L'idea dei “coraggiosi” di centro oltre il bipolarismo, nel Convegno di Liberal a Todi

<p>“Si può dire che la transizione italiana sia finalmente compiuta? Si può dire che il quadro sistemco configurato dalle elezioni dell’aprile 2008 sia definitivo e possa, dunque, durare nel tempo? A noi sembra che si debba rispondere di no”. Questo il motivo sul quale Ferdinando Adornato ha condotto i lavori del seminario di cultura politica di venerdì 25 e sabato 26 luglio, per il sesto anno consecutivo a Todi, confermando la sede del Salone Imperiale dell’Hotel Bramante, all’ombra del rinascimentale tempio della Consolazione. <br />Il raduno, occasione di confronto sul ruolo del Centro nel futuro della storia italiana e il progetto da mettere in campo, ha costituito una tappa di verifica dello spazio di quest’idea nell’attuale sistema, sistema esaminato nell’ottica de “Il Bipartitismo che non c’è”, questo il titolo del convegno.  <br />Con Bruno Tabacci e Savino Pezzotta, particolari protagonisti del rilancio di un’idea di centro fra i due poli, particolarmente significative la presenza e l’intervento di Pierferdinando Casini, l’adesione di Clemente Mastella. Presenti anche Paola Binetti e Fabrizio Cicchitto. <br />“Sui grandi temi ancora da affrontare in Italia si possono costruire delle alleanze, nell’ambito della discussione sulle idee, oltre i luoghi comuni. Ed è quantomai necessario mettere idee nel motore del cambiamento”. Questa la conclusione dell’emblematico intervento di Francesco Rutelli. Subito dopo di lui l’intervento di Piero Fassino che, prima di confermare l’apertura a questo tipo di dialogo, ha voluto ringraziare quanti gli hanno dimostrato solidarietà in questo momento, fra gli altri, in particolare, Casini, che è stato il primo, e il presidente Napolitano, per il significato della sua carica istituzionale. <br />In corrispondenza con l’idea rutelliana delle “alleanze di nuovo conio”, Adornato ha lanciato da Todi l’input alla costruzione di una nuova intesa, basata sull’unione dei moderati, degli innovatori e dei “coraggiosi”, in grado di superare i limiti del bipolarismo.</p><p>&nbsp;</p>

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