Quadrilatero, Cgil e Fillea, “Scongiurare la rescissione del contratto”

Anas completerà tutti i lavori della Umbria-Marche

quadrilatero-4 (1)“Chiediamo una riqualificazione dell’appalto Quadrilatero (tratto Perugia-Ancona) che consenta di evitare la rescissione del contratto con Dirpa che rappresenterebbe un evento disastroso sia nell’ottica del completamento dell’opera, che per le conseguenze che si determinerebbero sul piano occupazionale”.

Ad affermarlo sono Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria e Gianni Fiorucci, segretario generale della Fillea Cgil dell’Umbria alla vigilia del tavolo convocato da Quadrilatero spa per sbloccare la situazione, cui parteciperanno Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, Federica Guidi, ministro dello Sviluppo Economico, Pietro Ciucci, presidente Anas e i presidenti delle Regioni Umbria e Marche Catiuscia Marini e Gian Mario Spacca, oltre al commissario straordinario di Impresa spa Daniela Saitta.

“E’ evidente la necessità di individuare un soggetto industriale strutturato che possa acquisire Impresa Spa (attualmente detentrice di una quota maggioritaria del general contractor Dirpa) e, successivamente, coinvolgere anche le imprese locali, che per la loro dimensione non possono essere protagoniste invece nella prima fase”.

Cgil e Fillea sottolineano poi la necessità di scongiurare il rischio di ulteriori ripercussioni sui lavoratori attualmente impiegati, che, seppur pochi viste le enormi difficoltà nei lavori, non possono certo essere penalizzati nuovamente dalla situazione.

“Vogliamo comunque sottolineare nuovamente – aggiungono i segretari di Cgil e Fillea – come questa situazione sia figlia delle evidenti storture della legge obiettivo, che ha ridotto ai minimi termini il ruolo pubblico in un’opera così importante, aprendo invece ad una deregulation spinta che ha favorito situazioni di massimo ribasso che a loro volta portano ad un abbassamento della qualità del lavoro e dell’opera in sé”.

“Non abbiamo partecipato alla conferenza stampa indetta da Ance e Confindustria  – concludono Bravi e Fiorucci – perché, pur essendo convinti della necessità di un’azione comune tra tutte le parti sociali, riteniamo che sarebbe stata necessaria una maggiore condivisione preventiva dei contenuti e invitiamo dunque la Regione a farsi carico di convocare tutte le parti per informare e trovare una linea comune”.

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