INAUGURAZIONE MONTEDOGLIO: Regione, province e comuni: ”Opera attesa, frutto di lavoro comune”

<p>(UJ.com) PERUGIA - La realizzazione del sistema di adduzione irrigua Montedoglio-Trasimeno è frutto di un lavoro comune del complesso delle istituzioni umbre, dai Comuni dell’area del Trasimeno, alla Provincia di Perugia ed alla Regione. Un esempio concreto di positiva collaborazione istituzionale nell’interesse collettivo. E’ quanto sottolineano, in una nota congiunta, i sindaci dei Comuni dell’area del Trasimeno, la Provincia di Perugia, rappresentata dagli <b>assessori </b>Roberto Bertini e Domenico Caprini e la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini,  riunitisi oggi a Perugia, a Palazzo Donini.</p>
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<p>Da circa venti anni le istituzioni locali, infatti, hanno posto la questione Trasimeno, come una “emergenza nazionale”, per l’impatto negativo che le diverse fasi di siccità stavano determinando per l’intero sistema ambientale di un’area di rilevanza non solo per l’Umbria. E’ stato grazie all’impegno <b>costante</b> del sistema istituzionale umbro che nel 2002 fu finalmente approvato il “Piano stralcio per il lago Trasimeno”, frutto di un “tavolo nazionale” istituito presso il Governo, con la partecipazione dei ministeri dell’ambiente, agricoltura, lavori pubblici, dipartimento della Protezione civile nazionale, istituzioni locali, Autorità di bacino del fiume Tevere e Ente irriguo umbro-toscano.</p>
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<p>Il riconoscimento da parte del Governo – con il quale in questi anni le istituzioni umbre hanno sempre cooperato per una positiva soluzione dei problemi - del carattere di “emergenza nazionale” della questione Trasimeno (con la nomina dell’allora presidente della Regione a Commissario straordinario), consentì l’avvio di un percorso che ha portato alla realizzazione di un’opera di<b> fondamentale</b> importanza – costata circa 150 milioni di euro - per le sue ricadute positive per l’ambiente nel suo complesso, dall’equilibrio dell’eco sistema,  alla maggiore disponibilità di risorse idriche a scopo irriguo ed idropotabile. Un risultato fortemente atteso dall’intera comunità regionale ed in particolare dalla popolazione dell’area del Trasimeno, raggiunto nei tempi stabiliti grazie anche al lavoro dell’Ente irriguo cui era stata affidata la progettazione e la realizzazione dell’opera.</p>
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<p>I rappresentanti delle istituzioni umbre, Regione, Provincia e Comuni del Trasimeno, hanno inoltre sottolineato la necessità di cogliere la presenza del Ministro per le politiche agricole, Giancarlo Galan, che domani presiederà la cerimonia di apertura del “rubinetto” di adduzione dell’acqua nel lago Trasimeno, per ribadire la necessità che si proceda nella realizzazione delle altre opere per il <b>completamento</b> del sistema di adduzione, per le quali la Regione Umbria ha già stanziato risorse dal bilancio regionale, soprattutto per il completamento della rete fino al territorio del comune di Tuoro. Al Ministro le istituzioni umbre chiederanno anche un preciso impegno per il futuro assetto dell’Ente irriguo umbro-toscano, al fine di garantirne la sua piena operatività.</p>
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<p>Con l’inaugurazione dell’allacciamento del sistema idrico, proveniente dall’invaso di Montedoglio, alle reti irrigue attualmente alimentate dalle acque del lago Trasimeno, si avvia a soluzione l’annoso problema della precarietà dell’ecosistema lacustre. L’opera, costata circa 150 milioni di euro, consentirà, infatti, di rendere utilizzabili volumi idrici di notevole importanza per l’Umbria che, se gestiti in maniera oculata, potranno consentire di superare in futuro periodi, anche abbastanza lunghi, di crisi idrica nell’area del Trasimeno, e garantirà altresì una straordinaria risorsa da utilizzare al meglio anche per l’uso irriguo ed idropotabile. Analoghi benefici in termini <b>ambientali</b> si potranno produrre in tempi meno ravvicinati anche nelle aste dei fiumi Chiascio, Topino e relativi affluenti, ed in tutti quei fiumi in cui il regime torrentizio poco si concilia con forti prelievi ad uso irriguo. Non meno importanti, anche se meno percepibili, potranno risultare i benefici sul sistema idrico sotterraneo. L'utilizzo irriguo dell'acqua proveniente dai grandi invasi potrà ridurre drasticamente il prelievo dalle falde idriche di sub-alveo o profonde migliorando il "bilancio idrico di falda" ed evitando il consumo ed il rischio di inquinamento di risorse particolarmente pregiate, quali quelle provenienti dagli strati freatici profondi, che hanno spesso lunghi tempi di ricambio e di risanamento.</p>
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<p>Da sottolineare l’importanza di tali infrastrutture sul miglioramento del bilancio idrologico e della salvaguardia dell'eco-sistema ambientale del lago Trasimeno. Il lago, per sua stessa natura soffre ciclicamente di lunghi periodi di scarsi apporti idrici che determinano problemi diversi sotto vari profili. L'eliminazione del prelievo per fini irrigui, accanto ad altre mirate iniziative quali l'ampliamento artificiale del bacino imbrifero, può in definitiva contribuire in modo apprezzabile al <b>miglioramento</b> del lago. L’emergenza “Trasimeno” risale ai primi anni del ‘90, quando il lago iniziò a subire un nuovo ciclo di progressivo abbassamento del livello idrometrico che, se inizialmente appariva in linea con gli andamenti tipici, ha subito invece un’anomala e rapida accelerazione a partire dall’anno 2001 a causa del susseguirsi di stagioni estremamente siccitose. Nel periodo giugno 2001 febbraio 2004 il deficit pluviometrico è stato pari al 29% (2136 mm la pioggia media storica contro i 1513,6 mm registrati) deficit che nel breve periodo, giugno 2001 marzo 2002, ha raggiunto valori anche superiori al 50%.</p>
<p>La complessa situazione è stata affrontata dalla Regione e dall’Autorità di Bacino del Fiume Tevere con il “Piano stralcio per il Lago Trasimeno”, approvato con DPCM il 19 luglio 2002, con il quale sono stati definiti gli obiettivi strategici dello sviluppo e della tutela del territorio, al fine di perseguire il ripristino della tutela e della valorizzazione ambientale dell’ecosistema lacustre e di quello spondale attraverso: la pianificazione degli usi delle acque e del suolo; la previsione di misure dirette a fronteggiare problemi contingenti legati alla qualità e quantità delle acque; la <b>realizzazione </b>di opere atte a contenere l’attuale fenomeno di abbassamento idrometrico quali: l’allacciamento del sistema idrico, proveniente dall’invaso di Montedoglio, alle reti irrigue attualmente alimentate dalle acque del lago. Per l’attuazione del Piano la Regione ha provveduto ad attivare le azioni previste emanando una serie di provvedimenti normativi che hanno riguardato in particolare il controllo dei volumi attinti dal Lago, la salvaguardia della falda acquifera, l’emanazione di indirizzi e criteri in materia urbanistica, il contenimento dei fenomeni di erosione e di trasporto solido, il Piano forestale e i piani per il contenimento delle immissione di nutrienti.</p>
<p>La forte siccità iniziata nell’estate 2001 ha avuto gravi conseguenze sul Lago Trasimeno determinando un livello di –185 cm, rispetto allo zero idrometrico, nel 2003. Le disposizioni emanate dalla Giunta regionale, durante lo Stato di emergenza, hanno tenuto particolarmente conto di tale situazione privilegiando il Trasimeno con il finanziamento d’interventi che permettessero maggiori afflussi allo specchio d’acqua e l'eliminazione dei prelievi diretti o indiretti dal bacino, oltre alla programmazione di opere strutturali con una forte accelerazione dei lavori per la <b>realizzazione</b> delle adduzioni irrigue dall’invaso di Montedoglio. Il Piano dell'emergenza idrica ha portato a realizzare le seguenti opere per un importo di € 146.394.571,92, così ripartite: Sistema acquedottistico per il Lago Trasimeno 10.900.000,00; Sistema irriguo (Montedoglio) Risorse MIPAF  125.734.161,56; Interventi di manutenzione Ordinaria e straordinaria 9.760.410,36. Queste hanno consentito e consentiranno di eliminare i prelievi diretti dal lago per uso idropotabile (per un volume annuo di circa 1.700.000 mc) così come quelli per uso irriguo per ulteriori 900.000 mc (tali sono stati i consumi del 2009 in virtù delle limitazioni imposte e all’uso di irrigatori a goccia).</p>
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<p>Il completamento della rete fino a Tuoro, consentirà dalla prossima stagione irrigua di irrigare il comprensorio relativo con un minor prelievo stimabile in circa 300.000 mc. e dal 2011/2012, con il completamento del tratto umbro, sarà possibile servire tutto il comprensorio irriguo del Trasimeno, (il tratto di condotta per il completamento del sistema irriguo è in fase di avanzata realizzazione – costo complessivo - € 33.600.000). E’ da aggiungere che, ha completamento del sistema irriguo, sono state recentemente finanziate dalla Giunta regionale opere per l’allacciamento degli impianti irrigui privati all’adduzione pubblica. Risulta del tutto <b>evidente</b> come le attività descritte sono frutto di una politica volta, essenzialmente, alla salvaguardia dell’ecosistema, non disgiunta comunque da azioni finalizzate a non penalizzare eccessivamente le attività produttive che intorno al lago e in stretta connessione con esso si svolgono; tra esse principalmente l’attività agricola, elemento peraltro da sempre integrante e caratterizzante dell’aspetto paesaggistico del comprensorio lacustre.</p>
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<p>Ad oggi, si può affermare che le azioni messe in campo dalla Regione, a tutela dell’ecosistema lacustre, sono risultate estremamente positive in quanto hanno consentito di mantenere vitale un sistema economico-produttivo anche in presenza degli ormai frequenti periodi siccitosi. E’ da sottolineare che nel dicembre 2008 è stato sottoscritto tra la Regione Umbria e Toscana un <b>importante</b> Protocollo d’Intesa per la gestione delle risorse idriche del Sistema Montedoglio - Val di Chiana - Trasimeno. Nel Protocollo, per la prima volta è riconosciuto in via formale, la possibilità di utilizzare, benché limitatamente ai superi invernali, l’acqua dell’invaso per il mantenimento/incremento del livello idrometrico del Trasimeno.</p>

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