LA TURNÀTA ITALIANI CÌNCALI IN SCENA DOMENICA 22 NOVEMBRE AL TEATRO NUOVO DI SPOLETO E A MAGIONE

<p>(UJ.com) Il giovane e apprezzato narratore del teatro italiano, Mario Perrotta arriva in Umbria con due suoi bellissimi spettacoli, ODISSEA che sarà sabato 21 al Teatro Nuovo di Spoleto e La turnàta Italiani Cìncali in scena domenica 22 novembre al Teatro Mengoni di Magione. In Odissea Perrotta seduce lo spettatore con i temi e i personaggi dell’Italia di oggi, l’artista propone un originale rilettura delle vicende narrate da Omero, mescolando il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi del poeta e il dialetto leccese, tutto legato da una partitura musicale rigorosa, eseguita dal vivo dai noti musicisti Mario Arcari e Maurizio Pellizzari che diventano anch’essi voci del racconto con i loro molteplici strumenti.</p>
<p>Ma tutto questo produce chiasso nella testa di Telemaco che, esposto nella pubblica piazza del teatro, sfoga senza pudori le lacerazioni che da sempre lo accompagnano, trascinandolo da momenti di profonda intimità con la madre all’avanspettacolo più truce, in cui rigurgitano sentimenti di odio per un padre che forse è un eroe, ma è sicuramente un genitore mancato. Unico personaggio in grado di placare questo travaglio adolescenziale è Antonio ‘delle cozze’, un uomo che da sempre vive sul mare e pulisce cozze. Con lui Telemaco ha un rapporto esclusivo, perché Antonio è uomo di silenzio (dicono che nessuno l’ha mai sentito parlare), silenzio che rompe solo per lui. E’ in questi momenti che Telemaco, sin da bambino, viene a conoscere i luoghi e i fatti che riguardano il padre, perché Antonio sa ascoltare il mare e interpretarne la voce. E’ da lui che si rifugia Telemaco quando sente il bisogno di guardare il mare e aspettare, soffrendo la terraferma che non lo fa andare, perché nel Salento tutti vorremmo essere Ulisse per non dover mai stare, per non stare a guardare il mare e pensare: a chi sono figlio? La turnàta a Magione è dedicato all’emigrazione italiana in Svizzera, fenomeno che giunse al suo massimo incremento durante gli anni ’60.</p>
<p>La legislazione, tuttora vigente, in materia di emigrazione e l’ostilità diffusa della popolazione locale ne hanno fatto un altro capitolo efferato della nostra storia recente, talmente vicina nel tempo, che potremmo quasi parlare di cronaca. “Se sei emigrante – racconta Perrotta - la prima cosa che ti devi imparare è che nna enùta (una venuta) è solo una enùta, mentre la turnàta è per sempre…Due termini per indicare la stessa cosa: il ritorno. Ma la differenza è fondamentale. Me l'hanno spiegata con parole semplici ma inequivocabili. Nna enùta, è nna fesseria, il tempo di guardarsi attorno veloci, senza mettere a fuoco i luoghi e le facce, per ripartire subito e dimenticare.</p>
<p>La turnàta, invece, è altra cosa… vuol dire che hai raggiunto l'obiettivo, ti sei sistemato, puoi mettere a fuoco, ricordare le facce e i luoghi perché ora stai per tornarci, definitivamente. Ancora una volta loro parlano e io ascolto, registro cassette su cassette, raccolgo materiali, lettere, annoto sensazioni. Ma, soprattutto, cerco di tenere a mente gli sguardi, sono quelli che mi raccontano più di ogni parola, sono gli sguardi ciò che dovrò portare con me quando racconterò la loro storia. E ognuno ha il suo di sguardo, frutto di vicende personali e familiari, frutto delle diverse esperienze lavorative, del livello di integrazione raggiunto all’estero. Anche il luogo scelto per emigrare sembra avere un peso: c’è un sguardo da Belgio, uno da Germania, uno da Svizzera, ma, soprattutto, c’è uno sguardo da enùta e uno da turnàta. Chi è rimasto e chi è tornato. Due categorie distinte e di facile comprensione.” Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222.</p>
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