IMMAGINARIO FESTIVAL - SI APRE L’OMAGGIO A RAI TRE CON SANTORO E LERNER

<p>(UJ.com) PERUGIA - Prosegue IMMaginario Festival e si apre il sipario dell’omaggio alla Rai Tre di Angelo Guglielmi. Con sorpresa. La serata è stata, infatti, l’occasione non solo per omaggiare il direttore Angelo Guglielmi, alla guida della Terza Rete tra il 1987 e il 1994, ricordato da Santoro, Lerner e Deaglio, tutte creature del Direttore Guglielmi, attraverso un ritratto appassionato e mai <b>nostalgico</b>, ma anche per lanciare uno sguardo sul futuro della tv, oggi alle prese con il tentativo della politica di mettere ordine in un campo, quello della cultura, che è per natura anarchico e disordinato. Durante l’incontro, in un Morlacchi gremito, con un maxischermo all’esterno per coloro che non hanno avuto la possibilità di entrare, è apparso in collegamento via Skype Fabio Fazio. Oltre alle parole di riconoscenza ed omaggio nei confronti di Guglielmi, il conduttore di Che tempo che fa ha “regalato” al pubblico la presenza di Roberto Saviano che tra gli applausi scroscianti del pubblico racconta la sua esperienza in “Vieni via con Me”.</p>
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<p>Una serata evento che si è trasformata in una eccezionale occasione di impegno civile e di cultura televisiva Guglielmi è stato definito come uno “scapestrato, quasi goliardico sperimentatore”, un “direttore libertario” e come “l’uomo che concepiva la tv come una somma e non come una sottrazione”.  Anche Saviano, condividendo il punto di vista di Fazio, ha reso merito allo storico direttore per “aver costruito e adoperato la tv in un modo sino ad allora sconosciuto, costruendo un palinsesto sensato, una narrazione, un racconto della realtà”. “Fare la tv è molto complicato, ma allo stesso tempo molto emozionante”, ammette Saviano, in questi giorni al centro di molte polemiche per la trasmissione Vieni via con me, una programma che <b>secondo </b>Lerner “ha rotto lo schema del contraddittorio per dare risposte all’esigenza di testimonianza”. “La nostra è una trasmissione affermativa – ha detto Fazio - che cerca e vive grazie al riconoscimento del pubblico, costruita sul diritto di libertà di essere contemporanei e sulla necessità di affermare un punto di vista, che non deve necessariamente essere condiviso ma deve essere esposto”. Vieni via con me è, insomme, “un’orazione di civiltà”.</p>
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<p>Incisive anche le battute di Santoro, che ha denunciato la mancanza di coraggio degli addetti ai lavori nel costruire la fabbrica della cultura della Rai, oggi in decadenza, con conseguente perdita di dignità di tutti i suoi lavoratori. Invitato da Telese a prendere la parola, anche Antonio Dipollina, giornalista televisivo di Repubblica.it  presente in sala, ha espresso il suo punto di vista sull’informazione di oggi in Rai, “un’informazione deficitaria di idee e sconfortante perché privata dall’immaginazione”. Ci ha pensato Santoro a chiudere in bellezza la serata, con un monologo di qualche minuto in cui ha definito quello di Saviano e Fazio un programma <b>connotabile</b> come un evento politico, un’orazione di civiltà che si impegna a determinare un senso di sviluppo del Paese, e che non cede alla forze della politica, che tendono a ordinare quello che per natura è disordinato. E quando a Guglielmi hanno chiesto se il modello della Rai Tre del mito sarebbe oggi ripetibili, il direttore ha sottolineato: “I programmi non sono buoni per tutte le stagioni, noi abbiamo partecipato e anticipato la frantumazione di un mondo che era, a modo suo, straordinario”. Gli anni di Guglielmi erano gli anni della fine della Prima Repubblica, della caduta del Muro, di Tangentopoli. “Un crollo del mondo in cui vivevamo a cui abbiamo partecipato con dolore e anche con un po’ di compiacimento, perché era un mondo vecchio”. Santoro, Lerner, Deaglio sono i “sopravvissuti” di quel mondo, Saviano rappresenta il futuro, la voglia e la necessità di cambiare.</p>
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<p><b>TELEKABUL: INDIPENDENZA E TG</b><br /><br />Dopo il numero zero del 2009, Immaginario Festival presenta la sua prima edizione. Promossa da Zero in Condotta Associazione e dal direttore artistico Alessandro Riccini Ricci, con il contributo dell’Unione Europea, della Regione Umbria e del Comune di Perugia, la manifestazione si svolgerà a Perugia a partire dal 17 fino al 21 Novembre 2010 e animerà alcune delle sedi più rappresentative della città: il Teatro Morlacchi, il Cinema Zenith, il Centro Camerale Alessi (ex Borsa Merci), la Rocca Paolina. Un’esposizione di materiali televisivi tratti dalle Teche Rai sarà, inoltre, diffusa all’interno di vari spazi.<br />Spunti interessanti caratterizzano la serata conclusiva del Festival, Domenica 21 Novembre. Al teatro Morlacchi, alle 17.00 si discuterà di come “Fare la rete” con Angelo Guglielmi, Bruno Voglino, Pierluigi Cerri, Stefano <b>Balassone</b>, Anna Maria Testa, Enrico Gabutti, e Nino Criscenti. Stefano Magagnoli modererà l’incontro. A seguire, sempre presso il teatro Morlacchi, è previsto un incontro dal titolo “TELEKABUL”.</p>
<p>L’evento si presenta come un omaggio al grande direttore Sandro Curzi; interverranno Bianca Berlinguer, Maria Cuffaro, Barabara Scaramucci, Lorenza Foschini. Modera l’evento Maurizio Mannoni,e in collegamento Skype da Nw York Giovanna Botteri. A seguire “L’Italia che immagino: i finalisti”, la premiazione del concorso on line creato in collaborazione con la Repubblica.it. Alle 21.00 “ELIO PRESENTA GIAN BURRASCA” uno spettacolo adattato da Lina Werthmuller, per rendere omaggio al <b>centenario </b>della nascita del maestro Nino Rota. L’adattamento musicale è ad opera di C. Giuffredi, C. Chiacchiaretta, G. Bandini, E.  Fagone e D. Grassi. Trascrizione di Giangiacomo Scaramazza. (Biglietto intero è di 18 euro, ridotto 12). Per le prenotazioni contattare il botteghino del teatro o il sito www.teatrostabile.umbria.it Alle 23.00 “Flop tv: la televisione del futuro”, incontro sul modello Flop Tv e sui suoi protagonisti, con Elio, Maccio Capatonda, Ivo Avido, Herbert Ballerina e con Michele Ferrarese e Daniele Borgia.</p>
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