IN PRIMA NAZIONALE LA NUOVA COMMEDIA DI VINCENZO SALEMME. UN ASTICE AL VELENO PER UN PIANO DIABOLICO AL MANCINELLI

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<p><a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto: papponecristina@gmail.com"><img style="border: 1px solid black; float: right;" src="http://www.umbriajournal.com/MediaCenter/API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid=ACE3868D-A82C-49D3-92BD-8A0A0850824D" border="0" /></a>(UJ.com) ORVIETO - L’attesissimo ritorno di VINCENZO SALEMME sul palcoscenico del Mancinelli, che puntualmente ospita tutti i suoi debutti teatrali, è un appuntamento di quelli da non perdere. Affezionatissimo all’artista napoletano, il pubblico del teatro orvietano lo aspetta dal 2006, quando ha portato in scena l’esilarante “Bello di papà”. Cresciuto in palcoscenico lavorando a fianco di Eduardo De Filippo, per poi dedicarsi alla scrittura brillante che solitamente dirige ed interpreta con maestria, Salemme alterna cinema, televisione e teatro con naturalezza, pur richiedendo tale operazione registri molto diversi. L’ultimo lavoro scritto, diretto ed interpretato da Vincenzo Salemme, L’ASTICE AL VELENO, debutta in PRIMA NAZIONALE al Mancinelli sabato 20 novembre alle ore 21, in replica domenica 21 alle ore 17. Una commedia brillante e romantica, condita con una decina di pezzi inediti cantati dai vari personaggi. Protagonisti della storia sono Barbara e Gustavo: lei è un'attricetta, amante delusa del regista dello spettacolo che sta provando; lui, Babbo Natale motorizzato, un pony express che consegna doni per la festività imminente. E’ il 23 dicembre e fervono i preparativi della Vigilia, mentre Barbara si prepara al debutto teatrale.</p>
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<p>La ragazza vorrebbe concludere la relazione col regista avvelenandolo proprio con un astice che nessuno ha il coraggio di uccidere, ma Gustavo riuscirà ad impedire l'omicidio? Accanto a Salemme un ottimo cast di professionisti della risata: Benedetta Valanzano, Antonella Morea, Massimiliano Gallo, Nicola Acunzo, Domenico Aria, Antonio Guerriero, Giovanni Ribò. Lo spettacolo sarà preceduto, alle ore 20, da “DiVINO Spuntino”, un gradevole momento di convivialità da trascorrere al Foyer del teatro prima che il sipario si alzi. Il pubblico che parteciperà all’appuntamento potrà degustare VINI CARDETO accompagnati da prodotti tipici locali. Alla serata collabora anche il Ristorante il Fontanile e il Panificio La Dolce Vita. E’ necessario prenotare al n. 0763/340493 (dal martedì al sabato ore 10-13 e 16-18). Il costo di “DiVINO Spuntino” è di 10 euro, da aggiungere al prezzo del biglietto dello spettacolo. Per informazioni tel. 0763/340493 <a href="http://www.teatromancinelli.it/"> www.teatromancinelli.it</a></p>
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<p>Dopo aver portato con successo a teatro le sue opere comiche, pluripremiato e osannato dalla critica teatrale italiana, Vincenzo Salemme si offre al cinema di sua spontanea volontà, dedicandosi con estrema passione (tipicamente napulitana) alla settima arte. Tutto si può dire di questo navigato artista fuorché che non abbia dell'ironia. Difficile non stare dietro alle sue battute e ai suoi sketch. Difficile trattenere il sorriso per le sue smorfie. Come <b>hanno </b>detto alcuni critici: «Si sentiva la mancanza, fra i vari idiomi, di un po' di buona napoletanità» della quale quale Vincenzo Salemme è ovviamente un portatore. Entra nella compagnia di Eduardo De Filippo. Dopo aver terminato gli studi classici e iscrittosi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Federico II di Napoli, viene scritturato dalla Compagnia Teatrale di Tato Russo, all'interno della quale debutta come attore nella commedia "Ballata e morte di un capitano del popolo". L'anno seguente, dopo il trasferimento a Roma, entra a far parte della compagnia di <b>Eduardo </b>De Filippo, che allora aveva in progetto di far riprendere dalla televisione alcune delle sue commedie. Partecipa prima come comparsa, fino a risalire al ruolo di attore vero e proprio ne "Il Cilindro", dove recita con Monica Vitti, e "Il Sindaco del Rione Sanità", trasmesse dalla Rai alla fine degli anni Settanta.</p>
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<p>Con la morte di Eduardo, nel 1984, la sua collaborazione con la famiglia De Filippo è proseguita con il figlio di questi, Luca, fino al 1992. Debutta al cinema diretto da Moretti Nel 1981, debutta anche cinematograficamente diretto da Nanni Moretti ne Sogni d'oro cui seguiranno <b> Bianca </b>(1985) e La messa è finita (1985), mentre, nel 1986, prende parte, con la compagnia di Carlo Cecchi, alla rappresentazione de "La tempesta " di Shakespeare. Sarà con il ruolo di Sganarello nel "Don Giovanni" di Moliére, per la regia di Luca De Filippo, che nel 1988 vincerà il Premio Sciacca come miglior attore non protagonista, premio che gli offrirà la spinta necessaria per diventare anche autore teatrale. "Golpe", "Alla memoria", ma principalmente "Sogni, bisogni, incubi e risvegli", "Buonanotte" e "Il Signor Colpodigenio" sono i testi da lui scritti che porterà sulle <b>scene </b>nei primi anni Novanta, stimolandolo a creare una sua compagnia teatrale: l'Associazione Culturale Emporio Teatro, che si avvale della recitazione di Nando Paone, Antonella Cioli, Daniela Marazita e Gigi Savoia e che andrà incontro al grande successo di pubblico, facendo cambiare il nome della compagnia ne Compagnia Capocomicale.</p>
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<p>Ancora cinema e teatro in parallelo Mario Martone, nel 1992, lo dirige ne Morte di un matematico napoletano, mentre a teatro continua a fare il tutto esaurito ne "A chi figli, a chi figliastri" (1991), "Lo strano caso di Felice C." (1992), "La gente vuole ridere!" (1993, con la <b>partecipazione </b>di Stefano Sarcinelli e Francesco Paolantoni), "Passerotti o Pipistrelli?" (1993), "Fatti unici per atti comici" (1994), "…E fuori nevica!" (1995), "Io &amp; Lui" (1996, con Giobbe Covatta) e "Fiori di ictus" (1996, diretto dall'attore e amico Maurizio Casagrande), tutti spettacoli che replicherà, oltre che nei teatri napoletani, in quelli di tutta Italia, contribuendo a rendere grande il suo nome. Esordio come regista con L'amico del cuore Ma solo nel 1998, la produttrice Rita Rusic, gli darà l'occasione di girare il suo primo film, tratto da una sua omonima commedia: L'amico del cuore, nel cui cast, oltre ai suoi abituali compagni di teatro (Carlo Buccirosso, Nando Paone e Maurizio <b>Casagrande</b>) spicca la top model Eva Herzigova. La pellicola, denotata un allegro umorismo, ottiene un ottimo successo di botteghino. Battendo il ferro finché è caldo sarà regista di Amore a prima vista (1999), A ruota libera (2000), Volesse il cielo! (2002), Ho visto le stelle! (2003), Cose da Pazzi (2005), SMS - Sotto mentite spoglie (2007), No Problem (2008), La vita è una cosa meravigliosa (2010), senza dimenticare le sue partecipazioni a Faccia da Picasso, Baciami Piccina, Olè e ai film corali (molto diversi tra loro) Ex di Fausto Brizzi e Baarìa di Giuseppe Tornatore.</p>
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