Riordino istituzionale: non accolte le osservazioni dei sindacati

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Cgil

Abbiamo già espresso durante la fase di partecipazione alcune nostre perplessità sul disegno di legge che definisce il riordino istituzionale nella nostra regione. Abbiamo inviato non solo le nostre osservazioni, ma anche le nostre proposte unitarie di categoria e confederali condivise anche dalle rsu.

Tuttavia, la decisione assunta dalla commissione competente di non affrontare le criticità da noi rilevate ci preoccupa per il futuro dei lavoratori delle comunità montane e di quelli delle Province di Perugia e di Terni e per il futuro dei servizi resi ai cittadini.

Le molte questioni non risolte evidenziano un quadro ancora con molte incertezze.
Una situazione che potrebbe aggravarsi se fossero confermate le ultime notizie dal governo che potrebbe rinviare il trasferimento del personale al mese di settembre.

Ci preoccupano i tagli di spesa indiscriminati previsti dal governo negli Enti Locali, Comuni, Province e Regioni. Una decisione, quella del governo, che di fatto condanna i lavoratori ad una estrema incertezza occupazionale. Un “delirio” e una confusione istituzionale che certo non appare compiutamente risolta e affrontata anche nel disegno di legge che la Regione si appresta a varare.

Continueremo anche durante i lavori in aula a chiedere gli emendamenti già proposti:
• una destinazione certa per i lavoratori delle comunità montane verso le unioni dei comuni senza ambiguità sottintese, che potrebbero prevedere altri soggetti privi di potestà di datori di lavoro, e un ulteriore rafforzamento delle forme di incentivazione alle unioni comunali
• relazioni sindacali stabili che accompagnino la fase di transizione con un protocollo di intesa per i lavoratori delle province che regoli con trasparenza la mobilità e il trasferimento di funzioni, di risorse e di personale.
E’ necessario fare di più per
• Salvaguardare i servizi
• Salvaguardare le professionalità e l’ occupazione
• Salvaguardare la funzionalità e la sostenibilità del sistema
• Salvaguardare la coerenza con lo spirito di altre riforme, come quella di Comunità Montane ed AFOR
Valuteremo con i lavoratori le opportune iniziative, ricordando che si terrà una prima grande manifestazione nazionale a Roma dei lavoratori delle Province il giorno 11 aprile prossimo

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