CONFCOMMERCIO UMBRIA: “NECESSARI INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE DEL MARSCIANESE COLPITE DAL TERREMOTO”

<p>post <span style="color: #000000;"><b>C. Pappone</b></span> <a target="_blank" title="Scrivi a Cristina Pappone" href="mailto:%20papponecristina@gmail.com">@</a> (UJ.com) PERUGIA - “Le imprese del terziario hanno patito fortemente i danni del terremoto, sommati a quelli della crisi economica che non ha risparmiato nessun territorio, tanto che, dopo la delocalizzazione, alcune di esse sono state <b>costrette </b>addirittura a chiudere <b>definitivamente </b>i battenti. Per questo motivo chiediamo alla Regione, nell’ambito della definizione del bilancio 2011, di assumere un preciso impegno in favore delle attività commerciali del marscianese colpite dal terremoto del 15 dicembre 2009”.</p>
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<p>Intervenendo nel dibattito in corso in questi giorni intorno alla manovra regionale di bilancio, Confcommercio dell’Umbria sottolinea la necessità di sostenere imprese che finora hanno dovuto contare esclusivamente sulle proprie forze. A questo <b> obiettivo </b>sono rivolti anche gli emendamenti alla manovra di bilancio che saranno ripresentati dal consigliere Gianfranco Chiacchieroni, autore di un’altra proposta condivisa da Confcommercio, quella cioè di costituire un Fondo <b> regionale </b>per gli interessi bancari, necessario a sostenere le imprese nel fare fronte ai costi di accensione dei mutui in vista degli stanziamenti del Governo per gli interventi della ricostruzione.</p>
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<p>A questo proposito - nella convinzione che solo mettendo a sistema tutte le energie e le risorse del territorio si possa trasformare il dramma del terremoto in una occasione di crescita per l’intera area - Confcommercio ha iniziato a lavorare, <b>insieme </b>a tutti i soggetti in grado di svolgere un ruolo attivo, con l’obiettivo di contribuire a realizzare un grande progetto di sviluppo per la Media Valle del Tevere. Nell’immediato, invece, Confcommercio chiede che siano <b>migliorate </b>le condizioni di lavoro delle imprese che hanno dovuto delocalizzare, realizzati percorsi facilitati di accesso al credito per tutti i settori dell’economia del territorio, attuati tutti gli strumenti per il sostegno all’occupazione, immaginati interventi di defiscalizzazione e detassazione dei consumi per far ripartire l’economia.</p>

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