Installazione di Pietro Ruffo rigenera museo e comunità
Il 13 dicembre 2025 il Museo Paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta inaugurerà Foresta Fossile, un’installazione site specific firmata dall’artista Pietro Ruffo. L’opera, sostenuta da Il Museo Rigenera e promossa dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del MiC, nasce con l’obiettivo di intrecciare arte contemporanea, scienza e memoria collettiva, restituendo nuova vitalità a un territorio segnato dalla storia industriale e mineraria.
Il progetto è stato costruito attraverso un percorso partecipativo che ha coinvolto attivamente le comunità di Piegaro e Panicale, con laboratori dedicati al cambiamento climatico e alla geologia locale. I disegni realizzati da studenti e cittadini sono confluiti nell’opera, trasformandosi in elementi di un grande sipario tessile che avvolge la collezione paleontologica del museo. L’intervento, curato da Costantino D’Orazio, Tiziana Caponi e Arianna Bellocchi, con il coordinamento artistico di Sofia Di Gravio, ha puntato a rafforzare il senso di appartenenza e a stimolare la consapevolezza ambientale delle nuove generazioni.
Durante i workshop di settembre, ex lavoratori della centrale Enel e della miniera di lignite hanno condiviso le proprie esperienze con gli studenti, creando un ponte tra memoria storica e futuro sostenibile. Il materiale audiovisivo prodotto diventerà strumento di mediazione culturale, pensato per trasmettere valori di partecipazione e sostenibilità.
Il progetto ha visto la collaborazione dell’Università di Perugia, con il professor Marco Cherin e il ricercatore Filippo Preziosi, e il supporto logistico del Comune di Piegaro. Enel ha contribuito al recupero delle grandi macchine minerarie, oggi parte di un vero e proprio museo industriale a cielo aperto. L’iniziativa si inserisce nelle politiche di coesione territoriale, contrastando marginalizzazione e declino demografico delle cosiddette “aree interne” umbre.
L’opera di Ruffo, concepita come un ambiente immersivo, rievoca la vegetazione di 1,5 milioni di anni fa – querce, olmi, noci, noccioli, abeti – le cui tracce sono conservate nella lignite. Il museo, con la sua architettura cilindrica, diventa così uno spazio sensoriale dove uomo, natura e tempo profondo dialogano.
Ruffo, nato a Roma nel 1978 e laureato in architettura, ha alle spalle una carriera internazionale con esposizioni alla Biennale di Venezia, ai Musei Vaticani, al Zhejiang Art Museum in Cina e alla Triennale di Milano. La sua ricerca artistica, basata su disegno e intaglio, esplora i grandi temi della libertà e della dignità umana, intrecciando paesaggi naturali, mappe e geometrie.
Il Museo Boldrini custodisce una delle più ricche collezioni europee di fossili del Pleistocene, con esemplari unici come il mammuth meridionale, il rinoceronte etrusco, cervi giganti e resti di carnivori come il ghepardo pardinensis e l’orso etrusco. La raccolta, avviata negli anni Settanta dal minatore Luigi Boldrini, continua a offrire nuove scoperte scientifiche.
Con Foresta Fossile, Pietrafitta si propone come laboratorio di rigenerazione culturale e sociale, dove il patrimonio scientifico diventa occasione di rinascita comunitaria. L’installazione segna un passaggio decisivo: il museo non solo conserva fossili, ma diventa luogo vivo di dialogo tra passato e presente, capace di restituire identità e futuro a un territorio segnato dalla sua storia industriale.

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