L'arcivescovo mons. Chiaretti tra i lunaparchisti…

<p>PERUGIA - L’aria pungente novembrina avvolgeva questa mattina (giovedì 6) il grande luna-park di Perugia, dove la comunità di circa 200 fieranti, detti anche lunaparchisti, ha accolto l’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti dandogli il benvenuto con parole semplici di gente semplice dalla grande sensibilità umana: «grazie per essere qui, nella nostra palestra di vita piena di luci, dove lavoriamo con le nostre famiglie – ha detto uno dei fieranti, nel porgere il saluto a nome di tutti –. Formiamo una comunità che offre divertimento ai perugini e sono sempre tantissimi quelli che ci vengono a trovare e noi li ringraziamo».</p><p>Da decenni, nei mesi autunnali, queste famiglie di lunaparchisti fanno sosta in città, nella zona di Pian di Massiano, e, prima di partire per un’altra meta, chiedono al parroco della vicina parrocchia di San Giovanni Battista, don Francesco Medori, che è il responsabile diocesano per la Pastorale dei fieranti e dei circensi, di poter celebrare la S. Messa nel luogo del loro lavoro, vissuta come momento di ringraziamento al Signore. </p><p>Quest’anno, accompagnato da don Francesco, è giunto al luna-park mons. Chiaretti, non nuovo a questo ambiente anche se a Perugia è stata la sua prima volta. L’arcivescovo ha celebrato l’Eucaristia sulla pista di un autoscontro, impartendo ad una  creatura di pochi mesi il Sacramento del Battesimo e dando a quattro bambine la Prima Comunione.</p><p>Mons. Chiaretti, nell’omelia, ha ricambiato l’affettuoso saluto dicendo: «è bella questa celebrazione in questo spazio con tanti divertimenti, che è entrato da tempo negli appuntamenti tradizionali di festa dei perugini. Ciò che voi offrite sono giochi puliti, in un epoca in cui, soprattutto i giovani, sono avvicinati, alcuni di essi attratti, da altri “giochi” spesso pericolosi per il corpo e per lo spirito. Nella nostra città trovate sempre una comunità che vi accoglie con gioia, nella consapevolezza che la vostra vita e il vostro servizio si svolgono all’aperto, sulla strada segnata anche da momenti di precarietà che mettono alla prova il vostro cammino. E’ la fede ad aiutare noi cristiani a superare i tanti ostacoli. Tutto ciò che facciamo nel vivere la nostra esperienza religiosa, nel lavoro, nella comunità e nella famiglia, ci indica la retta via».</p>

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