Le ronde in Umbria

<p>(UJ.com) PERUGIA - No alle ronde fai da te. Nella nostra regione si preferiscono altre strade. Diversi sono i pareri degli amministratori istituzionali locali. Ad esempio, su mandato del presidente della Provincia di Perugia, <b>Marco</b> Vinicio Guasticchi (Pd), l'amministrazione sta lavorando ad una qualificazione della Polizia Provinciale, in relazione alle crescenti e delicate competenze della stessa, già ampiamente espresse a livello territoriale a fianco della restante forza pubblica. L’esperienza più importante in tal senso è la collaborazione della Polizia Provinciale al progetto "Città Sicura" che prevede un pattugliamento notturno della città di <b>Perugia</b> dalle ore 20 alle ore 2 di ogni notte, con un servizio qualificato e molto apprezzato anche dalla popolazione. È questa l’idea dell’amministrazione provinciale di affrontare concretamente i problemi della sicurezza, contrastando l’idea di una trattazione palliativa e non qualificata, unico servizio garantibile dalle “ronde”. Altro punto qualificante dell’accordo sindacale è stato l’impegno dell’amministrazione di attivare entro l’anno corrente una formazione professionale sulle tecniche di difesa personale per coloro che partecipano al progetto di cui sopra, per poi definire un piano formativo più organico per il 2010 a favore dell’intero Corpo di Polizia.<br /> <br />Ad Assisi, invece, le ronde ci sono già da anni. ''Funzionano, sono utili e hanno ricevuto l'apprezzamento dei cittadini'' assicura il sindaco <b>Claudio Ricci</b>, esponente del Pdl, sottolineando che l'amministrazione ha in qualche modo anticipato il provvedimento del Governo anche se a lui il termine ronde ''non piace''. A partire dal 2003 nella citta' umbra e' stata costituita l'associazione Volontari per la sicurezza della quale fanno parte 15-20 persone. Dispongono di un'auto, telefoni e abbigliamento messi a disposizione dal Comune che e' legato con il gruppo da una convenzione. ''Il loro compito - ha spiegato Ricci - e' di monitorare il territorio e di mettersi in contatto con le forze di polizia nel caso individuino situazioni di rischio. Nessun contatto fisico''. Per il sindaco si tratta di un'esperienza rivelatasi ''molto utile'' per un comune di 187 chilometri quadrati e con sei milioni di turisti ogni anno. ''Finora - ha detto ancora Ricci - sono state circa 350 le segnalazioni partite dai volontari e che hanno portato a risultati operativi da parte delle forze di polizia. Importate e' stata la loro presenza anche per garantire un migliore decoro urbano e per aumentare la sicurezza percepita''. Ricci si e' detto ''totalmente favorevole'' con le norme varate dal Governo, ''tanto da averle di fatto anticipate''. Al sindaco di Assisi ''non piace'' pero' il termine ronde. ''Perche' puo' fornire un'idea sbagliata - ha concluso Ricci - di persone che svolgono un monitoraggio del territorio mentre i compiti legati alla sicurezza vera e propria sono di competenza delle forze di polizia che svolgono in maniera eccellente il loro lavoro''.</p>

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