La Provincia in soccorso del Lago Trasimeno

(UJ.com) PERUGIA <!–webbot bot="Timestamp" S-Type="EDITED" S-Format="%d/%m/%Y" startspan –>21/08/2008<!–webbot bot="Timestamp" endspan i-checksum="12624" –> - “Le polemiche non aiutano il lago, né rendono merito a tutto il sistema delle istituzioni umbre (Regione, Provincia, Comuni e Comunità Montana) che da anni tengono alta la guardia e si adoperano con ingenti risorse economiche e di mezzi per attenuare una crisi imputabile in primo luogo alla scarsità di precipitazioni meteoriche”. Ne sono convinti il vicepresidente della Provincia di Perugia Palmiro Giovagnola e l’assessore provinciale all’ambiente Sauro Cristofani che, chiamati direttamente in causa negli ultimi giorni da più soggetti sulla gestione del più grande bacino lacustre regionale, hanno tenuto oggi una conferenza stampa per puntualizzare alcune questioni e per una fotografia dello stato dell’arte delle opere a favore del Trasimeno. “Il lago Trasimeno è in sofferenza – hanno dichiarato i due amministratori – ma rigettiamo le accuse che ci vengono mosse e soprattutto contrastiamo la campagna in corso che lo dipinge come un malato sul punto di morte”. Piuttosto, per Giovagnola e Cristofani, stante lo stato di crisi idrica (ad oggi il livello segna –152 cm sullo zero idrometrico e avrebbe senz’altro oltrepassato i –2 metri se non fossero state copiose le piogge primaverili e non fosse stato efficiente il sistema di deflusso ripulito circa 3 anni fa), è il caso di “riaprire un tavolo istituzionale nazionale, come fatto nel 2003, per dichiarare lo stato di emergenza e attivare così fondi straordinari da destinare alla mitigazione degli effetti negativi e accelerare il processo di stabilizzazione del livello delle acque”. Per il 2008, come ricordato da Cristofani, il lago Trasimeno può contare su uno stanziamento da parte di Regione, Provincia, Comuni rivieraschi e Comunità Montana, del valore di un milione e 600.000 euro. “Una cifra ingente – ha fatto notare l’assessore all’ambiente – che nessun altro bacino imbrifero può vantare”. Di questa somma, circa 400.000 euro sono stati destinati alla manutenzione delle spiagge demaniali (pulizia e rimozione del materiale spiaggiato), mentre altrettante risorse si è deciso di destinare alla manutenzione dei pontili, in previsione di un peggioramento delle condizioni ambientali con l’avvicinarsi della stagione estiva. Darsene e porti poi, proprio in questi giorni, sono oggetto di interventi di risistemazione sia strutturale che estetica per favorire l’attracco delle imbarcazioni sia pubbliche che private. Intenso anche l’impiego della taglierina che ha all’attivo circa 6.000 ore di lavoro. Rispetto all’attività di dragaggio messa in atto dalla Provincia, Giovagnola ha puntualizzato come si sia trattato di piccoli interventi che hanno interessato appena 3-4 ettari di terreno, su una superficie complessiva di 128 chilometri quadrati. “Siamo consapevoli – ha fatto presente il Vicepresidente – che il cosiddetto ‘dragaggio strutturale’, che prevede lo scaricamento a terra del materiale di risulta, sia una tecnica migliore, che tuttavia richiede cospicue risorse. In un momento di emergenza come questo – sono state le sue parole – con alcuni punti di attracco che stanno diventando inaccessibili, era invece necessario intervenire tempestivamente con piccoli dragaggi, quali quelli che abbiamo messo in atto”. Giovagnola, nel rammentare poi come il macro problema del Trasimeno rimangano le poche piogge, ha fatto notare che negli ultimi due anni sul bacino sono caduti dai 420 ai 450 mm., ovvero solo il 50% di quanto sarebbe necessario per mantenere lo zero idrometrico. Altro punto controverso affrontato dal vicepresidente il Progetto Montedoglio, nato a fini irrigui (con la possibilità di apporto di acqua al Trasimeno solo in caso di piena) negli anni ’80, che ha conosciuto alterne vicende. “Per una quindicina di anni – ha sostenuto Giovagnola – a partire dagli anni ’90, si è prelevato dai 12 ai 15 cm. di acqua all’anno dal lago per irrigare, mentre a Perugia c’era qualcuno che ostacolava il Progetto in questione così da far accumulare ritardi. Solo nel ’99, a seguito di un incontro tra il sottoscritto, il Presidente Cozzari e Maria Rita Lorenzetti, all’epoca presidente della Commissione LL.PP. della Camera, è stato possibile far ripartire il progetto, che successivamente però ha vissuto l’epoca dei ricorsi al Tar e poi ha risentito negativamente dell’aumento del prezzo dell’acciaio”. Infine, sulla riduzione del canneto, Giovagnola ha ricordato come la sua presenza è stata compromessa negli anni ’70 e ’80, quando il livello del lago era tornato a risalire, mentre, a chi recentemente ha mosso critiche sulla gestione della fauna ittica, il vicepresidente ha tenuto a precisare che “la Provincia non ha mai immesso pesce non autoctono nel lago. Altri, abusivamente o per errore, lo hanno fatto, ma la responsabilità non può essere attribuita a noi”. Al contrario, la Provincia, insieme al Gal e in collaborazione con le cooperative di pescatori, ha promosso un fortunato progetto per l’utilizzo e la commercializzazione a fini alimentari del carassio. Il cosiddetto “gambero killer”, invece, ad oggi non fa registrare effetti negativi sulla fauna ittica, anche perché oggetto di intenso prelievo da parte dei pescatori e perché si nutre prevalentemente di sostanze vegetali.

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