Chiaretti su Comunità Diocesana

<p>Per coordinare il lavoro pastorale nella fase di transizione post-sinodale, apertasi ad inizio autunno nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, l’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti ha nominato ad tempus - come è suo dovere - due responsabili per il settore giuridico e per quello pastorale. Nel primo caso è un parroco di città, che conserva le sue parrocchie coadiuvato da altro presbitero; nel secondo caso è una religiosa, che opera in parrocchia e negli oratori, precisamente:  don Pietro Ortica, parroco di Santa Maria di Colle - San Ferdinando - San Costanzo, delegato vescovile ad omnia, dopo la nomina del vicario generale mons. Gualtiero Sigismondi a vescovo di Foligno; suor Roberta Vinerba, consacrata a modo di incorporazione nella Chiesa diocesana, delegata vescovile per la pastorale. </p><p>Incontrando i responsabili degli Uffici diocesani pastorali e di Curia, mons. Chiaretti si è soffermato sul tema dell’evangelizzazione,  chiedendo ai suoi collaboratori di finalizzare tutte le loro iniziative ed attività a questa importante tematica. L’evangelizzazione della comunità locale è indicata dallo stesso Sinodo diocesano, impegnando tutte le realtà ecclesiali, in primis gli Uffici pastorali, nella sua fase di avvio in ambito parrocchiale, familiare, giovanile e culturale.</p><p>Mons. Chiaretti ha analizzato con i responsabili i programmi e gli appuntamenti in Diocesi di inizio anno pastorale, ad iniziare dall’imminente festa di Sant’Ercolano (6-7 novembre), patrono della città dell’Ateneo, che quest’anno coincide con il 50° della riapertura al culto della chiesa dell’Università. Si è soffermato anche su alcuni ambiti pastorali specifici di attualità, come quello della comunicazione: «Nella nostra diocesi – ha sottolineato l’arcivescovo – si fanno tante iniziative, che altrove non esistono, ma sono poco conosciute». E mons. Elio Bromuri, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, gli ha fatto da eco aggiungendo che «è necessario uno sforzo particolare in questo delicato e decisivo ambito attraverso i “vecchi” e i nuovi strumenti della comunicazione sociale». Al riguardo, ha annunciato l’importante imminente primo convegno regionale sull’informazione promosso a Perugia (13-15 novembre) dalla Cei e dalla Ceu, in collaborazione con l’Università degli Studi e con l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria. </p><p>Tra le “richieste” fatte da mons. Chiaretti ai suoi collaboratori, quella di «rafforzare una significativa istituzione presente a Perugia: l’associazione “Don Milani”, nata per aiutare i ragazzi “difficili” a scuola e nella vita – ha commentato il presule –. E’ un opera di affiancamento d’una figura genitoriale o educativa ad un bambino o ad un ragazzo in difficoltà per vari motivi. I volontari dell’associazione operano nella scuola, chiamati dagli stessi dirigenti scolastici o dagli insegnanti, in maniera gratuita». Ma c’è carenza di questi volontari e mons. Chiaretti ha fatto appello ai suoi collaboratori, affinché si attivino a far conoscere questa realtà per avvicinare ad essa insegnanti in pensione, animatori Scout, studenti universitari e tanta gente di buona volontà disposta ad aiutare i ragazzi seguiti dalla “Don Milani” perugina.</p>

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