ECONOMIA - CNA, PER IL MANUFATTURIERO IL 2009 E' STATO UN ANNO BUIO

<p>post <b>L. Pioppi </b>UJcom2.0 <b><a title="Scrivi a Luana Pioppi" href="mailto:luanapioppi@alice.it" target="_blank"><span style="color: #006699;">@</span></a> </b>(UJ.com) PERUGIA - E’ stato il 2009 l’annus horribilis del manifatturiero in Umbria. Un periodo buio in cui le imprese, già provate da un 2008 non certo facile, hanno continuato a subire cali importanti di ordini e fatturato, pur mantenendo con grandi sofferenze l’occupazione, anche grazie all’utilizzo della cassa <b>integrazione</b>. A rivelarlo è Cna Produzione Umbria che ha illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa i risultati dell’“Indagine sull’andamento economico del Manifatturiero in Umbria” che ha avuto lo scopo di fornire un quadro più chiaro e approfondito sulle dimensioni della crisi che ha colpito tutto il sistema produttivo, capire le conseguenze  nelle imprese Umbre e  quali azioni le stesse hanno attivato per superare i momenti di difficoltà. <br /><br />Su un campione di 400 operatori del settore delle attività Manifatturiere (di cui un 38,5% ha tra i 10 e i 49 addetti ed un fatturato che oscilla per il 38,6% delle aziende tra i 500.000 € e i 2.000.000 di €;) il 38,4% appartiene alla “Meccanica”; il 26% al “Legno serramenti”; il 18% al settore “Artistico tradizionale”; il 9,6% al settore “Alimentare”; il 6,8% a “Federmoda”. Dal questionario <b>emerge</b>, per il 2009 una netta diminuzione del fatturato (per il 56,9% del campione) ed un’altrettanto consistente riduzione degli ordinativi (per il 54,2% delle aziende esaminate). In particolare, si può notare che il 57,1% delle aziende che dichiarano aumenti degli ordini appartiene al settore “Meccanica”  e il restante 42,9% al settore “Alimentare”, mentre  tutti gli altri settori dichiarano di non aver avuto aumenti. Rispetto poi alla dimensione aziendale, il 71,4% del campione che  ha avuto aumenti appartiene alla classe di addetti (10, 49). <br /><br />Le diminuzioni più consistenti, sia per fatturato che per ordinativi, si registrano nella meccanica (38,5%), nell’artistico-tradizionale (33,3%) e nel legno serramenti.  Lievi aumenti di fatturato si registrano, per contro, solo per i settori “meccanica” e “alimentare” e solo per le aziende di dimensioni maggiori, con più di 10 addetti. Va meglio nel 2010, quando, sulla base delle previsioni, tutti gli indicatori rilevano stime ottimistiche. “Ma è ancora presto - ha puntualizzato Francesco Vestrelli responsabile Cna Produzione Umbria - per parlare di ripresa, sia  perché i dati<b> 2010 </b> sono ancora al di sotto della media del quinquennio precedente, sia perché assistiamo ad una stabilizzazione della situazione già rilevata nel 2009”. Sono le imprese più strutturate, cioè quelle dai 10 ai 49 dipendenti, soprattutto nel settore della Meccanica, a recuperando parte del fatturato rispetto agli anni precedenti, in misura sufficiente a mantenere la loro capacità produttiva. “Per contro - ha proseguito Vestrelli - c’è da registrare un relativo aumento delle difficoltà delle piccole imprese di subfornitura al di sotto dei 10 dipendenti, ovvero quelle che si rivolgono al mercato locale. Nello specifico, l’indagine evidenzia che nella subfornitura meccanica esistono due tipologie di imprese: una subfornitura “evoluta” che si rivolge al mercato internazionale dove riesce ad intercettare nuovi clienti, ed una subfornitura “meno strutturata” che trova nel mercato locale il suo punto di riferimento. <br /><br />Ed è proprio questa seconda tipologia di imprese, la più numerosa, a scontare oggi maggiormente gli effetti della crisi”.  Dal punto di vista occupazionale la crisi non ha comunque destabilizzato troppo il settore che mantiene una certa omogeneità rispetto al passato per ciò che riguarda la dimensione aziendale, e anche il ricorso agli ammortizzatori sociali  è rimasto costante. Nel dettaglio, nel 2009, l’8,3% delle aziende ha dichiarato di aver aumentato le risorse umane, l’80% di<b> averle</b> mantenute stabili e l’11,7% di averle diminuite. Le previsioni per il 2010 indicano che il 13,1% prevede aumenti, il 73,8% stabilità e il 13,1% diminuzione. Rispetto alle forme di finanziamento utilizzate l’indagine ha evidenziato un maggior ricorso a finanziamenti sia a breve che a medio - lungo termine per reperire la liquidità necessaria da reinvestire nel riposizionamento nei mercati esistenti, nella ricerca di nuovi mercati e nell’innovazione. L’aumento del ricorso a finanziamenti a medio/lungo termine è presente un po’ in tutti i settori, con una leggera prevalenza del settore “meccanica” e delle aziende con oltre 10 addetti. Un problema, quello dell’assenza di liquidità, messo in evidenza anche dal Presidente di Cna Produzione Umbria Flaminio Flavi. <br />“Le aziende - ha detto - specialmente le più piccole non hanno più risorse per investire in ricerca e sviluppo, né per garantire un’adeguata formazione continua alle proprie maestranze. La piccola impresa non può sostenere da sola i costi dell’internazionalizzazione, oggi più che mai necessaria, e le banche, dal canto loro non stanno rispondendo in maniera adeguata ad una sempre maggiore richiesta di credito. Ecco perché diventa necessario - ha proseguito Flavi - favorire sinergie pubblico-privato per capitalizzare il sistema dei Confidi, affidando ad essi il rapporto con le migliaia di piccole imprese presenti sul territorio. <b>Altrettanto</b> fondamentale è attivarsi ed investire quante più risorse possibili per favorire gli investimenti internazionali, dato che - ha rimarcato il Presidente- il mercato interno è ormai in asfissia totale”. Tra le richieste avanzate da Cna anche il sostegno e riconoscimento per la formazione continua degli  imprenditori e degli addetti, sulla base delle reali esigenze delle imprese; il sostegno all’innovazione e ricerca nella piccola impresa piccola impresa e nelle  loro reti e la realizzazione  di una  legge Regionale per lo sviluppo e il sostegno della piccola impresa e dell’artigianato, richiamandosi ai principi dello “Small Business Act” che la Commissione Europea ha adottato nello scorso anno.  “Punteremo molto nei prossimi mesi - ha concluso Roberto Giannangeli Direttore Cna Provinciale di Perugia - nel chiedere una revisione dei fondi strutturali, partendo dalle esigenze attuali delle imprese e dai cambiamenti indotti dalla crisi economica, anche perché saranno forse proprio queste le uniche risorse di cui la Regione potrà disporre per definire una nuova politica industriale”.</p>
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<p><b><a target="_self" href="http://www.umbriajournal.com/MediaCenter/FE/articoli/al-santa-maria-apre-la-seconda-sala-operatoria-di-.html ">- AL “SANTA MARIA” APRE LA SECONDA SALA OPERATORIA DI NEUROCHIRURGIA </a></b></p>

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