Emergenza Lago, chiesto incontro con Ministro

(Uj.com) PERUGIA <!–webbot bot="Timestamp" S-Type="EDITED" S-Format="%d/%m/%Y" startspan –>22/08/2008<!–webbot bot="Timestamp" endspan i-checksum="12626" –> - “La carenza di precipitazioni che dall’agosto 2006 interessa l’intero territorio regionale, tanto da indurre il Presidente del Consiglio dei Ministri a dichiarare con decreto del 4 maggio 2007 lo stato di emergenza, sta avendo di nuovo forti ripercussioni sul lago Trasimeno, interrompendo il trend positivo del recupero del livello manifestatosi fino al 2005”. È quanto scrive l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria, Lamberto Bottini, al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, richiedendo un incontro urgente “stante la gravità della situazione” ed evidenziando la necessità di reperire risorse per 4 milioni di euro per proseguire gli interventi di ripristino e manutenzione. Nella lettera al ministro, l’assessore ricorda che la Regione Umbria considera “questione prioritaria” lo sviluppo e la tutela dell’area del Trasimeno e ha affrontato le ricorrenti emergenze determinate dal deficit idrico e i loro effetti sul sistema ambientale e socioeconomico dell’area del Trasimeno con il “Piano stralcio per il lago Trasimeno”, elaborato insieme all’Autorità di bacino del fiume Tevere e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 19 luglio 2002. Attualmente, scrive Bottini, “le azioni poste in essere con la precedente crisi idrica (2002-2003), pur fondamentali nel risolvere alcune situazioni strutturali del comprensorio del Trasimeno, non risultano risolutive ai fini del recupero e della stabilizzazione del livello idrometrico, prima causa dello stato di degrado. La stabilizzazione potrà essere raggiunta, nell’arco di alcuni anni, solo mediante maggiori adduzioni, in grado di determinare specifici e costanti apporti, capaci di sopperire ad eventuali carenze di precipitazioni, garantendo il recupero del livello idrometrico ed il suo mantenimento nel tempo”. Le maggiori adduzioni “potranno realizzarsi – ricorda l’assessore al ministro - mediante l’utilizzo, nel periodo invernale, delle acque di supero provenienti dalla diga di Montedoglio e, in prospettiva, di quelle provenienti dalla diga di Casanova sul fiume Chiascio, utilizzando la rete irrigua prevista in prossimità del bacino del Trasimeno, con la sola aggiunta di una galleria, in località San Savino, come indicato dallo studio di fattibilità commissionato al Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia”. La soluzione della crisi del lago “non può quindi che passare attraverso un impegno concreto anche da parte dello Stato – sottolinea l’assessore regionale - che assicuri finanziamenti costanti, come previsto dal Piano stralcio, sia per l’esecuzione annuale delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, sia di opere che consentano adduzioni tali da rendere il livello idrometrico del lago non più influenzabile dagli avversi andamenti stagionali”. Bottini sottolinea, inoltre, come occorra “necessariamente dare continuità alle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria fino ad oggi eseguite con le risorse accantonate nello specifico Fondo costituito con l’Ordinanza Commissariale n. 99, del 20 dicembre 2005 a cui partecipavano in misura diversa Ministero dell’Ambiente, Regione, Provincia, Comunità Montana e i Comuni del comprensorio. Attualmente – rileva l’assessore - il Ministero dell’Ambiente non ha stanziato alcuna risorsa contrariamente a quanto avvenuto nel 2006 con l’erogazione di un milione e 200mila euro, mentre le altre amministrazioni hanno provveduto a finanziare il fondo con 800mila euro per far fronte ad alcuni essenziali lavori manutentori, già eseguiti”. Per l’assessore regionale è necessario reperire “risorse pari a 4 milioni di euro per la prosecuzione di interventi quali manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree spondali e del reticolo idrografico, ripristino franchi di navigazione, rimozione conoidi di trasporto solido in corrispondenza della confluenza dei fossi e canali artificiali adduttori” poiché “il degrado ambientale causato dalla crisi idrica sta producendo forti ripercussioni sulle attività socio-economiche in tutto il comprensorio”. Bottini conclude la lettera chiedendo, pertanto, al Ministro “un incontro urgente ai fini della soluzione dei problemi esposti”. La Regione Umbria, ricorda inoltre l’assessore, attraverso il Piano dell’emergenza idrica del Trasimeno ha attivato una serie di interventi per permettere maggiori afflussi di acqua nel lago, eliminare prelievi diretti o indiretti dal bacino, oltre alla programmazione di opere strutturali e all’accelerazione dei lavori per le adduzioni irrigue dall’invaso di Montedoglio. “Sono state realizzate – ricorda – opere per un importo di oltre 146 milioni di euro. Di cui circa 11 milioni per il sistema acquedottistico per il lago Trasimeno, circa 126 milioni per il sistema irriguo da Montedoglio finanziati dal Ministero per le Politiche agricole e circa 10 milioni per manutenzioni ordinarie e straordinarie. Per gli interventi di manutenzione, inoltre, da settembre 2007 ad oggi Regione Umbria e Provincia di Perugia hanno finanziato opere per circa un milione e mezzo di euro. Interventi – conclude Bottini - che non sono però sufficienti per affrontare la nuova situazione di criticità e che devono essere proseguiti, con il sostegno finanziario del Governo”.

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