Attivo in Umbria il Numero unico di emergenza 112

 
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Attivo in Umbria il Numero unico di emergenza 112

E’ attivo anche in Umbria il Numero unico di emergenza 112, modello per la gestione delle chiamate di emergenza realizzato in attuazione della normativa dell’Unione europea e sulla base di una convenzione con le Marche.

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Si comincia a Perugia e Orvieto (distretti 075 e 0763), mentre dal 26 gennaio a Terni, Foligno e Spoleto (distretti 0744, 0742, 0743), per migliorare – è stato detto durante la presentazione – il tempo della risposta e la qualità del servizio anche grazie al “filtro” che viene fatto su chiamate false e non pertinenti.

CHI C'ERA
Hanno preso parte il Prefetto di Perugia, Armando Gradone, la Presidente della Regione, Donatella Tesei, il Prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, i Presidenti delle Provincie di Perugia e Terni, Luciano Bacchetta e Giampiero Lattanzi, l’Assessore del Comune di Perugia, Luca Merli, il Sindaco di Terni, Leonardo Latini,i vertici regionali e provinciali delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, il Direttore del Servizio di Emergenza Sanitaria 118 Umbria, gli Assessori Regionali alla Salute, Luca Coletto ed alla Protezione Civile, Enrico Melasecche Germini, nonché, in videoconferenza, i responsabili della Centrale Unica di Risposta di Ancona.

Nella sede della prefettura di Perugia si è tenuta una conferenza stampa in occasione dell’attivazione del servizio ‘NUE 112’ a cui sono intervenuti, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, i prefetti di Perugia (Armando Gradone) e Terni (Emilio Dario Sensi), oltre ai vertici regionali e provinciali delle forze di polizia, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, dell’emergenza sanitaria 118 Umbria e della protezione civile.

Un servizio gestito da una sola Centrale unica di risposta (Cur) Marche-Umbria, con sede ad Ancona.

Il Numero Unico di Emergenza europeo 112 (NUe 112), modello per la gestione delle chiamate di emergenza realizzato in attuazione della normativa dell’Unione Europea. Sulla base di una convenzione fra le due Regioni, sarà gestito  da una Centrale Unica di Risposta (CUR) cui confluiranno tutte le telefonate d’emergenza, qualunque sia il numero di soccorso composto da chi chiama, e che servirà complessivamente oltre 2.400.000 abitanti (1.538.000 nelle Marche e 888.908 in Umbria).

Come stabilito di concerto con Ministero dell’Interno e Ministero dello Sviluppo Economico, la migrazione al servizio NUE 112 avverrà secondo una tempistica già stabilita nei singoli distretti telefonici delle due regioni.

  • Le attività della CUR 112 Marche – Umbria saranno assicurate attraverso l’impiego di 44 operatori che risponderanno alle esigenze dei cittadini in H24 per 365 giorni/anno.

In epoca Covid il Numero Unico di Emergenza potrà svolgere anche per Marche ed Umbria una strategica azione di filtro sulle chiamate in arrivo indirizzate verso l’emergenza sanitaria. I dati ufficiali pubblicati sul sito 112.gov evidenziano come, nel primo trimestre 2020, le chiamate giunte alle varie CUR attive in Italia siano state pari a 3.985.043, mentre quelle inoltrate alle centrali operative di secondo livello (Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco ed Emergenza sanitaria) siano state soltanto 1.593.913, con un’azione di filtro pari circa al 60%, poiché ritenute improprie o non di emergenza.

Per l’attivazione della Centrale e garantirne la piena funzionalità, la Regione Marche ha stipulato specifici Protocolli d’Intesa con la Regione Lombardia per il supporto formativo del personale che sarà impiegato nelle attività di centrale, con la Regione Umbria per la razionalizzazione delle risorse attraverso la costituzione di un’unica Centrale di risposta e con la Regione Toscana per assicurare il necessario e reciproco vicariamento.

  • Il progetto prevede la realizzazione di un’unica centrale operativa NUE 112 per le Regioni Marche ed Umbria, con contemporanea realizzazione di una centrale gemella a Firenze, al servizio della Regione Toscana. Le centrali operative di Ancona e Firenze eserciteranno la propria funzione in totale sinergia assicurando reciprocamente il cosiddetto “disaster recovery”.

Il 31 luglio 2020 è stato firmato dal Ministro dell’Interno e dalla Regione Marche il “Protocollo d’intesa per l’attuazione nelle regioni Marche e Umbria del Numero Unico di Emergenza europeo 112”. In base a questa intesa sono state avviate, monitorate e portate a compimento le procedure con le quali gli enti coinvolti hanno messo a punto le competenze e la logistica necessarie al funzionamento del servizio il cui coordinamento istituzionale ed operativo sarà curato rispettivamente dal Servizio Sanità regionale e dall’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, in stretto raccordo e collaborazione con le competenti strutture della Regione Umbria.

  Il modello organizzativo del NUE 112 si articola su due livelli operativi: il PSAP 1 (Public Safety Answering Point) che si identifica con la Centrale Unica di Risposta 112, che si occupa della ricezione delle chiamate, della localizzazione del chiamante, della gestione del primo contatto e dello smistamento della fonia e della scheda contatto ed i PSAP 2, ossia le Centrali Operative di 2° livello, deputate al dispacciamento della chiamata ed alla gestione operativa dell’intervento.
  •    I PSAP 2 integrati a sistema sono: Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco ed Emergenza Sanitaria, a cui si aggiunge (con specifiche peculiarità organizzative) la Capitaneria di Porto.

Il servizio che sarà svolto dalla CUR riguarda principalmente l’identificazione e la geolocalizzazione delle chiamate, attraverso il Centro Elaborazione Dati del Ministero dell’Interno, oltre che l’identificazione della tipologia di emergenza e lo smistamento al PSAP 2 competente.

  •    Complessivamente, la CUR Marche Umbria svolgerà il servizio per 19 centrali della Polizia di Stato, 27 dell’Arma dei Carabinieri, 6 dei Vigili del Fuoco e 5 Centrali dell’emergenza Sanitaria.

Un ruolo rilevante nell’organizzazione del servizio NUE 112 è svolto dalle Prefetture/UTG dei capoluoghi di regione (Ancona e Perugia), attraverso il raccordo organizzativo ed il monitoraggio delle attività tra le componenti del Ministero dell’Interno che afferiscono alla Centrale Unica di Risposta e quelle dell’emergenza sanitaria.

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