IL PROGETTO "LE TERRE DEGLI ETRUSCHI" PREMIATO DAL PRESIDENTE CALDORO

<p>(UJ.com) ORVIETO - Il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha premiato come miglior espositore dell'allestimento, nell'ambito della XIII Edizione Internazionale della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in corso di svolgimento a Paestum (Sa), il progetto interregionale "Le Terre degli <b>Etruschi</b>", che coinvolge le Amministrazioni regionali di Lazio, Toscana ed Umbria il cui obiettivo è quello di unire le testimonianze del mondo etrusco presenti nelle tre regioni dell'Italia centrale in una rete che valorizzi la storia dell'antica civiltà e favorisca la realizzazione di itinerari tematici.</p>
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<p>Questa mattina, inoltre, il progetto interregionale "Le Terre degli Etruschi" ha organizzato il convegno "Etruschi in Europa", in collaborazione con l'Associazione Historia. All'incontro, moderato dall'archeologo Giuseppe Della Fina, hanno partecipato Francesco Tapinassi, Direttore dell'APT Grosseto e coordinatore del progetto "Le Terre degli Etruschi"; Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore; Adriano Bellacosa, Assessore ai Beni Culturali della Provincia di Salerno; Alessandro Maria <b>Barelli</b>, Presidente dell'Associazione Historia, Giorgio Baratti, Fondazione Bruno Kessler; Maria Grazia Celuzza, Direttrice del Museo Archeologico di Grosseto; Simona Rafanelli, Direttrice del Museo Archeologico di Vetulonia; Enrico Pellegrini, Soprintendenza Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale. Francesco Tapinassi, ha sottolineato che "i principali obiettivi del progetto interregionale "Le Terre degli Etruschi" concernono il rinnovare e rendere appetibile per i moderni turisti l'immagine della civiltà etrusca, rendendola un "brand" turistico che, funga da traino, per una vasta area geografica interregionale ed il comunicare la ricchezza del patrimonio archeologico di Toscana; Lazio ed Umbria con la proposta di itinerari turistici alternativi, che coniughino l'aspetto ludico e quello culturale della vacanza".</p>
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<p>Giuseppe Dalla Fina, introducendo il dibattito ha precisato che "il momento di formazione cronologica della civiltà Etrusca si colloca intorno al X secolo a.C., e si protrae per circa un millennio, mentre la fine dell'indipendenza politica degli Etruschi è datata III secolo a.C.". Alessandro Maria Barelli ha focalizzato il suo intervento sulla mostra "Gli Etruschi in Europa" in esposizione dal 9 ottobre al prossimo 24 aprile al Museo del Cinquantenario di Bruxelles, una delle iniziative più significative <b>realizzate </b>all'interno del progetto interregionale "Le Terre degli Etruschi".</p>
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<p>"L'esposizione - secondo Barelli - rappresenta uno straordinario percorso che descrive la storia del mondo etrusco, le sue abitudini di vita, le sue religioni, le donne, le armi, la vita quotidiana". "Il visitatore è accompagnato, durante l'esposizione, nello straordinario viaggio dell'antico popolo, - afferma Giorgio Baratti - attraverso una ricostruzione virtuale riprodotta in 3D e l'utilizzo della tecnologia del laser-<b>scanning</b>, che permette una divulgazione intelligente, ad alto livello ed a costi contenuti, capace di produrre un valore aggiunto alla fruizione del bene archeologico". Simona Rafanelli ha incentrato il suo intervento sulla riscoperta del sito etrusco di Vetulonia, una delle dodici grandi città etrusche, e sui recenti scavi archeologici (maggio 2009) che stanno riportando alla luce l'interessante Domus Aristocratica.</p>
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<p>Maria Grazia Celuzza, ha sottolineato l'importanza e la ricchezza dei numerosi siti etruschi presenti nella Provincia di Grosseto tra cui Sovana, Roselle, Vetulonia, Populona, Pitigliano, Orbetello, Saturnia, Massa Marittima, Cosa, Scansano. Gli Etruschi sono un popolo dell'Italia antica affermatosi in un'area denominata Etruria, corrispondente alla Toscana, all'Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale, con propaggini in Campania e verso la zona padana dell'Emilia-<b>Romagna </b>e della Lombardia, a partire dall'VIII secolo a.C. Nella loro lingua si chiamavano Rasenna o Rasna, in greco Tyrsenoi (ionico ed attico antico: ????????, Türsenòi; dorico: ????????, Türsanòi, entrambi col significato di "Tirreni" e poi "Etruschi", abitanti della ????????, Türsenìe, "Etruria"). La civiltà etrusca, discendente dalla cultura villanoviana, fiorì a partire dal X secolo a.C. e fu definitivamente inglobata nella civiltà romana entro la fine del I secolo a.C. alla fine di un lungo processo di conquista e assimilazione culturale che ebbe inizio con la data tradizionale della conquista di Veio da parte dei romani nel 396 a.C.</p>
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<p>Sull'origine e provenienza etrusca è fiorita una notevole letteratura, non solo storica e archeologica. Le notizie che ci provengono da fonti storiche sono infatti piuttosto discordanti. Fino agli anni 1970 si riteneva che gli etruschi provenissero dall'Asia minore, spinti sulle coste italiane in seguito ad una carestia (Erodoto, Storie, I, par. 94). Agli etruschi si era sempre guardato <b>come </b>ad un popolo unitario sin dalla loro preistoria. Tuttavia gli etruschi, come unità, risulteranno esistere solo a partire dall'VIII secolo a.C. con una loro propria lingua e con proprie usanze, benché non furono così omogenei nelle varie regioni dove avrebbero abitato per poter negare che essi, come unità etnica, furono il risultato dell'unione di diversi popoli.</p>
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<p>È indubbio, infatti, che da quanto è stato tramandato della loro storia e da documenti monumentali rimasti compaiono elementi italici, egizi e greci. Il popolo etrusco si formò nella terra conosciuta come Etruria, tra i fiumi Tevere e Arno, dalla costa tirrenica alle giogaie dell'Appennino. Le fonti storiche sulle origini degli Etruschi, seppur con qualche variabile, risultano sostanzialmente <b>riconducibili </b>a tre diverse ipotesi: provenienza orientale, tesi dell'autoctonia e provenienza da settentrione. Secondo una tradizione lidia riferita dallo storico greco Erodoto del V secolo a.C. (Storie, I, 94), gli Etruschi proverrebbero dalla Lidia (attuale Turchia), salpati dal porto di Smirne a seguito di una carestia. Sotto la guida di Tirreno, figlio del re Atys (e quindi all'incirca attorno al XIII secolo a.C.), avrebbero dapprima «oltrepassato molti popoli» e sarebbero infine giunti «presso gli Umbri (sulle coste occidentali dell'Italia) e nel loro paese costruirono molte città, dove ancor oggi vivono».</p>
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<p>I Lidi giunti in Italia avrebbero poi cambiato il loro nome in Tirreni dal loro condottiero. Secondo Ellanico di Lesbo, storico greco del V secolo a.C., gli Etruschi sarebbero stati Pelasgi, popolo mitico originario della Grecia settentrionale e poi irradiatosi in varie regioni del Mar Mediterraneo, i quali si sarebbero <b>stabiliti </b>nella zona dell'Etruria dandosi il nome di Tirreni. Un altro sostenitore della teoria dei Pelasgi fu Anticlide di Samo, storico vissuto alla fine del IV secolo a.C., secondo il quale i Pelasgi, dopo aver colonizzato le isole di Lemno e Imbro nell'Egeo, si sarebbero aggregati a Tirreno ed avrebbero partecipato alla spedizione verso le coste dell'Italia (Strabone, V, 2, 4).</p>

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