Giunta regionale dell’Umbria approva manovra di bilancio

<p>post <b><span style="color: #000000;">M. Zingales </span><a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) PERUGIA - A fronte della manovra di finanza pubblica del governo, e tagli per l'Umbria che, fra riduzione del fondo sanitario regionale, inasprimento del "patto di stabilità interno", minori trasferimenti dal bilancio dello Stato, parlano di circa 237 milioni di euro in meno per il 2011, che arriveranno a 280 dal 2013, la <b>giunta</b> regionale ha varato ieri sera la manovra di bilancio 2011-2013, comprensiva dei disegni di legge relativi alla finanziaria regionale 2011, al collegato alla manovra di bilancio 2011 e al bilancio di previsione 2011 e pluriennale 2011-2013. "La coperta si è ristretta - ha commentato l'assessore al bilancio Franco Tomassoni -, e non ci è rimasto che fare, nel miglior modo possibile, quanto si fa nelle famiglie in tempi di crisi economica e di minori entrate: tagliare, razionalizzare, redistribuire, cercando di non compromettere troppo il livello di vita e aspettando tempi migliori. Ritengo che - ha sottolineato Tomassoni, proseguendo nella metafora - la Regione si sia comportata come un buon padre di famiglia, mettendo a punto una manovra di bilancio, attenta all'equilibrio complessivo del sistema (l'Umbria continua ad avere un ottimo ‘rating' da parte di ‘Moody's' e ‘Standard&amp;Poor's', a dimostrazione della propria solidità finanziaria e patrimoniale) ed al livello dei servizi a favore della comunità.</p>
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<p>Abbiamo fatto di necessità virtù, limitando al massimo l'impatto dei tagli, che pure c'è, e si fa sentire. L'obiettivo principale - ha spiegato l'assessore - è stato quello di una riqualificazione della spesa, che, utilizzando al meglio le risorse e senza incidere sui contribuenti, con una pressione fiscale inalterata e un basso costo dell'indebitamento, è stata indirizzata sul sociale, a tutela delle fasce deboli della popolazione, al trasporto e alla mobilità regionale, alle famiglie e alle imprese, per attutire gli effetti della crisi economica, al turismo e alla cultura, <b>considerata</b> come risorsa produttiva (in evidente controtendenza rispetto alla manovra governativa dei tagli al settore della cultura) e alle riforme endoregionali, tese a semplificare gli adempimenti amministrativi e burocratici".<br /> "Una cosa - ha aggiunto l'assessore Tomassoni - va detta a chiare lettere: proprio perché non c'era ‘grasso' da tagliare, lo sforzo fatto per il 2011 non sarà replicabile negli anni prossimi, e questo significa che, se permane la stretta finanziaria del Governo, i bilanci a partire dal 2012 saranno sicuramente ben più dolorosi".</p>
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<p>In coerenza con il Documento Annuale di Programmazione, di cui costituisce la "traduzione" in termini finanziari, la manovra di bilancio 2011-2013 della Regione è stata ispirata ad una serie di indirizzi generali, riassumibili nell'invarianza dei tributi regionali, in un'azione sull'"Irap" finalizzata ad alleggerire il carico fiscale a favore di imprese che incrementano i livelli occupazionali, in una più efficiente allocazione delle risorse. E poi: tutela della coesione e qualità sociale, maggiore <b>efficienza</b> nell'accertamento e riscossione delle entrate, ottimizzazione delle entrate patrimoniali e miglior valorizzazione del patrimonio, razionalizzazione delle spese di funzionamento e sanità in equilibrio. Limitatamente all'esercizio 2011 - si sottolinea -, la Regione è riuscita a "tamponare" gli effetti dei tagli del Governo "riorientando" le previsioni di spesa, così da concentrare le risorse verso interventi altamente qualificanti e in grado di sviluppare sinergie. Stanziamenti di bilancio sono stati "riallocati", liberando risorse all'insegna di una maggiore flessibilità. E, nella prosecuzione dell'opera di razionalizzazione e contenimento della spesa, si è cercato di sfruttare al meglio la disponibilità di "risorse straordinarie" (come quelle relative ai programmi comunitari) nel quadro delle risorse "ordinarie" dei vari settori d'intervento.</p>
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<p>I tagli della manovra di bilancio si fanno sentire sulla riduzione delle indennità dei consiglieri, delle spese per studi e consulenze, per le pubbliche relazioni, convegni, pubblicità e rappresentanza, per missioni, per l'acquisto e la manutenzione delle autovetture. Novità sul fronte delle agevolazioni fiscali e tributarie: oltre alla riduzione dell'Irap per le imprese che assumono, è prevista l'esenzione dal pagamento dei canoni annui di concessione sui passi carrabili. Per quanto riguarda le misure a sostegno dell'occupazione, la manovra prevede la <b>proroga</b> al 31 dicembre 2013 dei benefici a sostegno dei lavoratori che abbiano perduto il posto di lavoro o beneficiari di ammortizzatori sociali (posticipo delle rate di mutui stipulati per l'acquisto e la ristrutturazione dell'abitazione principale); e il sostegno ai lavoratori interessati da crisi aziendali o occupazionali, che non abbiano percepito lo stipendio dal 1 gennaio 2011. Sostegni anche a favore delle imprese: un fondo finalizzato al "microcredito" per i soggetti "non bancabili" (giovani, disoccupati, svantaggiati) e regimi di aiuto nella prospettiva di "fondi rotativi" per le imprese a fini d'innovazione tecnologica, investimento e sviluppo.</p>
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<p>La manovra di bilancio regionale sottolinea una sostanziale "continuità di risorse", raggiunta grazie agli aggiustamenti, ai tagli e alle "riallocazioni", per le politiche sociali regionali e i servizi educativi all'infanzia, il finanziamento del "fondo sostegno affitti", l'attività promozionale turistica, <b>spettacolo</b>, cultura, sport e tempo libero, il trasporto pubblico e i sistemi di mobilità, gli interventi straordinari per il patrimonio sanitario regionale e la salvaguardia ambientale, il diritto allo studio, l'istruzione e le borse di studio, la riforma del testo unico per l'artigianato, lo sviluppo del programma abitativo per gli studenti universitari, la salvaguardia del territorio, ambiente e rifiuti, gli interventi per la sicurezza stradale e le riforme endoregionali.</p>

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