HAENEDEL E JOVANOTTI A OPERAINCANTO: SI INAUGURA DOMANI VENERDI' 27 NOVEMBRE A TERNI LA STAGIONE LIRICA 2009

<p>(UJ.com) TERNI - Un allestimento digitale e visionario dell’Orlando di Haendel inaugura venerdì 27 novembre a Terni la stagione di OperaInCanto 2009, con repliche il 29 nel minuscolo e incantevole Teatro di Amelia e l’1 dicembre a Narni. In programma anche una gradevole e divertente operina per ragazzi, La parrucca di Mozart su libretto di Jovanotti e musiche di Bruno de Franceschi, che ne cura anche la regia, una versione che approda in Umbria, dopo il successo estivo di Cortona, appositamente riveduta per l’occasione e in programma a Terni e Narni dall’8 all’11 dicembre. Si inaugura con un nuovo allestimento molto tecnologico e visivamente sorprendente dell’Orlando di Haendel la stagione lirica 2009 di OperaInCanto. Domani venerdì 27 novembre alle ore 21 al Teatro Verdi di Terni, con repliche nel minuscolo e incantevole Teatro Sociale di Amelia domenica 29 novembre alle 17.30 e al Teatro Comunale “G. Manini” di Narni martedì 1 dicembre alle ore 16, viene proposto il capolavoro di Haendel, andato in scena per la prima volta a Londra il 27 gennaio 1733 al King's Theatre di Haymarket. Si avvale, per questa nuova produzione, di un’originale e suggestiva veste registica e scenografica caratterizzata dall’elaborazione di immagini digitali nelle quali si integrano e muovono i personaggi dell’opera, interamente ideata, curata e realizzata dalla Opere New Media Lab, ossia un giovane collettivo artistico di Bologna formato da Carlo Fiorini, Samuele Polistina, Giuseppe Onorevoli, Antonio Della Marina, Alessandra Zucchi e Sabrina Mantovani, che insieme assumono la responsabilità visiva dello spettacolo. Sul podio Gabriele Catalucci dirige il Complesso barocco InCanto e il cast è formato da validi cantanti particolarmente esperti nello stile barocco: a Gloria Petrini è affidato il difficile ruolo di Orlando, a Elisabetta Pallucchi quello di Medoro, mentre Philippa Boyle è Angelica, Sara Cresta è Dorinda e Daniele Bonacci interpreta il misterioso Zoroastro. Secondo titolo in programma, una divertente e spigliata operina scritta da Lorenzo “Jovanotti” Cherubini con musiche di Bruno de Franceschi, che ne cura anche la regia. Si tratta di una nuova versione de La parrucca di Mozart che debutta al Teatro comunale “G. Verdi” di Terni martedì 8 dicembre alle ore 21 con una prova generale aperta al pubblico, mentre le repliche, tutte per le scuole, sono in programma mercoledì 9 dicembre alle ore 10.30 e giovedì 10 dicembre alle ore 10.30 e al Teatro Comunale “G. Manini” di Narni venerdì 11 dicembre, sempre alle ore 10.30. Nei diversi ruoli, per i cinque diversi Mozart in scena e gli altri personaggi, realmente esistiti o fittizi e che gravitano tutti intorno alla sua figura, troviamo sette giovani solisti: Lorenzo Gentili, Giulio Negri, Elisa Tronti, Pietro Galvani, Alvise Baia Curioni, Melissa D’Anna, e Roberta Piferi. Accanto a loro, due validissimi professionisti: Andrea De Luca e Claudio Tosi. L’Ensemble InCanto è diretto in questa occasione da Fabio Maestri, mentre le scene sono a cura di Francesco Trecci e i costumi di Amarilli Soriente. A proposito dell’Orlando haendeliano, Carlo Fiorini di Opere New Media Lab descrive le sensazioni che la nuova produzione, puntando molto sull’effetto visivo creato dal digitale, dovrebbe suscitare, ricreando così lo stupore barocco attraverso l’uso della tecnologia moderna: «Ci piace immaginare – afferma il regista – che la creazione dello scenografo/regista immaginario si esprimerebbe, evocando il barocco, nell’uso delle nuove tecnologie e in una ricerca estetica estrema. La scena sarebbe forse agita e mossa dalla perfomance dell’orchestra e dei cantanti, essa stessa diventerebbe nell’illusione ottica il principale attore, capace di amplificare ed aiutare la scrittura musicale, creativa e imprevedibile, che avviene nel pubblico nel suo ascolto. Un approccio sensista e sinestetico. La scena come un “tool” di percezione offerto al pubblico per riscrivere, nella propria memoria, l’evento effimero dell’esecuzione, nel qui e ora. Un primo dato quindi è il seguente, la musica regina di Haendel è il centro di un’opera che trova la giustificazione in se stessa. Nessun tentativo di recuperare dal libretto storie che neppure ricollocate nel mito riescono ad agitare l’immaginario. L’allestimento di questo Orlando è opera collettiva di un gruppo di persone, in primo luogo gli artisti dell’Associazione In Canto, e poi noi di Opere, che con un diletto, questo sì, tutto settecentesco nel senso di nobile e liberato gioco di bellezza, mettono in scena un generoso tributo in occasione dei due secoli e mezzo passati dalla scomparsa del più grande interprete del 700 musicale europeo: Georg Friedrich Haendel». La Parrucca di Mozart, nella versione del 2009, con nuova orchestrazione, è stata rappresentata a Cortona il 6 settembre 2009, al Teatro Signorelli. Il libretto è di Lorenzo "Jovanotti" Cherubini e la musica di Bruno de Franceschi che ne ha curato anche la messa in scena. Il libretto è edito da Einaudi, mentre la partitura da Soleluna Edizioni. L'opera è stata pensata per un palcoscenico e un'orchestra di adolescenti (9/19 anni) ed ha messo assieme per due settimane circa settanta ragazzi provenienti da tutta Italia, che hanno dato vita all'allestimento suonando, cantando e recitando. La versione di OperaInCanto è un ulteriore esperimento che vede sul palcoscenico cantanti professionisti assieme ai ragazzi, mentre l’Ensemble In Canto è diretto da Fabio Maestri. Jovanotti ricorda con queste parole il suo rapporto con Mozart e l’operina che gli ha voluto dedicare: «Spesso mi sono emozionato a pensare – confessa il cantautore – a questo immenso bambino che è passato dal mondo come dono, come dovrebbe essere per tutti i bambini che passano di qua. In fondo, la grande musica, la grande arte, sono tali quando arrivano a noi come un regalo, non nel senso che vanno pagate, ma nel senso che non basta tutto l’oro del mondo per poterne quantificare il valore. La musica di Mozart è proprio questo: un dono inestimabile. Questo testo non vuole essere un saggio sulla vita del genio di Salisburgo. Non è filologicamente corretto e non ha nessuna pretesa di esserlo. E’ un omaggio a Mozart e al suo spirito attraverso il gioco e l’impegno di un gruppo di bambini. E di qualche adulto innamorato della musica e convinto che nella musica ci sia una chiave per innamorarsi del mondo».</p>

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