ARNALDO CAPRAI, IN VATICANO I LAVORI DELL'IMPRESA TESSILE

<p><img style="border: 1px solid black; float: right; margin: 2px;" src="http://www.umbriajournal.com/MediaCenter/API/Risorse/StreamRisorsa.aspx?guid=873539C0-4751-4384-9658-AA76922D3712" width="34" border="0" height="47" /></p>
<p>(UJ.com) FOLIGNO -In Vaticano i lavori della <b>Arnaldo Caprai</b>, le sue tende in seta scelte per proteggere gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Paolina. Nuovo successo per l’impresa tessile Arnaldo Caprai che, in coincidenza con suoi 55 anni di attività, ha ottenuto un ulteriore prestigioso riconoscimento del proprio lavoro. Sono state infatti messe a dimora le tende in seta commissionate un anno fa per proteggere gli ultimi due affreschi realizzati da Michelangelo nella Cappella Paolina in Vaticano. Le tende, poste nelle lunette immediatamente sopra ai due affreschi, sono lavorate in otto colori e riproducono i finti panneggi affrescati nella Cappella stessa.</p>
<p>Il manufatto è stato realizzato con tecniche molto complesse e ha la particolarità di avere al suo interno il ricamo dello stemma di Papa Benedetto XVI che ha inaugurato la Cappella, voluta da Papa Paolo III dopo i recenti lavori di restauro. Il pregiato lavoro, presentato dallo stesso Arnaldo Caprai, è frutto della doti degli artigiani dell’azienda e ha ottenuto le lodi degli esperti che hanno potuto ammirare il manufatto decretandone il successo e sottolineando l’unicità della lavorazione. Commissionato S.E. Mons. <b>Paolo De Nicolò</b>, reggente della Casa Pontificia per tutelare l’unicità e la delicatezza dei colori del prezioso dipinto dai raggi solari, questo tendaggio è diventato, a sua volta, un vero e proprio capolavoro di arte tessile. “Tutti gli esperti che hanno avuto accesso alla Cappella hanno sottolineato l’armonia e il pregio di tale opera – ha rilevato Mons. De Nicolò – che a buon titolo può considerarsi a sua volta un’opera d’arte che resterà in una delle perle della cultura”. Otto varianti di colori di fili in pura seta magistralmente intrecciati tra di loro e oltre 240 milioni punti di tessitura per un risultato davvero unico.</p>
<p>Grazie ad un lavoro di precisione realizzato con un’alta densità di fili che, in certi punti, arriva a 180 trame al cm, i telai Jacquard sono riusciti a ricreare l’affascinante effetto della lumeggiatura presente sull’<b>affresco</b> del 1500. Come i grandi artisti della storia dell’arte si sono serviti di questa tecnica per evidenziare zone di luce e far emergere i volumi dell’immagine, così la Arnaldo Caprai, quattro secoli dopo, ha dipinto sul tessuto questo singolare gioco di chiaro –scuro per donare movimento e profondità al tendaggio. L’amore e l’impegno che la Arnaldo Caprai profonde nell’attività di tessitura è testimoniato anche dalla imponente Collezione Museale dell’azienda (www.museocaprai.it) che, con i suoi oltre 24.000 reperti, è considerata la più grande collezione tessile privata esistente al mondo.</p>

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