SCUOLA Riforma Gelmini, Prodi: "Forte preoccupazione per il nuovo anno scolastico"

<p>(UJ.com) PERUGIA - “Forte preoccupazione” per la situazione di incertezza e di difficoltà che caratterizza la prossima apertura della scuola in Umbria è stata espressa dall’assessore regionale all’istruzione <b>Maria Prodi.</b> Rimangono tuttora aperti – per l’assessore – i problemi che le Regioni hanno segnalato sui  diversi provvedimenti assunti dal Governo ed al dimensionamento voluto dal ministro Mariastella Gelmini. Pesano infatti sul nuovo anno scolastico, 2009-2010, i tagli del ministero. “Tagli fatti con l’accetta – ha detto Prodi - che non tengono conto della continuità didattica e formativa e che avranno ripercussioni gravissime sull’intero sistema dell’istruzione regionale e sulle famiglie umbre. I criteri individuati dal Governo per determinare gli organici del personale scolastico porteranno in Umbria alla cancellazione di 571 posti da insegnanti e 221 posti per non docenti (ATA),  tutto ciò a fronte di un <b>incremento</b> della popolazione scolastica di circa 2mila unità. Crescerà inoltre il numero dei precari, che di fatto sono esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatori sociali, per i quali si allontana sempre più una concreta possibilità di occupazione. Assisteremo – ha aggiunto Prodi - alla drastica riduzione del numero delle classi e, paradossalmente, all’incremento delle pluriclassi. <b>Diminuiranno</b> i servizi per le famiglie e sarà pressoché impossibile vedere confermati alcuni degli indirizzi di studio scelti al momento dell’iscrizione,  perché le disposizioni ministeriali affidano al Consiglio di Istituto il compito di  stabilire i criteri di riorientamento e redistribuzione degli alunni tra i diversi corsi della scuola in caso di domande ad indirizzi insufficienti per la costituzione di una classe.  A questa <b>situazione </b>particolarmente drammatica si aggiunge la questione, peraltro ancora aperta, della chiusura di numerosi plessi scolastici. Chiusura che andrà a penalizzare proprio i territori più marginali, come quelli montani, e che accrescerà ancora di più i disagi di alunni e famiglie”.  Per Prodi “il sistema scolastico  del nostro Paese sta attraversando uno dei periodi più bui dalla sua istituzione, tale -  ha sottolineato l’assessore – da  mettere in discussione lo stesso diritto allo studio sancito dall’art 34 della Costituzione. La riforma  voluta dal Governo infatti “ne mina l’impianto universalistico e va in direzione opposta a quella indicata ed attuata con la programmazione regionale”.<br /> “In Umbria – ha ricordato Prodi, nonostante la costante diminuzione di risorse statali abbiamo saputo costruire, insieme agli enti locali, un sistema scolastico di qualità, rispondente alle esigenze dei territori e sempre più integrato con il mondo della formazione e del lavoro.  Tutto ciò rischia di essere compromesso da un Ministero che non tiene conto delle sollecitazioni delle Regioni e che sfugge al confronto nelle sedi istituzionali ad esso deputate. La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimi alcuni criteri del decreto sul dimensionamento scolastico del Governo – ha proseguito, rappresenta una vittoria per le Regioni e la conferma delle giustezza delle nostre argomentazioni. Anche alla luce di questa novità, sulla quale  tuttora permane il silenzio del Ministero – ha concluso l’assessore,  chiediamo al Governo di rimettere in discussione i  provvedimenti adottati e di riaprire il confronto con le Regioni per garantire alle famiglie, agli  studenti ed la personale della scuola un avvio più sereno dell’imminente  anno scolastico”.     <br />   La gravità della situazione e le negative ricadute sulla scuola umbra avevano spinto anche la presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, a scrivere nelle scorse settimane al Ministro Gelmini.  Nella lunga lettera, in cui si riassumevano le devastanti conseguenze sul territorio regionale dei provvedimenti assunti dal del Governo in materia di istruzione, la Presidente  invitava il Ministro a “valutare con attenzione le questioni esposte, a ricondurre gli interventi a livelli accettabili e a condividerli con la Regione per renderli  sostenibili con il piano dell’offerta formativa e per garantire un corretto e qualificato funzionamento del sistema scolastico”.</p>

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