CRISI ECONOMICA IN UMBRIA: ATTENZIONE AI CENTRI STORICI, SOSTEGNO AI CONFIDI, PROMOZIONE COORDINATA PER IL TURISMO A MARCHIO UMBRIA

<p>post <b>M. Zingales </b>UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - La Seconda Commissione del Consiglio regionale continua le audizioni incentrate sulla crisi economica in Umbria. Nella seduta di ieri l'organismo presieduto da Gianfranco Chiaccheroni, ha ricevuto Vasco Gargaglia, Aldo Amoni e Riccardo Rossini, in <b>rappresentanza</b> della Confcommercio. Durante l'incontro sono state messe in evidenza le principali criticità che stanno interessando il settore del commercio, come l'aumento della disoccupazione “che non fa notizia in quanto riguarda migliaia di piccole attività, che singolarmente destano preoccupazione e attenzione ma complessivamente non riescono più a garantire l'occupazione di un grande numero di addetti.</p>
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<p>Una situazione – ha spiegato Vonfcommercio - sulla quale non incide in maniera efficace neppure la cassa integrazione in deroga, dato che un negozio in crisi non può permettersi di ridurre il personale o l'orario di apertura e si trova anzi costretto ad ampliarlo se vuole cercare di recuperare clienti e mercato evitando la chiusura”. Il credito poi rappresenta uno dei problemi principali del settore: “Le banche chiedono garanzie sempre maggiori e costi sempre più alti, è necessaria una forte collaborazione tra Gepafin e i Consorzi Fidi, che devono aiutare il commercio fornendo garanzie sul credito. Il progetto di riforma di Gepafin non ci sembra adeguato, dato che <b>prevede</b> un capitale diviso tra il 51 per cento della Regione e il 49 per cento delle banche, con una scelta che va più verso gli istituti di credito che verso le imprese. Dove il privato c'è e funziona, come nel caso dei Confidi– ha puntualizzato Confcommercio -, il pubblico deve fare due passi indietro e limitarsi a sostenerlo”.</p>
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<p>I rappresentanti di categoria, hanno spiegato che la gravità della situazione è evidenziata dal fatto che “per la prima volta” anche il settore alimentare ha subito una contrazione delle vendite, “attestatasi su un meno 4 percento a livello nazionale e meno 0,7 per cento in Umbria. Il turismo, che dovrebbe essere la principale filiera della nostra Regione- hanno aggiunto -, registra segni negativi. Serve quindi la <b>massima </b>attenzione al settore anche se stiamo registrando dei cambiamenti positivi e i bandi pubblicati ci convincono. Ciò che continua a mancare è una promozione coordinata del 'marchio Umbria' a livello regionale, una marchio che ricomprenda tutti gli itinerari tematici e gli ambiti turistici dell'Umbria”.</p>
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<p>Da ultimo gli esponenti di Confcommercio hanno richiamato l’attenzione sui centri storici che, hanno spiegato “rappresentano un patrimonio fondamentale per la nostra regione: è quindi necessario finanziare adeguatamente la legge regionale che li dovrebbe tutelare e valorizzare e intervenire in favore delle piccole attività commerciali che vi si trovano. I negozi di prossimità che il dilagare della grande distribuzione sta mettendo in crisi – hanno spiegato -, rappresentano dei veri servizi per alcune fasce della popolazione. Occorre, anche in vista del regolamento <b>attuativo</b> della 'Direttiva Servizi', perseguire un giusto equilibrio nella regolamentazione delle attività commerciali grandi e piccole, evitando di danneggiare il territorio e bloccando la cementificazione dilagante scegliendo prioritariamente il recupero degli edifici esistenti rispetto alla costruzione di nuovi”.</p>
<p><a href="http://www.umbriajournal.com/mediacenter/FE/articoli/economia-ii-commissione-interessanti-le-osservazio.html"><b>- ECONOMIA - II COMMISSIONE, “INTERESSANTI LE OSSERVAZIONI DI CONFCOMMERCIO SU GEPAFIN E LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO” BRUTTI (IDV)</b></a></p>

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