PAPA ACCETTA DIMISSIONI VESCOVO SCANAVINO

<p>(UJ.com) ORVIETO - Il Papa Benedetto XVI ha accettato le dimissioni di mons. Giovanni Scanavino, vescovo di Orvieto-Todi, la diocesi del diacono suicida Luca Seidita. Lo annuncia la sala stampa vaticana. Il giovane diacono pugliese Luca Seidita, 29 anni, si era ucciso il 30 novembre scorso gettandosi dalla Rupe di Orvieto, da un'altezza di una trentina di metri. Per la Santa Sede il diacono ''non era maturo'' per fare il sacerdote come aveva sognato da una vita. Per il vescovo di Orvieto Giovanni Scanavino, era invece ''pronto'', tanto da essere già prevista per il 7 dicembre scorso la sua ordinazione. In una lettera aveva <b>spiegato </b>di averlo fatto per il diniego che gli era stato opposto a diventare sacerdote.</p>
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<p>In una pagina scritta al computer e poi stampata, trovata nella camera di Seidita presso la curia di Orvieto, il giovane aveva scritto: ''Volevo diventare sacerdote. Tutta la mia vita è stata dedicata a questo. Mi è stato <b>negato</b>''. Nella lettera il diacono aveva chiesto alle persone ''sulla terra di pregare per lui'' e al Signore di perdonarlo. Nell'ultimo messaggio il ventinovenne originario del leccese aveva spiegato di essere cosciente dalla sua fragilità, ringraziando il vescovo, chiamandolo ''padre Giovanni''.</p>
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<p>Luca Seidita aveva cominciato dieci prima, nel Seminario vescovile di Molfetta il percorso che doveva portarlo al sacerdozio. Sin dal principio, da quando Luca aveva deciso di intraprendere il suo percorso spirituale, questo era stato <b>intermittente</b> e frammentato. Era nato a Matino, in provincia di Lecce. A 19 anni, nel 2000, era andato in seminario a Molfetta, ma dovette interrompere gli studi dopo un anno, pare per uno scarso rendimento e per problemi di carattere. Poi, Luca passò nel seminario marchigiano di Fermo per concludere il suo percorso teologico all'Università Lateranense.</p>
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<p>Un altro stop, prima di quello della Santa Sede che ne ha fermato l'ordinazione a sacerdote, si ebbe - a quanto si è saputo - poco più di un anno fa: Luca all'epoca avrebbe dovuto prendere i voti minori in Duomo, anche in questo caso per motivi non noti. La cerimonia si era così tenuta a Ficulle, dove egli era rimasto qualche tempo come aiuto del parroco, don Maurizio. Il fax da Roma con l'annuncio del rinvio dell'ordinazione era stato un ''dramma assoluto'' per Seidita, <b>secondo </b>il vescovo, che con il giovane si era recato in Vaticano per trovare una soluzione. ''Ma non c'è stato niente da fare'' aveva spiegato il presule. Così verso le 21.30 del 30 novembre Seidita aveva raggiunto un punto delle mura medievali orvietane già noto perché teatro di altri suicidi. Il suo corpo era stato trovato da un passante.</p>
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<p>''Per lui questo diniego era stato un dramma assoluto" aveva spiegato successivamente il vescovo Scanavino e aveva affermato che a suo giudizio il diacono era ''pronto''' per il sacerdozio, e di aver avuto ''divergenze di <b>valutazione</b>'' con i dicasteri vaticani. Ieri a Orvieto circa 400 persone, tra cui il sindaco Antonio Concina, avevano preso parte a una fiaccolata di solidarietà al vescovo. Sarà mons. Giovanni Marra, arcivescovo emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, a reggere la diocesi. Il Papa infatti lo ha nominato amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis.</p>
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<p>"Preghiamo perché don Luca possa presto riprendersi da questa nuova grande prova'' aveva scritto l'ormai ex vescovo, monsignor Giovanni Scanavino, nel comunicato con il quale annunciava che l'ordinazione <b>sacerdotale</b> del diacono era stata ''sospesa e rimandata per diretto intervento della Santa Sede''. Di ''divergenze di valutazione, come è logico ci siano in una comunità plurale'' aveva parlato monsignor Scanavino, 71 anni, 46 dei quali di sacerdozio. Diversità di vedute - aveva spiegato - con i Dicasteri romani preposti all'ordinazione del sacerdote che un anno fa avevano fermato il passaggio a diacono del giovane, problema poi però superato.</p>
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<p>Il presule aveva ricordato gli studi di Seidita nei seminari di Molfetta e Fermo che aveva però dovuto lasciare prima di completare la sua formazione. Problemi legati al ''poco amore per lo studio'' poi però recuperato per la voglia di ''diventare prete'', ed anche problemi di ''carattere e di amicizia'', aveva spiegato monsignor Scanavino sottolineando con forza che né nei documenti seminaristici né nel comportamento dei diacono era mai emerso alcun elemento di <b>omosessualita</b>''. ''Per me era pronto a diventare prete'' aveva ribadito il vescovo che nella sua permanenza nella sua diocesi lo aveva fatto lavorare nella parrocchia di Ficulle, guidata da un sacerdote specializzato in psicologia. Il 17 dicembre scorso, davanti ai presbiteri e ai diaconi della diocesi di Orvieto-Todi riuniti per il ritiro mensile, il vescovo Giovanni Scanavino aveva detto: ''Dopo la tragica morte di don Luca sono state dette e scritte tante cose.</p>
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<p>Per fare chiarezza su tutto mi sono rimesso, nel segno dell'obbedienza, alle decisioni del Santo Padre Benedetto XVI al quale mi sono rivolto rappresentandogli l'intera vicenda''. Una mobilitazione era partita nei giorni scorsi a <b>Orvieto</b>, con la petizione di alcuni fedeli al Papa (era stata la stessa diocesi nei giorni scorsi a rendere noto che il Santo Padre aveva preso una decisione). Il vescovo aveva però esortato ''ancora una volta all'obbedienza al Santo Padre e alla comunione'', dicendosi in ''totale dissenso'' rispetto ad ''iniziative assunte autonomamente e irresponsabilmente'' da qualcuno dei suoi fedeli per impedire una sua eventuale rimozione.</p>
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<p>Nell'incontro, monsignor Scanavino ha evitato qualsiasi accenno polemico con la Santa Sede e ulteriori riferimenti alla vicenda del diacono. L'ormai ex vescovo si è invece soffermato su quelle che, a suo avviso, sono state le divisioni degli ultimi anni nella Chiesa orvietana. ''Un cancro che bisogna <b>curare</b>, anche con il bisturi'' ha sottolineato monsignor Scanavino. ''Bisogna superare le divisioni - ha aggiunto - e ritrovare la comunione. C'è bisogno di una unità più vera. Riconosco che non sono stati capace di curare questo aspetto legato alle divisioni''. Monsignor Scanavino ha annunciato che ora tornerà tra i padri Agostiniani dai quali proviene e l'intenzione di restare a vivere in Umbria.</p>
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