Nei teatri Fontemaggiore si festeggia l'8 marzo

<p>post <b><span style="color: #000000;">M. Zingales</span> <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) SPELLO - La festa della donna si festeggia a teatro. Martedì 8 marzo a Spello e Trevi, per le stagioni organizzate da Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione, andranno in scena due spettacoli con protagoniste donne che raccontano storie di donne, ma non solo. Al Teatro Clitunno di Trevi, ore 21.15, Fontemaggiore porta in scena "Regine", di e con Valentina Renzulli e Beatrice Ripoli.  Lo spettacolo è un adattamento teatrale del romanzo omonimo di Elke Naters. Due amiche di Berlino, Gloria e Marie, disegnano la cronaca delle loro giornate e delle loro serate, tra vodka e birra, sniffate di cocaina, insicurezze, nuovi tagli di capelli per tirarsi su il morale: fondamentali banalità capaci di condizionare l'umore di una giornata, di rovinare una serata o di regalare una sensazione di benessere, assolutamente reversibile. Tra le cose grandi e quelle piccole è abolita ogni gerarchia: accanto alla vita giusta, all'uomo <b>giusto</b>, ci sono anche i pantaloni giusti, gli occhiali di Gucci che non ci si può permettere, gli abiti di Helmuth Lang e quelli a buon mercato, l'ossessione per le scarpe. Di per sé la struttura del romanzo suggerisce un elevato grado di incomunicabilità tra le protagoniste a dispetto della loro più volte dichiarata profonda amicizia. Sono figlie della città e della cultura in cui vivono: i loro interessi, che possono apparire superficiali ad un primo approccio rivelano il malessere di una condizione anelata e ripudiata a un tempo.</p>
<p> </p>
<p>Temi molto diversi per lo spettacolo presentato al Teatro Subasio di Spello alle 21.15: "Le nuvole che passano" della compagnia Liminalia. Sette donne in scena per cantare e narrare suggestioni provenienti da vari testi poetici e narrativi, da racconti e resoconti di migranti e migrazioni. Il tessuto drammaturgico si dipana e si intreccia da e intorno ad alcuni canti di area balcanico-slava e finisce con il raccontare, a metà strada tra l'epica e la lirica, frammenti di storie di <b>migranti</b>, evocando la tragedia recente dei popoli dell'ex-Jugoslavia e delle aree limitrofe, lacerati da guerre e lotte intestine, all'indomani del tramonto e della caduta del comunismo, segnati da un flusso migratorio portatore di sogni infranti, tra i quali quel "sogno di una cosa" di pasoliniana memoria che ha attraversato tutto il Novecento. Lo spettacolo a Spello è ad ingresso libero. Per informazioni: Fontemaggiore tel. 075 5286651, Teatro Clitunno Trevi tel. 0742 381768, Teatro Subasio Spello tel. 0742 301689</p>
<p> </p>
<p> </p>

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*