Prezzo amico”: Confcommercio non evita affatto il confronto

<p>post <b><span style="color: #000000;">M. Zingales</span> <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) PERUGIA - Confcommercio smentisce le affermazioni delle organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, riportate oggi dalla stampa locale, secondo le quali tutte le organizzazioni dei commercianti, degli artigiani e della cooperazioni avevano disertato l'incontro sul protocollo "Prezzo amico". Confcommercio dell'Umbria era infatti presente all'incontro con un proprio rappresentante e con la rappresentante di 50&amp;PIU' Enasco, il sindacato degli anziani del commercio <b>Confcommercio</b>, al quale è stato affidato di recente il coordinamento del CUPLA: il Comitato unitario pensionati del lavoro autonomo. Come è evidente, da parte di Confcommercio non c'è stato alcun comportamento "non rispettoso"; né si può mettere in dubbio l'onorabilità della organizzazione in relazione agli impegni assunti con la sottoscrizione del protocollo "Prezzo amico". Troppo facile sarebbe, inoltre, imputare alla mancata presenza delle associazioni di categoria l'aver "vanificato tutto il lavoro che era stato svolto finora per costruire lo stesso protocollo".</p>
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<p>Confcommercio ha condiviso, come dimostrato finora nei fatti, il tentativo "di realizzare le condizioni per una migliore salvaguardia del potere d'acquisto dei pensionati della nostra regione". Una sfida rispetto alla quale ha ora molte riserve, viste le spinte inflazionistiche che si registrano oggi sul mercato, <b>provenienti</b> da molto lontano. Secondo le elaborazioni dell'Ufficio Studi Confcommercio, a partire dalla seconda metà del 2009 i prezzi delle materie prime hanno cominciato a mostrare una diffusa tendenza al rialzo. Il fenomeno, che sembrava potesse rientrare nei primi mesi del 2010, almeno per gli energetici ed alcune materie prime non alimentari, è ripreso con una certa intensità, alimentando i timori di una fiammata inflazionistica analoga, se non superiore, a quella vissuta nel biennio 2007-2008.</p>
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<p>In particolare, le tensioni si stanno concentrando, in misura molto accentuata, sui prezzi delle materie prime alimentari. In questo momento il sistema della distribuzione commerciale in Italia sta contribuendo a svolgere un ruolo calmieratore nei confronti dei prezzi al consumo. Anche in <b>relazione </b>agli ultimi dati Istat, secondo i quali a gennaio i prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono aumentati dell'1,1% rispetto al mese precedente e del 5,1% rispetto a gennaio 2010. Si tratta del dato più alto dal 2008. I prodotti venduti sul mercato interno registrano un aumento dell'1,1% rispetto a dicembre 2010 e del 5,2% rispetto a gennaio 2010. Al netto del comparto energetico, gli aumenti sono, rispettivamente, pari allo 0,9% e al 4%.</p>
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