlli, cancella gli strumenti per vigilare e scarica la colpa degli incidenti sui lavoratori”.</p>
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