INCHIESTA ASL3 - LA PRESIDENTE MARINI RISPONDE A NEVI (PDL) E MONACELLI (UDC)

<p>post <b>C. Pappone </b>UJcom2.0 <b><a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto:%20papponecristina@gmail.com"><span style="color: #c00000;">@</span></a></b> (UJ.com) PERUGIA - “L’unico provvedimento ufficiale di cui è a conoscenza la Giunta regionale è l’informazione di garanzia di cui è destinataria la dottoressa Rosignoli e limitatamente al peculato. Non ci sono altre comunicazioni, alla data odierna, se non quella con la quale la <b>Magistratura</b> ha ufficializzato che l’inchiesta in corso è coperta da segreto istruttorio. Quindi la Giunta ha incaricato i due dirigenti sanitari Bruni e Di Loreto di approfondire la vicenda con la dovuta cautela, cioè senza intralciare l’azione investigativa della Magistratura che gode di tutta la nostra fiducia, e ha revocato l’incarico alla dottoressa Rosignoli presso l’Agenzia Umbria Sanità, conferendolo al dottor Emilio Duca, direttore generale della Asl 1.</p>
<p> </p>
<p>Per quanto riguarda il ruolo della dottoressa Rosignoli nella Asl 3, non ci sono le condizioni che giustifichino l’interruzione di un contratto di lavoro nazionale, in quanto la Giunta regionale non può abusare del suo ruolo ove non sussistano elementi sostanziali”. Questa la risposta della presidente della Giunta regionale <b>Catiuscia Marini</b> alle due interrogazioni a risposta immediata (question time) con le quali i capigruppo del Pdl, Raffaele Nevi e dell’Udc, Sandra Monacelli, chiedevano di conoscere quali provvedimenti avrebbe assunto l’Esecutivo umbro in merito all’indagine in corso sulla Asl 3 da parte della magistratura. La presidente della Giunta ha concluso il suo intervento affermando che “pur in una fase particolare, l’azione di governo per quanto riguarda la politica sanitaria prosegue con determinazione verso la razionalizzazione della spesa attraverso l’Agenzia Umbria sanità e con l’attuazione dei programmi”, ed ha citato i recenti riconoscimenti del Ministero della Salute per la genomica a Perugia e le cellule staminali a Terni.</p>
<p> </p>
<p>“Non mi ha convinto – ha replicato Monacelli – perché oltre a ciò che compete doverosamente alla Magistratura, ci sono responsabilità che competono alla politica, alle quali non possiamo sottrarci. Non possiamo solo prendere i meriti di ciò che funziona e, quando qualcosa non va, dire che la colpa è di poche mele marce. Invochiamo la discontinuità con questo sistema di nomine fatte per appartenenza, senza concorso, perché si crea una sorta di ‘fuori ingranaggio’. Dopo le nomine non c’è più alcun controllo e, al primo inciampo, si delega la<b> Magistratura</b> a far luce sui problemi”. Per Raffaele Nevi la presidente “ha detto anche meno di quanto abbiamo già letto sui giornali. Volevamo sapere cosa hanno detto Bruni e Di Loreto e invece ci vengono raccontate ‘favole’ sulla Sanità alle quali può credere solo chi non frequenta quei luoghi. Da parte nostra – ha aggiunto il capogruppo Pdl – terremo alta l’attenzione e aspettiamo l’audizione dei revisori dei conti della Asl 3 presso il Comitato di monitoraggio e vigilanza sull’amministrazione regionale. Siamo anche convinti che sia necessario un Consiglio straordinario sulla vicenda, perché è indispensabile un dibattito sullo sganciamento della politica dalla Sanità, come abbiamo chiesto anche attraverso una proposta di legge che chiede di istituire, fra le altre cose, concorsi per i primari degli ospedali, togliendo il potere discrezionale ai politici. In conclusione siamo insoddisfatti della risposta”.</p>

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*