I DIFENSORI DI SOLLECITO CHIEDONO ULTERIORI ESAMI SUL PC

<p>PERUGIA - Computer, nuovi test del Dna, esami sulla presunta arma del delitto, nuove testimonianze. Su questi punti si focalizza la difesa degli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori per dimostrare, nel processo d'appello che partirà a Perugia il prossimo 24 novembre, l'innocenza di Raffaele Sollecito, condannato con Amanda Knox in primo grado per l'omicidio di Mereditk Kercher. Le tesi che la difesa di Sollecito porterà al processo vengono illustrate sul settimanale Gente. Scrivono Giulia <b>Bongiorno </b>e Luca Maori: «Molti errori, che la difesa è riuscita a far emergere tra mille e inimmaginabili difficoltà, evidenziano un quadro sconcertante che vuole a tutti i costi Sollecito e la Knox colpevoli dell'orrendo delitto che viene loro attribuito, contro una realtà attestante l'assoluta estraneità ai fatti degli stessi imputati». La difesa sostiene infatti che la Polizia Postale ha verificato l'utilizzo del computer esaminando l'apertura e la chiusura dei file senza considerare invece l'uso del mouse e della tastiera che indicherebbero, secondo l'avvocato Bongiorno, un uso costante del computer.</p>
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<p>C'è di più: gli eventuali buchi temporali nell'uso del MacBook Pro potrebbero essere dovuti ad attività successive che avrebbero cancellato le tracce precedenti. Secondo la difesa, Sollecito guardò non solo il film Il mondo di Amelie, ma anche film di animazione giapponesi e avrebbe ascoltato file musicali. Nella documentazione presentata dalle difese di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, c'è poi la <b>richiesta </b>di nuove perizie genetiche sulle tracce rinvenute sul gancio di reggiseno di Meredith Kercher e attribuite a Raffaele. Nuovi test anche sul coltello, indicato nella sentenza di primo grado come arma del delitto, e nuova perizia medico legale sull'ora della morte di Meredith. Gli avvocati chiedono poi che venga acquisita la testimonianza di Mario Alessi, detenuto all'ergastolo per l'omicidio del piccolo Tommy Onofri e che è stato rinchiuso nel carcere di Viterbo con Rudy Guede, il giovane ivoriano condannato a 16 anni con rito abbreviato per l'omicidio di Meredith. Alessi sostiene che Guede raccontò la dinamica dell'omicidio affermando che Amanda e Raffaele erano estranei al delitto. Agi</p>

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