PERUGIA CALCIO - LA CONFERENZA POST PARTITA

<p>post <b>L. Pioppi </b>UJcom2.0 <b><a title="Scrivi a Luana Pioppi" href="mailto:luanapioppi@alice.it" target="_blank"><span style="color: #006699;">@</span></a> </b>(UJ.com) PERUGIA - “Non voglio arrabbiarmi dopo una partita vinta come questa” , dice il presidente Damaschi, ma poi, tirato per i capelli (anche se sembra impossibile) un po’ di veleno viene fuori. “Devo <b>constatare </b>che ho contato più ammonizioni contro di noi che falli fatti, non mi sembra che per loro sia stato usato lo stesso metro di valutazione,e poi – continua- sul rigore come ha fatto a non espellere il portiere ma solo ammonirlo lo sa soltanto lui”. Quindi riacquistata la calma passa ad un esame della partita. “Oggi abbiamo avuto prestazione e risultato, non siamo stati perfetti ma abbiamo migliorato. Il lavoro alla fine paga, e quanto fatto in settimana  ha dato i suoi frutti. Lo Sporting si è dimostrato essere come ce lo aspettavamo. Una squadra tosta, mai doma e con tre o quattro elementi di qualità, su tutti quel Gesuele sul quale in estate avevamo messo gli occhi. <br /><br />Un grosso complimento a tutti i ragazzini, perché oggi hanno mostrato perché sono stati chiamati a far parte di questo gruppo. Il campionato dimostra di essere livellato ma noi dobbiamo correre su noi stessi. Certo – aggiunge – senza il disastro di due domeniche fa, adesso tutti farebbero altri discorsi”. Ha deciso d<b>i interpretare</b> ormai il ruolo del burbero FEDELI che poco discosto insiste nella sua tesi. “Bene ma non benissimo, dobbiamo e possiamo fare di più, non è giusto soffrire così nel finale di una gara dominata- poi lo zuccherino- certo, sono due domeniche che il cammino del miglioramento costante è ripreso e fa ben sperare, ma guai a fermarsi o rilassarsi, a Orvieto voglio vincere!!”. “La prestazione è stata indubbiamente buona, anche se condita di tanta sofferenza fisica, ma in questa categoria non c’è alternativa-dice l’allenatore del Perugia <br /><br />BATTISTINI-. Ogni volta che facciamo meglio lo dobbiamo considerare un punto di partenza. Intanto godiamoci una vittoria in casa che non veniva da marzo dello scorso anno. Non abbiamo mai subito il gioco<b> avversario </b>e i problemi sono arrivati sempre solo su palle inattive, ma lo sapevamo ed eravamo preparati. Oggi avrete capito – ha aggiunto- perché in porta faccio giocare un atleta esperto e bravo come Ripa. E perché ho dato fiducia sulle fasce ai sottoquota. Avranno anche bisogno di più tempo, ma alla fine come avete visto riusciamo a giocare in undici, e per larghi spazi dell’incontro non si è vista la differenza fra chi è minorenne e chi è maturo”. In sintonia con Battistini anche il secondo dello Sporting, ROMOLI che compare in sala stampa a causa della squalifica di GENOVASI. <br /><br />“Certo che se negli episodi decisivi noi fossimo riusciti a buttarla dentro- dice- la partita avrebbe preso un’altra piega. Le nostre armi le abbiamo messe in campo e per poco non siamo riusciti a complicare le cose al Perugia. Poi loro hanno preso campo, correndo quanto noi e la gara si è indirizzata in un altro modo. <b>Peccato</b>”. Si fanno i complimenti reciprocamente i due bomber del Perugia Bartolini e Corallo. Più o meno, anche se in tempi diversi, esprimono gli stessi concetti. Il cambio di atteggiamento da parte di tutti. La voglia di aiutarsi e fare gruppo sia dentro che fuori dal campo. La serietà ed il sostegno della Società. <br /><br />La PAURA che il ritiro gli ha messo addosso. Paura di rischiare di buttar via qualcosa che sarebbe un delitto non conquistarsi, perché tutto, ma proprio tutto,( e l’allenatore in primis) spinge nella direzione giusta. Alla fine<b> Corallo</b> dice anche qualcosa di più. Ve lo riportiamo non per noi che andiamo predicandolo da due mesi, ma per quelli che vogliono far finta di non capire. “Non ci volevo credere – dice Corallo- ma questo è un altro gioco rispetto al calcio professionistico. Qui si gioca a calci, a gomitate, con una pressione ed una cattiveria alla quale quasi nessuno di noi era abituato, e per la quale all’inizio abbiamo sofferto tanto, specialmente per l’atteggiamento da tenere dal primo al centesimo minuto. Ma adesso piano piano ci stiamo adattando, il segreto è usare le armi degli altri più le nostre. E vi garantisco che siamo tutti disposti a farlo, nessuno escluso. Ancora un po’ di tempo e tutto si aggiusterà. Perché noi non siamo disposti a tornare indietro”.</p>

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