CONFSERVIZI CISPEL UMBRIA: MANOVRA E SERVIZI PUBBLICI LOCALI IN UMBRIA

<p>post <b>M. Zingales</b> UJcom2.0 <b><a target="_blank" title="Scrivi a Morena Zingales" href="mailto:morenazingales@gmail.com">@</a></b> (UJ.com) PERUGIA - “La manovra economica del governo nazionale, incentrata esclusivamente su tagli alla spesa pubblica, ha pesanti ripercussioni anche sui Servizi Pubblici Locali”. Il Presidente di Confservizi Cispel Umbria, Fausto Rondolini traccia, in occasione della Giunta di Confservizi, un bilancio della situazione, partendo da alcuni dati certi. “Per la Regione dell’Umbria, il taglio di circa 250 milioni di euro in due anni, appare del tutto <b>insostenibile</b>, poiché metterà le istituzioni locali di fronte al dilemma se tagliare drasticamente i servizi per i cittadini o andare all’aumento delle tariffe per mantenere l’attuale livello dei servizi.</p>
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<p>Per i Trasporti pubblici locali, sia quelli su ferro, sia su gomma, i tagli ammontano a circa 40 milioni di euro. Ingenti anche quelli previsti per l’edilizia residenziale pubblica. Sono questi i settori maggiormente colpiti poiché vedranno sostanzialmente scomparire il fondo regionale che non consentirà alle Regioni di <b>sviluppare</b> una seria politica a favore delle fasce sociali più disagiate e per le aziende operanti nel trasporto pubblico locale i tagli previsti comporteranno una vera e propria destrutturazione.</p>
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<p>Per il settore idrico invece il timore è che l’impatto dei tagli determini il blocco forzato dei grandi investimenti previsti per i prossimi anni e necessari a proseguire nella realizzazione delle linee programmatiche regionali delle grandi <b>infrastrutture</b>: il Piano Regolatore Regionale degli Acquedotti, per rispondere a maggiori esigenze di disponibilità di acqua potabile; la depurazione delle acque, per garantire e implementare l’impegno alla salvaguardia dell’ambiente della nostra regione.</p>
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<p>La crisi sta determinando, da un lato l’apertura verso una nuova fase politica, dall’altro l’impegno a varare una serie di riforme che diano luogo a processi di ulteriore razionalizzazione e ottimizzazione della spesa pubblica. Per quanto ci riguarda, riteniamo, come Confservizi Cispel Umbria, che debbano essere <b>essenzialmente</b> due le questioni su cui avviare rapidamente una riflessione: 1) l’organizzazione dei Servizi Pubblici Locali nella nostra regione; 2) la verifica dell’assetto istituzionale  endoregionale.</p>
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<p>Nel primo caso, occorre continuare il processo di aggregazione delle Aziende che gestiscono i SPL a rilevanza economica, quelle del servizio idrico integrato, del servizio di distribuzione del gas, di igiene urbana e persino delle <b>farmacie</b>, sul modello di quanto sta avvenendo per le Aziende di trasporto pubblico locale, con la costituzione della holding regionale prima e dell’Azienda unica regionale dopo.</p>
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<p>In questa direzione si muove anche la proposta della Giunta regionale di unificazione dei due ATER provinciali in una sola struttura regionale, sulla quale come Associazione esprimiamo un giudizio positivo. Se il livello <b>regionale</b> dovrà essere la scala dimensionale di riferimento per i soggetti gestori dei SPL, gli ATO di riferimento dovranno avere analoga dimensione per poter svolgere efficacemente i propri compiti programmazione, di indirizzo e di controllo.</p>
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<p>Pertanto per il servizio idrico integrato e per quello dei rifiuti sarebbe da prevedere un solo ATO, a dimensione regionale, mantenendo comunque sul piano operativo, per ogni soggetto gestore, gli attuali assetti presenti nei vari territori della regione, e gli altri servizi oggi inclusi negli ATI riconsiderati nelle <b>eventuali </b>altre articolazioni del nuovo assetto istituzionale regionale. Il nuovo ATO, nel breve-medio periodo, potrà mantenere le attuali articolazioni tariffarie, con l’obiettivo comunque di giungere, seppur in maniera graduale, ad una omogeneizzazione delle tariffe a livello regionale. In questa logica di riassetto generale del sistema, risulta fondamentale anche la riforma endoregionale che qualificherà meglio l’intervento pubblico nei vari settori e garantirà maggiore efficienza e competitività”.</p>

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