CONSIGLIO: APPROVATO CON VOTO UNANIME IL DISEGNO DI LEGGE DI MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE SUI CONTROLLI DELLE COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE

<p>post <b>M. Zingales </b>UJcom2.0 <a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com"><b>@</b></a> (UJ.com) PERUGIA - Il Consiglio regionale nella seduta odierna ha approvato, all’unanimità, il disegno di legge concernente “Modificazioni della legge regionale “5/2010” (disciplina delle modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche)” L’atto, giunto in Aula con il voto unanime anche in seconda Commissione, è stato illustrato dallo stesso presidente Gianfranco Chiacchieroni. Il disegno di legge, come ha spiegato il <b>relatore</b>, è composto da un solo articolo e risponde all'impugnativa del Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2010 - relativa alle disposizioni sui "collaudi" contenute nell'articolo 18, comma 1, della legge regionale - che ha disposto, ai sensi dell'art. 127 della Costituzione, il ricorso avanti alla Corte Costituzionale rilevando sia profili di contrasto con la normativa statale in materia di collaudo statico (legge 5 novembre 1971, n. 1086) che l'esclusività di competenza statale in materia di pubblica incolumità.</p>
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<p>L'impugnativa riguarda tanto la previsione di non assoggettabilità al collaudo statico degli interventi di riparazione o di quelli locali che interessino elementi isolati, quanto la possibilità della Regione di escludere dal collaudo statico eventuali altre tipologie edilizie. Il disegno di legge accoglie quindi motivi dell'impugnazione, contro la quale l’Esecutivo regionale non ha presentato ricorso provvedendo alle relative modifiche del proprio provvedimento legislativo. Le<b> modifiche</b> alla legge in argomento riguardano il primo comma dell’articolo 18 della legge “5/2010” relativo alle disposizioni sulle opere assoggettate a collaudo statico. All'articolo 18 (Collaudo statico), con l'eliminazione dei casi originariamente esclusi (interventi di riparazione o interventi locali che interessino elementi isolati nonché quanto altro individua bile in seno agli interventi edilizi) si prevede, per tutti gli interventi ricadenti nel disposto normativo, il collaudo statico, e viene eliminata la facoltà della Giunta di individuare altri interventi edilizi esclusi dal collaudo.</p>
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<p>Si ribadisce, quindi, la finalità del collaudo (accertamento che l'intervento realizzato sia conforme al progetto autorizzato o depositato) e che il collaudo sia eseguito, di regola, in corso d'opera, tranne casi particolari in cui gli elementi portanti principali siano ancora ispezionabili, controllabili e collaudabili ad opere ultimate. La legge “5/2010” delega le funzioni di controllo e vigilanza alle Province. La Regione esercita funzioni di indirizzo e coordinamento e il controllo e la <b>vigilanza</b> sulle opere di propria spettanza. In Umbria sono 18 i territori comunali che ricadono nelle zone ad elevata sismicità (zona 1), 51 quelli classificati a media sismicità (zona 2) e 23 a bassa sismicità (zona 3). Due gli interventi, per dichiarazione di voto: di Massimo Buconi (Socialisti e riformisti) e Alfredo De Sio (Pdl). Entrambi hanno auspicato, a seguito dell’entrata in vigore della legge, la verifica dello stato di attuazione delle normative sismiche. Buconi ha anche auspicato, “una semplificazione relativa alla procedura su pratiche di minore entità che, - ha detto – si potrà raggiungere dopo una attenta e approfondita verifica sulla materia”. De Sio ha invece chiesto chiarezza, sia da parte delle Province che dalla Regione, in merito “alle dotazioni organiche-tecniche capaci di poter assolvere al compito. Si tratta – ha detto – di attuare un principio di sussidiarietà tra Regione e Province”.</p>
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<p>Approvata dall’Assemblea legislativa (22 sì, 2 no, Cirignoni e Monacelli, 1 astenuto, Bracco) la proposta di modifica della legge regionale 14/2010 “Istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali” riguardante nuove modalità di svolgimento della consultazione sugli atti all’attenzione delle Commissioni consiliari. Il documento, firmato dai consiglieri Massimo Monni (Pdl) e Oliviero Dottorini (Idv), è stato illustrato in Aula da Oliviero Dottorini. In seguito a questa modifica la <b>partecipazione</b> non è più obbligatoria per tutti gli atti che transitano nelle Commissioni, ma potrà essere richiesta da 3 commissari o da 1/5 dei componenti dell'Assemblea regionale. In caso di urgenza potranno essere decise procedure di partecipazioni più rapide e snelle, come dibattito pubblico, conferenza, audizione di vari soggetti e pareri scritti.</p>
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<p>Prima del voto Sandra Monacelli (Udc) ha annunciato la propria contrarietà “alla modifica di questo atto, si tratta di un atteggiamento censorio nei confronti dello strumento partecipativo. È un ritorno al passato che non ci convince affatto: si limita la partecipazione con dei cavilli, a danno dei gruppi monocratici e della partecipazione dei cittadini”. Anche Gianluca Cirignoni (Lega) ha parlato di “una modifica che lede i principi di trasparenza e partecipazione che devono caratterizzare la nostra democrazia. È un ritorno a chiudersi nel palazzo quando invece molte scelte <b>dovrebbero</b> essere condivise con le parti sociali. Si elimina anche la parte in cui chi non voleva la partecipazione doveva assumersene la responsabilità politica”. Di diverso avviso Andrea Lignani Marchesani (Pdl), secondo cui “a Monacelli e Cirignoni è forse sfuggita la portata e l'importanza di questa modifica. Se è vero che la partecipazione ci sia sempre è anche vero che lo strumento di partecipazione non può essere ostaggio delle maggioranze consiliari.</p>
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<p>Questa modifica della legge 14 permette alle opposizioni di attivare il meccanismo senza essere ostaggio della maggioranza: basta la richiesta di 3 consiglieri regionali. Prima invece era sufficiente la decisione della maggioranza per bloccare un momento partecipativo. A prescindere dalla dialettica maggioranza – opposizione bisogna dare strumenti alla partecipazione, affinché il Consiglio regionale torni ad essere centrale”. SCHEDA. La legge regionale “14/2010” ha ricondotto ad un unico testo legislativo la disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni legislativa e referendaria, del diritto di petizione e della consultazione. Per quanto concerne la consultazione dei soggetti interessati dai processi <b>decisionali</b> della Regione, l'introduzione di una filosofia radicalmente nuova delle modalità di confronto con realtà esterne ai luoghi della decisione politica ha comportato l'eliminazione della possibilità di chiedere ed ottenere l'organizzazione di incontri consultivi pubblici su iniziativa di soli tre consiglieri assegnati alla commissione competente ad esaminare l'atto.</p>
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<p>Nel suo complesso la proposta di legge prevede: l'eliminazione del principio secondo cui la consultazione riguarda obbligatoriamente tutti gli atti all'esame della Commissione, a meno che sia espressamente esclusa con voto della maggioranza dei componenti della stessa Commissione; la conferma del principio secondo cui le Commissioni consiliari deliberano la consultazione con il voto favorevole della maggioranza dei componenti; il ripristino della norma secondo cui la <b>consultazione</b> è comunque disposta qualora tre membri della commissione o un quinto dei consiglieri assegnati alla Regione ne facciano richiesta al presidente della commissione. Per gli atti per i quali è richiesta ed accettata la procedura d'urgenza, la consultazione può essere svolta con modalità anche diverse da quelle previste nella legge (dibattito pubblico, conferenza, audizione vari soggetti, pareri scritti; con tempi e modalità definite): diversamente che nel passato la consultazione richiesta da tre consiglieri non deve più essere necessariamente svolta nella forma dell'incontro consultivo pubblico, che spesso ha sollevato problemi applicativi in relazione ad atti per i quali il proponente aveva manifestato l'intenzione di procedere con speditezza.</p>
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<p><b><a target="_self" href="http://www.umbriajournal.com/mediacenter/FE/articoli/consiglio-regionale-un-minuto-di-silenzio-in-apert.html">- CONSIGLIO REGIONALE: UN MINUTO DI SILENZIO, IN APERTURA DI SEDUTA, IN MEMORIA DEI SOLDATI MORTI IN AFGHANISTAN</a></b></p>

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