ARTIGIANATO ARTISTICO: “UN PATRIMONIO CULTURALE, STORICO ED ECONOMICO CHE HA RADICI PROFONDE NELLA NOSTRA STORIA CIVILE”

<p>(UJ.com) PERUGIA - “Nell’ambito dell’artigianato, quello artistico è da sempre il comparto più fragile, con meno tutele e relegato ad un ambito ristretto: esso rappresenta invece un patrimonio culturale, storico ed economico che ha radici profonde nella nostra storia civile”. Lo ha detto Ada Girolamini, capogruppo socialista in Consiglio regionale, presentando la proposta di legge intitolata “Tutela, promozione, sostegno e qualificazione dell'artigianato artistico, tradizionale, tipico e innovativo di qualità”. Un provvedimento necessario, secondo il consigliere regionale, per aggiornare e adeguare la legge 5 del 1990, ormai superata e non adatta a fornire gli strumenti per affrontare l'attuale situazione di crisi,</p>
<p>che richiederebbe invece azione rapide mirate, tra l'altro, a “favorire programmi di reti di aziende per la promozione e vendita diretta all’estero, partendo da esperienze positive di aziende pilota, consolidando mercati e conquistandone di nuovi; reperire spazi significativi di vendita ed esposizione all'interno dei centri storici delle nostre città; organizzare itinerari dell’artigianato artistico, che coinvolgano i flussi turistici, da finanziare e promuovere con il prossimo bando 'Turismo, ambiente, cultura (Tac2) e grandi Eventi d’arte'”. Girolamini ha evidenziato che “in base ai dati diffusi dalle associazioni artigiane più rappresentative, in Italia operano circa 195.570 imprese di artigianato d’arte e tradizionale, con oltre 400mila addetti, riconducibili a 158 mestieri suddivisi in 12 grandi settori.</p>
<p>In base alle stime, il valore delle esportazioni di prodotti dell'artigianato artistico ammonta a quasi 3 miliardi di euro l’anno”. La proposta di legge “punta a focalizzare interesse ed impegno sul settore di nicchia, non con iniziative sporadiche, seppure utili, ma di sistema”. Tra le azioni individuate: promuovere e sostenere l’artigianato artistico umbro tradizionale, tipico e innovativo di qualità per consentire a questo delicato settore di affrontare in maniera efficace la sfida della crisi, attraverso strumenti appropriati, diversi da quelli previsti dagli altri comparti dell’artigianato. Tutelare e valorizzare le produzioni e sostenere la commercializzazione; definire una normativa specifica che armonizzi</p>
<p>la filiera delle varie aree di intervento”. Le specialità che saranno oggetto di intervento della legge riguardano: ceramica e terracotta; ferro; legno e restauro; litografia e xilografia; merletto e ricamo; oreficeria; strumenti musicali; tessitura; vetro. La legge prevede che su proposta dell’Esecutivo siano aggiunte altre specialità, “anche su proposta della Commissione regionale per l’artigianato”. Per ogni settore di produzione, su indicazione di apposite commissioni di esperti, rappresentanti delle associazioni e istituzioni locali, saranno redatti appositi disciplinari di produzione che definiranno materiali e tecniche produttive. Nel documento sono definite le varie specialità che compongono “l’arcipelago” di questo settore. Da quello più propriamente artistico che comprende la creazione e realizzazione di opere di alto valore estetico, all’artigianato tradizionale, legato al patrimonio storico culturale e consuetudinario di un territorio, o alle lavorazioni “tipic</p>
<p>he”, legate cioè a materiali e tecniche di un determinato ambito. C’è poi l’artigianato innovativo di qualità, che coniuga design, fantasia e creatività. E, infine, i “locali e le botteghe storiche” e gli “antichi mestieri”. Ampio il ventaglio degli interventi. In primo luogo la progettazione e realizzazione di iniziative promozionali, il sostegno alla ricerca e sperimentazione, e alla formazione nelle “botteghe scuola”. Previsti poi incentivi per l’insediamento delle imprese all’interno dei centri storici, per sostenere il ricambio generazionale e la partecipazione a mostre e fiere anche internazionali. All’interno dei bandi regionali rivolti alle imprese si assegna, infine, una priorità specifica per le imprese oggetto della proposta di legge. A tutela di questo segmento produttivo,</p>
<p>si prevede inoltre: un registro delle imprese classificate come “artistiche, tipiche e innovative di qualità”, tenuto dalle Camere di Commercio, l’istituzione del marchio “Umbria eccellenza artigiana”, concesso dalla Giunta regionale e inserito in un elenco tenuto dalla Presidenza della Giunta regionale. Ai fini della formazione/lavoro si riconosce la qualifica di “Bottega scuola” alle imprese artigiane dirette da un maestro, favorendo la realizzazione di programmi “teorico-pratici” aggiuntivi rispetto a quelli previsti nei piani regionali di formazione professionale. Riconosciuta anche la figura del “maestro artigiano”. Alla presentazione hanno partecipato anche Tommaso Sediari (professore dell'Università degli studi di Perugia), Maria Rita Mantovani Cucchia (Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda), Clara Baldelli Bombelli (Tela umbra), Francesco Vestrelli (Cna) e Maria Mancini (Scuola del ricamo di Valtopina).</p>

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