La Mostra 2008 “laurea” due studentesse di agraria

(UJ.com) GUBBIO - Sarà ricordata come l’edizione dei tanti ospiti illustri, la ventisettesima “Mostra mercato nazionale del tartufo bianco e dei prodotti agroalimentari”, che domenica sera ha chiuso i battenti nei <b>padiglioni</b> espositivi di piazza Quaranta Martiri a Gubbio. In pratica, ognuno dei quattro giorni di apertura della rassegna, ha avuto il suo personaggio in visita, tanto che l’album fotografico dei ricordi quest’anno sarà molto ricco.<br /> <br /> Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato la ballerina e conduttrice tv, Matilde Brandi, e il giornalista Rai, Livio Leonardi, al quale è stato assegnato il Premio “Alto Chiascio”; la seconda giornata c’è stato l’intervento di Anna Moroni, “braccio destro” di Antonella Clerici alla “Prova del cuoco” su Rai Uno; sabato è arrivata a Gubbio la campionessa olimpionica Valentina Vezzali, che ha portato in mostra il suo fioretto e le medaglie d’oro, l’ultima delle quali vinta in agosto a Pechino; infine, domenica, il giornalista e conduttore Rai e ora deputato del Pd, Andrea Sarubbi, ha <b>partecipato</b> ad alcuni eventi collaterali della mostra. Tanti ospiti, dunque, ma anche una lunga serie di iniziative parallele all’esposizione dei prodotti agroalimentari arrivati da tutta Italia. Quest’anno la Mostra del tartufo bianco di Gubbio ha pure “laureato” due studentesse in agraria dell’Università di Perugia, che hanno discusso presso i padiglioni di piazza Quaranta Martiri i loro lavori di ricerca dedicati proprio al prelibato fungo sotterraneo che si trova sul territorio dell’Alto Chiascio.<br /> <br /> Entrambe si erano già laureate la scorsa settimana presso la Facoltà di Agraria dell’ateneo perugino. Nel padiglione degli incontri dell’esposizione eugubina è stata riproposta una vera e propria sessione di laurea, con tanto di commissione accademica. La laziale Noemi Colangeli ha illustrato i risultati della sua ricerca su “Ecologia di Tuber magnatum pico nell’eugubino”. Secondo lo studio, il territorio eugubino-gualdese ha una vera e propria vocazione alla <b>produzione</b> del tartufo bianco, proprio per le caratteristiche climatiche, geologiche, di conformazione dei terreni e della vegetazione. La marscianese Valentina Pinna, invece, ha parlato della sua ricerca sul tema “Valorizzazione e incremento del patrimonio tartufigeno in un’azienda agrituristica”. La struttura che ha aperto le porte alla studentessa umbra è “Il Palazzetto” di Sant’Andrea del Calcinaro, a Padule di Gubbio, di proprietà di Alfredo Brofferio. Nel territorio dell’azienda, Valentina Pinna ha analizzato le varie produzioni tartufigene, rilevando la presenza di ben cinque diverse tipologie del prelibato frutto della terra.<br /> <br /> Tra tartufi bianchi e neri c’è una produzione del fungo sotterraneo che praticamente copre tutto l’arco dell’anno. Tra le conclusioni della ricerca c’è anche il suggerimento ad avviare una sorta di “turismo tartufigeno”, a fianco dell’attività agrituristica, per coinvolgere ospiti e visitatori nella meticolosa ricerca che fanno i <b>cavatori</b>. Noemi Colangeli e Valentina Pinna hanno dunque conseguito a Gubbio una seconda laurea, assegnata dalla commissione composta dai professori Mattia Bencivegna, Gabriella Di Massimo, Emidio Albertini, e dal membro onorario, la presidente della Comunità montana dell’Alto Chiascio, Catia Mariani. Naturalmente, oltre a un secondo diploma di laurea su pergamena, alla Mostra di Gubbio le due neodottoresse hanno ricevuto in premio anche un prelibato tartufo bianco, offerto dalla Comunità montana, mentre i cavatori dell’Eugubino-Gualdese hanno donato loro un gioiello a forma di vanghino.

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