ISTITUZIONI - LA REGIONE È IMPEGNATA IN FAVORE DELLA FESTA DEI CERI - L'ASSESSORE BRACCO RISPONDE ALL'INTERROGAZIONE DI GORACCI

<p>post <b>C. Pappone </b>UJcom2.0 <b><a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto:%20papponecristina@gmail.com"><span style="color: #c00000;">@</span></a></b> (UJ.com) PERUGIA - “La Regione Umbria è intervenuta e interviene in favore della festa dei Ceri di Gubbio: proprio oggi pomeriggio è previsto un incontro con i rappresentanti del Comune e i tecnici della sovrintendenza ai beni culturali per organizzare il restauro dei Ceri. La creazione <b>dell'Istituto</b> regionale per lo studio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio folclorico dell’Umbria, pure prevista dalla legge 17 del 1992, non potrà avere luogo, dato che è cambiato il contesto e il quadro normativo: l'Università degli studi di Perugia ha infatti attivato la 'Scuola di specializzazione in Beni demoetnoantropologici', per cui è venuta meno la necessità di creare l'Istituto”.</p>
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<p>Lo ha detto, rispondendo ad una interrogazione del consigliere Orfeo Goracci (Prc–Fed.Sin), l'assessore alla cultura Fabrizio Bracco. Nel suo question time Goracci, ribadendo la necessità di un riconoscimento ulteriore e più congruo di quello contenuto nella legge 16 del 2009 all'importanza della Festa dei Ceri, chiedeva la creazione, a Gubbio, dell’Istituto regionale per lo studio, la tutela e la valorizzazione <b>del patrimonio </b>folclorico dell’Umbria, in applicazione della legge 17 del 1992 e cogliendo “l'immediata operatività determinata dalla disponibilità di una struttura immobiliare a ciò da tempo destinata: da tempo è stato individuato, ed è nella piena disponibilità del Comune di Gubbio e della Provincia di Perugia, un immobile di grande importanza storica ed architettonica (il 'Villino Marvardi') già sottoposto ad intervento di consolidamento e ristrutturazione, e adatto ad ospitare la sede di detto Istituto regionale”.</p>
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<p>Il consigliere di Rifondazione comunista si è detto “abbastanza insoddisfatto” della risposta ricevuta: “se è stato creato un altro organismo quando la legge 17 prevedeva la nascita dell'Istituto per lo studio, la tutela e la<b> valorizzazione</b> del patrimonio folclorico dell’Umbria significa che qualcosa non ha funzionato. Invito inoltre la Giunta a rivedere questa posizione, sfruttando la disponibilità del 'Villino Marvardi' di Gubbio, su cui potrebbero convergere Regione, Provincia e Comune”.</p>

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