ASSESTAMENTO BILANCIO 2009: IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA A MAGGIORANZA LA PROPOSTA DELL’ESECUTIVO"

<p>(UJ.com) PERUGIA - Ammonta a circa 13 milioni di euro la manovra di assestamento del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 2009 delineata nel disegno di legge dell'Esecutivo regionale e approvata a maggioranza (18 sì e 7 no dei consiglieri del Pdl) dall'Assemblea regionale. La manovra di assestamento del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 2009, illustrata in Aula da <b>Luigi Masci</b> (Pd), ammonta a circa 13 milioni di euro, ottenuti attraverso risparmi ed economie di spesa, che verranno destinati al finanziamento di una serie di interventi nei settori scuola, cultura, turismo, agricoltura, diritto allo studio, caccia, commercio e trasporti.
<p>I 13 milioni di euro divenuti disponibili (suddivisi tra 10 milioni 622 mila euro di spesa corrente e 2 milioni 422 mila di investimenti, ottenuti attraverso risparmi ed economie di spesa) verranno così ripartiti: 1 milione 450 mila euro al cofinanziamento del Piano di sviluppo rurale; 60 mila euro ripartiti tra biblioteche, musei e bande musicali; 100 mila alle manifestazioni culturali; <b>450 mila euro</b> per i danni causati (non solo alle colture) dalla fauna selvatica; 150 mila per le attività e 1 milione 152 mila per gli investimenti dell'Agenzia per il diritto allo studio (ristrutturazione dei collegi); 500 mila euro all'Azienda di promozione turistica; 200 alla gestione del sito Umbria 2000; 400 mila euro a interventi per il turismo; 107 mila al commercio; 200 mila euro per i consorzi fidi; 120 mila per l'internazionalizzazione; 500 mila euro per l'informatica; 300 mila per gli asili nido; 300 mila per l'edilizia sportiva; 450 mila per i progetti educativi integrati per la scuola (mirate al reimpiego del personale colpito dai tagli);</p>
<p>810 mila euro all'esodo incentivato e alla mobilità del personale delle Comunità montane; 60 mila ad Umbria Jazz; 400 mila euro al fondo per il sostegno alla locazione per le famiglia in difficoltà economica; 1 milione 117 mila per la Ferrovia centrale umbra; circa <b>3 milioni e 241 mila euro</b> complessivi per il trasporto pubblico locale (servizi sostitutivi, rinnovo del contratto di lavoro, iva sui servizi Trenitalia); 630 mila euro a Sviluppumbria per attività e incremento della partecipazione azionaria in Quadrilatero spa. Tra le misure presenti nella seconda parte della legge troviamo la modifica dei compiti delle Aziende territoriali per l'edilizia residenziale, della scadenza degli organi direttivi dei consorzi di bonifica e della possibilità di applicare le agevolazioni sociali previste dalla legge sulla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Il relatore di minoranza, <b>Andrea Lignani Marchesani</b> (Cdl per l'Umbria – Pdl), annunciando il voto negativo dell'opposizione, ha parlato di “gestione fallimentare delle misure a sostegno del reddito di persone e famiglie interessate dalla crisi aziendale e occupazionale. Sono fallite le ‘misure anticrisi’ sbandierate dall’Esecutivo e sono stati gettati alle ortiche quasi un milione e mezzo di euro, senza contare l’indotto delle risorse umane impegnate dai Comuni, il progetto di sostegno informatico fatto dal Sir e le relative campagne pubblicitarie. Solo 150 mila euro del 'fondo anticrisi' sono stati effettivamente utilizzati, a dimostrazione che si trattava di misure insufficienti e di mirate solo alla sospensione dei pagamenti, che non si sono rivelate utili e non sono state accolte dalle famiglie.</p>
<p>Lo avevamo denunciato e così è stato: quei soldi sono stati spesi solo per l'aspetto gestionale e burocratico, senza apportare alcun beneficio ai cittadini umbri, al contrario di quanto avvenuto per i fondi stanziati dalla Conferenza episcopale, che sono stati utilizzati ed apprezzati dalle famiglie in difficoltà. Il saldo finanziario della Regione è inoltre in passivo per <b>154 milioni di euro</b> e verrà coperto con la contrazione di mutui che genereranno ulteriori debiti a carico delle future generazioni. La reiscrizione di 12 milioni di euro di fondi sta ad indicare che nelle opzioni strategiche è mancata la programmazione”. Prima del voto l'assessore al bilancio Vincenzo Riommi è intervenuto per chiarire: “Quello che viene individuato come saldo negativo di 154 milioni di euro è invece un saldo positivo e sta ad indicare il risparmio legato alla non contrazione di nuovi mutui e agli interessi che quindi non sono stati pagati.</p>
<p>La Regione Umbria, grazie alle economie realizzate, si trova ad investire 12 milioni di euro, di cui ben 6 legati agli interessi non pagati per i mutui non accesi. Quanto risparmiato verrà destinato al trasporto pubblico, agli interventi nei settori in cui il Governo ha tagliato (scuola, sostegno agli affitti, cultura), all'edilizia sportiva, all'ammodernamento dei <b>treni della Fcu</b>. Per quanto riguarda le misure del pacchetto anticrisi, queste hanno ottenuto un giudizio positivo, con 300 imprese che hanno potuto finanziare gli investimenti, Comuni che hanno potuto contare su 3 milioni di euro per il sostegno agli indigenti, 5 milioni di euro destinati al reintegro del Fondo sociale che il Governo ha tagliato, misure in favore dei cassaintegrati e per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui che ora anche l'Abi (2 anni dopo il varo delle nostre) sta prendendo ad esempio. Le previsioni circa la sospensione del pagamento delle bollette si è invece rivelata di poco interesse per le famiglie che non hanno utilizzato quei fondi”.</p>
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