RICORDI – AL MORLACCHI IL RICORDO DEL “GORINO”

<p>(UJ.com) PERUGIA - “Voler volare senza ali è come nuotare col cappotto”, osservava il Gorino. Oppure: “L’uomo, in genere, per passatempo, va a cercà rogna. Ma la trova”. Vittorio Gorini fu un personaggio ben noto alla città. Sfrontato e irridente verso qualsiasi forma di potere costituito. Senza timori di denunce, che accumulò disinvoltamente. E non si vergognava di aver conosciuto la “gattabuia”, a causa del suo modo di arrangiarsi e di qualche furtarello del quale si vantava come di una medaglia. Ma chi era veramente il “filosofo” di via dell’Oro? Lo racconterà, in un suo pepato “amarcord”, l’avvocato Gerardo Gatti che ne fu il difensore di fiducia. Avendo “ereditato” il particolare cliente dal suo maestro, l’avvocato Parlavecchio.</p>
<p>Il Gorino, come lo chiamavano i Perugini, era certamente una figura (qualcuno non esitava a dire “un figuro”) “sui generis”. Il suo sito, che risponde all’indirizzo www.liberopensatore.it, è frequentato da tanti perugini che godono nel riascoltarne le amenità. Esistono nei social network dei gruppi a lui intestati. Oltre alla testimonianza di Gerardo Gatti, lunedì 16 alle ore 17, al Teatro Morlacchi, nell’ambito degli incontri dell’Accademia del Dónca, verrà letta la poesia di Fra’ Giacomo Paris “L’inventore. A Vittorio Gorini”. Sarà inoltre proposta una testimonianza di Adriano Piazzoli che ne fu amico e che assistette di persona al saccheggio delle proprietà del Gorino quando l’ufficiale giudiziario ruppe le serrature dell’abitazione per la restituzione al legittimo proprietario. A ciò si aggiungerà un ricordo del poeta perugino Alessandro della Torre. La rievocazione si concluderà con un video di musica, parole e immagini, montate dal socio Leandro Battistoni.</p>

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