POLITICA: “SVEGLIA SINISTRA! AL GOVERNO BERLUSCONI UN’OPPOSIZIONE COESA, CONVINTA, DECISA, BATTAGLIERA”

<p>(UJ.com) PERUGIA - “Le maggiori difficoltà per amministrare l’Umbria riguardano la scellerata politica economica e finanziaria del Governo Berlusconi che premia furbi e speculatori, allarga le fasce del disagio e della povertà e comprime possibilità di difesa e sviluppo”. Così Orfeo Goracci (Prc-Fed.Sin.), vicepresidente del Consiglio regionale che si domanda in che modo possono <b>riprendere</b> i consumi “se la manovra governativa colpisce pesantemente i redditi bassi e medio/bassi”. Nel sottolineare la bontà “condivisa a larga maggioranza” delle linee di indirizzo programmatiche illustrate in Aula, la scorsa settimana, dalla presidente della Giunta, Catiuscia Marini, dove si evince “una seria lettura dell’Umbria e una volontà e una capacità propositiva di dare risposte adeguate”, Goracci si sofferma sulle scelte del Governo per la scuola che definisce “devastanti”.</p>
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<p>“Ora i nodi vengono al pettine – dice l’esponente di Rifondazione -. Alle superiori avremo, nelle prime, classi con più di 30 ragazzi mentre nella scuola dell’infanzia e primaria, oltre ai docenti, calerà vertiginosamente la presenza del personale Ata (bidelli) provocando di fatto la chiusura di tante sezioni nei plessi più piccoli e periferici. E questo in barba delle pari opportunità. Si tratta – spiega - di una <b>situazione</b> che colpisce, nella maniera più grave, decine e decine di migliaia di lavoratori e centinaia di migliaia di studenti e genitori, ma quasi nessuno ne parla”. Rispetto alla questione “Università”, Goracci, fa quindi sapere che in un “quadro sconsolante, senza infingimenti e ipocrisie non possiamo non condividere la giusta protesta che il Sindaco di Assisi, Claudio Ricci, sta portando avanti per la ‘paventata’ chiusura del corso di laurea sul turismo”.</p>
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<p>Tuttavia, l’esponente della maggioranza regionale ricorda al Sindaco e al centro destra che i problemi della scuola e dell’università “non sono dovuti ai dualismi (Terni–Assisi) regionali, ma agli scellerati tagli del Governo”. Secondo l’esponente di Rifondazione occorrerebbe poi “un po’ di coerenza per <b> sostenere</b> con altrettanta forza e decisione le proteste di chi sale sulle gru o occupa aziende per difendere un lavoro che porta 1000-1200 euro di stipendio al mese e non i condoni per i furbi evasori. Si prendano lì i soldi!”. Goracci, oltre che sulla operazione economica che definisce di “macelleria sociale” punta il dito anche sulla “ennesima fiducia” chiesta dal Governo al Senato per l’approvazione del testo sulle intercettazioni: “Il ‘bavaglio’ alla libera informazione – dice - è servito.</p>
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<p>I criminali di varia risma brindano. La Costituzione viene un ‘inferno’, e il ‘manovratore’ vuole mano libera”. Ma il vice presidente del Consiglio regionale “in questo quadro sconsolante e pericoloso non si vede e non si percepisce un’opposizione coesa, convinta, decisa, battagliera. Il partito più forte dell’opposizione, il Partito democratico, è troppo timido e troppo attento al ‘dialogo’, gli altri ‘cespugli’ del centro sinistra guardano più ad una loro minima visibilità che non alla <b>costruzione</b> di un percorso aggregante di tutti i soggetti che non condividono la politica di Berlusconi”. “Certamente – commenta - non è un bel segnale per la spaesata, disincantata, sfiduciata opinione pubblica, soprattutto di sinistra (plurale e variegata), vedere che si organizzano quattro o cinque manifestazioni di protesta (compreso uno sciopero, sacrosanto) separate tra loro.</p>
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<p>Il bisogno e l’esigenza – continua - sono quelli di avere una classe dirigente politica che abbia, allo stesso tempo, l’intelligenza e l’umiltà per costruire un percorso di aggregazione e di difesa della democrazia e delle condizioni di vita minime che diano modo di liberarci democraticamente di questo Governo prima che il <b>Paese </b>precipiti in maniera irreversibile”. “Anche dal basso e dalla ‘periferia’, - conclude Goracci - e in Umbria abbiamo dimostrato che l’aggregazione di soggetti diversi è possibile, possono partire spinte propulsive e propositive”.</p>

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