Quintali di pesci morti nel fiume Tevere

di <b>Luana Pioppi</b> <br />(UJ.com) PONTE SAN GIOVANNI – Carpe, trote, barbi, albarelle e tinche. Venti quintali di questi tipi di pesce sono stati raccolti la scorsa notte dai volontari della protezione civile e da due squadre, di cui una dotata di gommone, dei vigili del fuoco di Perugia. La moria, verificata all'altezza della diga di <b>Ponte San Giovanni</b>, lungo il parco fluviale, è stata veramente consistente. L'evento, i cui primi sintomi sono stati riscontrati giovedì scorso, è stato arginato solo oggi quando, intorno alle ore 13, la Gesenu ha portato il pesce morto, in appositi contenitori sigillati, all'inceneritore di Foligno. Ora tutti sono impegnati a capire la causa che ha scatenato questa moria. Sul posto, nei giorni scorsi, sono intervenuti infatti anche i rappresentanti dell’VIII Circoscrizione, l’Agenzia regionale Protezione Ambiente dell’Umbria, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, i Servizi Veterinari della Azienda USL n° 2, i Vigili del Fuoco, la Provincia di Perugia, la Prefettura di Perugia e i carabinieri del Noe. <br />“Le operazioni di rimozione delle carcasse – fa sapere l’unità operativa Ambiente e Protezione Civile - sono iniziate nel pomeriggio di ieri e sono proseguite, anche con l’ausilio dei volontari della protezione civile comunale, fino a tarda notte, per riprendere in mattinata. Contemporaneamente, per riossigenare le acque del Tevere, su disposizione della Provincia di Perugia, è stata rilasciata dalla diga di Montedoglio una idonea quantità di acqua. Le operazioni di bonifica sono in corso anche oggi e continueranno fino al ripristino delle condizioni di normalità. L’Arpa ha già provveduto a eseguire campionamenti e prelievi poi trasmessi all’Istituto Zooprofilattico per gli esami tossicologici, e dai primi risultati è emerso che la moria di pesci è riconducibile, in particolare, al bassissimo tenore di ossigeno dell’acqua. Sono in corso ulteriori esami e accertamenti per approfondire le cause di quanto avvenuto”. Ieri, il <b>personale</b> dell’unità operativa Ambiente e Protezione Civile aveva effettuato un sopralluogo per verificare la consistenza dell’evento e informato tempestivamente gli organi e gli Enti pubblici competenti per i controlli e gli esami tossicologocici del caso al fine di individuare con urgenza le cause della moria e per l’adozione degli interventi necessari per scongiurare ogni pericolo per la cittadinanza.

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