GeGè Telesforo al Gubbio No Borders

(UJ.com) GUBBIO - Domani venerdì 15 agosto alle ore 21,30 nel chiostro grande dell’ex convento di San Pietro appuntamento con GeGè Telesforo e il gruppo Groovinators, per una notte di Ferragosto all’insegna del grande jazz. Prosegue il successo della rassegna di “Gubbio no borders - IJF - Italian jazz festival”, che dopo l’apertura con la Perugia Phunking Band e la sezione “Terra Mia”, entra nel vivo con un concerto straordinario e una band di musicisti capace di attraversare tutte le corde del jazz, del blues e la black music. Infatti, il programma dei Groovinators parte dal blues e si allarga al funk, dominato dal ritmo e con venature jazz. Una band ricca di talento che riassume e rielabora i paradigmi della musica nera in una chiave sempre trascinante. A guidarli c’è GeGè Telesforo, cultore della musica nera che da lungo tempo si divide tra palcoscenici, radio e tv, ed è uno dei pochi cantanti in circolazione a conoscere i segreti dello ‘scat’, ovvero l’improvvisazione con la voce. Insieme a lui Mia Cooper voce, Max Bottini basso, voce, Fabio Zeppetella chitarra, Marcello Surace batteria, Alfonso Deidda piano, tastiera, sax, voce. «Gubbio mi appassiona e trovo eccellente la qualità di questo Festival – ha dichiarato GeGè Telesforo - . “Gubbio No Borders”, insieme ad altri appuntamenti nazionali, è la palese dimostrazione che c'è un seguito foltissimo e attentissimo di appassionati, in continua crescita, che si muove per queste manifestazioni e per artisti sia grandi che piccoli. Questo deve essere un incentivo per la discografia: si vendono pochi CD per il prezzo eccessivo. In Italia il jazz sta vivendo un buon momento di fertilità artistica, dato che gli astri nascenti di questa musica provengono in gran parte dal nostro paese: Stefano di Battista, Rosario Giuliani, Dario Deidda, Julian Oliver M., Fabrizio Bosso e lo stesso Alfonso Deidda al Sax. Per quanto riguarda la produzione discografica, invece, non si può dire altrettanto. Manca il lavoro del produttore vero e proprio: cioè mettersi a tavolino e studiare il progetto con l'artista, cosa che invece io, per conto dell'americana GoJazz, mi sforzo di fare. Così abbiamo lavorato per il disco di Dario Deidda, mixato negli Smart Studios di Madison, lo stesso dei Garbage. » 

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