MEREDITH: RIPRENDE PROCESSO, IN AULA LA REQUISITORIA DEI PM

<p>Inizia nella stanza di Meredith Kercher, con Amanda Knox e Raffaele Sollecito inizialmente soli con la studentessa inglese, l'aggressione che ha poi portato all'omicidio di Mez. Un'aggressione nata probabilmente a seguito di una discussione tra Meredith e Amanda e alla quale si e' unito poi anche Rudy Hermann Guede, fino a quel momento in bagno. Una aggressione che ha avuto ''un crescendo di inarrestabile violenza''. E' quanto ipotizza il pm Giuliano Mignini nella sua requisitoria davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Una capillare ricostruzione della sera del delitto alla quale Amanda ha assistito in aula apparendo visibilmente scossa, con gli occhi lucidi e lo sguardo verso il basso. A poca distanza da lei, Raffaele, impegnato a leggere la memoria preparata dalla sua difesa. Secondo la ricostruzione fornita in aula da Mignini e' Amanda, inizialmente, a sbattere la testa di Mez contro la parete. Raffaele con una mano teneva la studentessa inglese per i capelli e con l'altra la bloccava al braccio destro. E' a questo punto che arriva Guede, che si unisce al gruppo ''per compiacere Amanda''. ''Tra i due ragazzi - ha detto il pm - vi era una sorta di gara per compiacere alla ragazza di Seattle''. Sempre secondo la ricostruzione del pm, Amanda ad un certo punto cerca di strozzare la sua coinquilina ed estrae il coltello. Raffaele, dietro alla vittima, estrae un secondo coltello e le strappa il reggiseno mentre Rudy abusa di Mez sessualmente. ''Volevano sottomettere la ragazza a un violento gioco sessuale - ha detto Mignini -. Meredith ha cercato di difendersi, non voleva sottomettersi. Amanda avra' pronunciato frasi del tipo :'facevi tanto la santarellina, ora te lo facciamo vedere noi''. E' a questo punto che, secondo il pm, ''consapevole che la violenza e' inarrestabile'' Meredith ''lancia un grido disperato'' e Amanda ''la colpisce al collo con il coltello provocandole la ferita piu' profonda''.</p>
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<p>Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede la sera in cui e' avvenuto il delitto ''hanno pensato di coinvolgere Meredith in un pesante gioco sessuale'' e ''Amanda aveva l'occasione di vendicarsi nei confronti di quella ragazza inglese, troppo seria e morigerata''. Cosi' il pubblico ministero, Giuliano Mignini, ricostruisce in aula la sera dell'omicidio della studentessa inglese, Meredith Kercher, nel corso della sua requisitoria davanti alla Corte d'assise di Perugia. ''Amanda - afferma il pm - ha covato l'odio per Meredith e quella sera per lei era venuto il momento di vendicarsi di quella smorfiosa, che la rimproverava per le pulizia di casa e che stava sempre con le sue amiche inglesi''.<br />Per Mignini la Knox, Sollecito e Guede, quella sera ''sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e forse di alcol'' erano ''alla ricerca di emozioni forti''. Secondo la ricostruzione fornita in aula dal pm, quando quella notte i tre imputati si recano insieme nel casolare di Via della Pergola, Mez e' ancora e' sveglia. Tra loro nasce una discussione, forse per la questione della mancanza di soldi lamentata da Meredith, o forse perche' la studentessa inglese era contrariata dalla presenza di Guede in casa. ''E' da li che e' iniziato il calvario di Meredith'' ha detto il pm Mignini.</p>
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<br />Ha parlato di "vicenda unica" di un processo che "ha interessato tre continenti" il pm Giuliano Mignini aprendo la sua requisitoria nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox. "Un processo mediatico nel quale sono svaniti gli elementi emersi in aula" ha affermato il magistrato. Detective in cerca di notorietà, scrittori blogger e giallisti si sono alternati in una sorta di processo parallelo. Ma il processo si celebra solo in questa aula". Rudy Guede è stato il "convitato di pietra" nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox secondo Mignini. "In qualche modo è stato sempre presente" ha detto il magistrato riferendosi all'ivoriano, già condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato per il concorso nell'omicidio di Meredith Kercher con i due i due giovani.</p>
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<p>"Perché Sollecito e Knox - ha sottolineato Mignini - non si limitano a proclamare la loro innocenza ma lo accusano. Dicono di non essere stati nella casa del delitto ma dicono anche che l'assassino è uno ed è Guede. Gli imputati hanno voluto fare un processo parallelo senza che lui potesse difendersi". Il pm ha quindi sostenuto che l'effrazione di una finestra nella camera di una delle coinquiline italiane della Knox e di Meredith Kercher, messa in atto secondo la procura per sviare le indagini, "é il particolare chiave della vicenda e del mistero". "Se è stata simulata, come è evidente, gli autori - ha affermato Mignini - sono Knox e Sollecito che la seguiva sempre. E l'obiettivo era di allontanare i sospetti". Il magistrato ha definito l'effrazione "il chiodo al quale sono appese le difese degli imputati".</p>
<p>"Un chiodo - ha affermato - caduto fragorosamente e con esso le difese". Per Mignini il furto fu simulato "dall'interno da chi voleva allontanare i sospetti e magari indirizzarli su Rudy". Amanda Knox "ha consapevolmente accusato un innocente": così il pm Giuliano Mignini nella sua requisitoria in corso davanti alla Corte d'assise di Perugia. Il riferimento è a Patrick Lumumba, che però non ha nominato espressamente, coinvolto nell'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher per le dichiarazioni alla polizia della giovane americana e poi prosciolto da ogni addebito (é infatti ora costituito parte civile nei confronti dell'americana accusata di calunnia nei suoi confronti). "Amanda - ha sottolineato il magistrato - non ha mosso un dito mentre languiva in carcere. Né lei né la madre che aveva raccolto le sue confidenze. E guarda caso - ha proseguito Mignini - si trattava di una persona di colore come Rudy Guede".</p>
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<p><br /><br />(UJ.com) PERUGIA - HTML clipboard"E' ora di tirare le fila di questo lungo dibattimento, in una vicenda unica nel suo genere nel panorama giudiziario italiano e mondiale e che ha interessato tre continenti". E' iniziata cosi' nell'aula degli Affreschi di Palazzo di Giustizia la requisitoria del pubblico ministero, Giuliano Mignini, davanti alla Corte d'assise di Perugia nel processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher. Il pm ha parlato di "iter processuale lineare e sicuro". "Non si possono pero' passare sotto silenzio - ha detto ancora Mignini - gli attacchi che hanno accompagnato questo processo e i continui tentativi di delegittimazione nei confronti degli agenti di polizia operanti, che invece hanno svolto con professionalita' il loro compito e, talvolta, anche nei confronti della Corte. Attacchi fatti da soggetti italiani e di oltreoceano, avvocati estranei a ogni mandato, detective in cerca di notarieta', scrittori, giallisti e blogger che si sono dati il cambio per assicurare una sorta di processo parallelo, tutti accumunati da approssimazione e superficilita'. Ma il processo si svolge in questa aula".</p>
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<p><br />(UJ.com) PERUGIA - E' il giorno della requisitoria della pubblica accusa oggi nel processo davanti alla Corte d'assise di Perugia per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, i due ex fidanzatini accusati dell'omicidio di Meredith Kercher. Una requisitoria durante la quale i pubblici ministeri, Manuela Comodi e Giuliano Mignini, ricostruiranno le varie fasi dell'inchiesta partita dopo il ritrovamento, la mattina del 2 novembre del 2007, del corpo senza vita della studentessa inglese, nella sua camera da letto del casolare di via della Pergola, a Perugia.</p>
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<p>Le richieste dei pubblici ministeri arriveranno probabilmente durante l'udienza gia' fissata per domani. I due ragazzi, come sempre dall'inizio del processo, sono presenti in aula, accanto ai loro legali. Pesanti le accuse nei loro confronti: omicidio volontario, violenza sessuale, porto ingiustificato di un coltello, furto e simulazione di reato. Amanda Knox, inoltre, e' accusata di calunnia nei confronti del musicista congolese Patrick Lumumba, inizialmente coinvolto nell'omicidio proprio a causa delle dichiarazioni dell'americana e successivamente scagionato e prosciolto da ogni accusa. Per l'omicidio di Meredith Kercher e' stato gia' condannato a 30 anni in primo grado l'ivoriano Rudy Hermann Guede per il quale e' iniziato mercoledi' scorso il processo davanti alla Corte d'assise d'appello di Perugia.</p>
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