EDILIZIA E LAVORI PUBBLICI: VINTI: “CRISI SI SUPERA CON INVESTIMENTI DELLO STATO”

<p>(UJ.com) PERUGIA - “Per uscire dalla crisi occorrono investimenti statali nell’edilizia e nei lavori pubblici, e anche le imprese devono fare la loro parte, privilegiando il più possibile i processi di aggregazione e puntando con forza sullo sviluppo tecnologico”. E’ quanto sostiene l’assessore regionale alle politiche abitative, Stefano Vinti, commentando i dati diffusi dall’Ance che testimoniano come il settore delle costruzioni e dei lavori pubblici sono stati profondamente colpiti dalla crisi economica e finanziaria. Secondo l’Ance gli investimenti nelle costruzioni <b>diminuiranno</b> nel 2010 del 6,4%, mentre per il 2011 si prevede una ulteriore flessione del 2,4%, nonostante le voci governative che vedono la ripresa dietro l’angolo. Complessivamente nel quadriennio 2008-2011 la caduta degli investimenti sarà del 17,8%, per una perdita  totale di circa 29 miliardi di euro. La crisi travolge il comparto delle nuove costruzioni, che nei quattro anni considerati dalla rilevazione, subiscono una flessione del 34%, mentre il solo dato positivo interessa gli investimenti nel recupero abitativo, in particolare le ristrutturazioni incentivate con l’ecobonus che il governo voleva cancellare nella Legge di stabilità e che invece sono state riproposte anche per il prossimo anno, sebbene il recupero dei soldi sia ora previsto in dieci anziché in cinque anni.</p>
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<p>Per quanto riguarda i lavori pubblici, l’Ance rileva che dal 2005 vi è stato un crollo del 32%, un dato confermato anche dall’analisi della legge di stabilità, che segnala una diminuzione degli stanziamenti nel triennio 2009-2011 del 30%. Se il 49%, cioè la metà delle imprese associate a Ance, dichiara di operare in una fase di recessione, per i lavoratori il bilancio è pesantissimo. Dall’inizio della crisi il settore delle costruzioni, considerato anche l’indotto, ha perso circa 250 mila occupati, e per la fine del 2011 si prevede di arrivare ad una perdita complessiva di 290 mila posti di lavoro. “Di fronte a questi numeri, che riguardano un settore tradizionalmente che svolge un ruolo anticiclico nei periodi di crisi – afferma Vinti, è evidente il fallimento del Piano casa del governo Berlusconi e della conseguente attuazione e territorializzazione degli interventi che doveva avvenire con i Piani Casa regionali”. A conferma del fallimento  l’assessore cita due dati riguardanti le domande di ampliamento che nel Lazio sono state sette, mentre in Lombardia una ventina (fonte L’Unità). “Perciò - aggiunge – è evidente che la crisi non si affronta con slogan ripetuti all’infinito, ma con interventi efficaci, <b>individuando</b> obiettivi e settori di intervento e, soprattutto,  mettendo a disposizione risorse e stanziamenti per gli investimenti. Il governo – conclude Vinti - farebbe bene a investire sull’edilizia residenziale pubblica, invece di ridurre a zero il trasferimento delle risorse, con un vero Piano per l’edilizia pubblica, e dovrebbe mettere a disposizione risorse per la riconversione ecologica più ampia possibile delle abitazioni e delle costruzioni nel nostro Paese, incentivando il ricorso alle innovazioni tecnologiche nel campo del risparmio energetico, delle bioarchitettura, della casa ecologica”.</p>

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