CULTURA: “IL PASSAGGIO DAL LIBRO DI CARTA AL LIBRO ELETTRONICO: IL PASSAGGIO AL DIGITALE DI TUTTA LA NOSTRA CULTURA”

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - “Troppi sistemi per la protezione dei libri elettronici, troppi formati diversi, troppi sistemi di lettura incompatibili tra loro o basati su meccanismi chiusi”. E ancora: “Il passaggio dal libro di carta al libro elettronico rappresenta uno dei sintomi di una trasformazione più grande e profonda e che riguarda il passaggio al digitale di tutta la nostra cultura”. “Il cambiamento che sta arrivando con il digitale è più veloce di quanto si creda e il Consiglio regionale si impegna a promuovere la discussione anche su queste tematiche nella prospettiva futura di cambiamento del ruolo delle biblioteche, dei servizi al pubblico, di <b>trasformazione </b>delle modalità di diffusione della conoscenza”. Sono stati questi i passaggi caratterizzanti della Tavola rotonda svoltasi oggi pomeriggio a Palazzo Cesaroni e organizzata dal servizio Comunicazione del Consiglio regionale, congiuntamente al servizio Beni culturali della Giunta regionale, in collaborazione con la scuola librai italiani di Orvieto e la sezione Umbria della Associazione italiana biblioteche.</p>
<p> </p>
<p>Il filo rosso dei lavori, coordinati da Giuseppe Granieri, esperto di culture digitali, è stato il volume di Gino Roncaglia ‘La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro’ (Laterza 2010). In sintesi “Una riflessione su come l'e-book potrà lasciare il segno nella nostra cultura, nell'editoria, nelle abitudini di lettura, nel perdere o trovare nuovi lettori”. I lavori sono stati aperti dal presidente del Consiglio regionale, Eros Brega che ha rimarcato come “Le nuove generazioni, cresciute nell'era tecnologica, con internet, i-pod e tv on demand, ritengono e spesso pensano che il libro sia obsoleto e fuori moda. Tutti, in primo luogo le istituzioni, quindi, hanno il dovere di <b>promuovere</b> e sostenere ogni iniziativa volta a valorizzare la lettura. Oggi le nuove tecnologie forniscono strumenti per agevolare o per velocizzare il flusso delle informazioni. Una di questi strumenti è l’e-book. Il libro digitale sta diventando una realtà anche nel nostro territorio e affascina soprattutto le giovani generazioni che hanno meno difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie. E se l’e-book serve ad allargare la ‘forma’ libro a contenuti multimediali che l'avvicinano all'esperienza del mondo giovanile, ben venga.</p>
<p> </p>
<p>La rivoluzione del libro digitale coinvolge non solo l’editoria, ma il mondo della lettura, dell’apprendimento e dello studio. Modificando non solo la forma, ma anche le strutture con le quali ‘comunica’ con i lettori, l’e-book richiede nuove competenze agli editori, ai lettori, alle biblioteche e ai bibliotecari. ll modo con cui tale rivoluzione inciderà sul vissuto e sulle abitudini dipenderà molto, non solo dalle scelte tecnologiche, ma anche da quelle culturali e sociali. Il Consiglio regionale vuole promuovere la discussione anche su queste tematiche nella prospettiva futura di cambiamento del ruolo delle biblioteche, dei servizi al pubblico, di trasformazione delle modalità di <b>diffusione</b> della conoscenza”. Il moderatore della Tavola rotonda, Giuseppe Granieri (Saggista, esperto di comunicazione e culture digitali) nella sua introduzione ha evidenziato come “Il passaggio dal libro di carta al libro elettronico rappresenta uno dei sintomi di una trasformazione più grande e profonda e che riguarda il passaggio al digitale di tutta la nostra cultura. Si tratta di una trasmissione estremamente complessa e molto ben radicata nella società di oggi. Si sono già verificati passaggi importanti in tutta l’industria culturale: dalla musica, al cinema, alla fotografia, fino all’informazione.</p>
<p> </p>
<p>Oggi si arriva al libro e questo rappresenta soltanto un passaggio contenuto all’interno di un processo molto più ampio”. Nel suo intervento, Gino Roncaglia (Docente di informatica applicata alle discipline umanistiche, Università della Tuscia) ha sottolineato che “i libri elettronici (e.book), oggi, hanno anche una funzione culturale perché nel mondo digitale, dove ci sono tutti i libri di informazione, dalla musica al video, ci vive la maggior parte dei giovani. In questo momento manca il libro, manca la forma libro. Ma il fatto che si diffonda l’uso dei libri elettronici aiuta anche a far arrivare alle giovani generazioni la forma del libro e questo è un aspetto <b>particolarmente </b>positivo. Dobbiamo però anche considerare alcuni rischi che sono legati alla scarsa capacità di molti soggetti, operanti nel settore, di rendersi conto della necessità di alcuni indispensabili passaggi, indispensabili, per lo stesso funzionamento del settore. Mi riferisco in particolare alla politiche di gestione dei prezzi e le politiche di gestione dei diritti.</p>
<p> </p>
<p>Attualmente sono presenti troppi sistemi per la protezione dei libri elettronici, troppi formati diversi, troppi sistemi di lettura incompatibili tra loro o basati su meccanismi chiusi. Questa confusione rischia di disorientare gli utenti. Quando i libri elettronici sono protetti, tutta la varietà dei dispositivi di formati e di meccanismi di protezione può rivelarsi un danno per l’utente fino a disorientarlo. Tutto ciò <b>condiziona</b> il decollo del settore”. Alla Tavola rotonda hanno preso parte e sono intervenuti anche: Gabriele De Veris (Presidente Aib Umbria, Piero Rocchi (Direttore tecnico Scuola librai italiani, Orvieto), Francesco Antinucci (Direttore di ricerca, Istituto di scienze e tecnologie cognitive, CNR), Marco Ghezzi (Bookrepublic), Fabrizio Fabbri (Presidente Associazione editori umbri), Fernando Mantovani (Direttore Business Unit Online, La Feltrinelli.it).</p>

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*