AMICI DELLA MUSICA - IL VIOLINISTA RUSSO BEKLIN IN CONCERTO A PERUGIA

<p>post <b>L. Pioppi </b>UJcom2.0 <b><a title="Scrivi a Luana Pioppi" href="mailto:luanapioppi@alice.it" target="_blank"><span style="color: #006699;">@</span></a> </b>(UJ.com) PERUGIA - Domenica prossima 31 ottobre alle ore 17.30 alla Sala dei Notari di Perugia,  torna agli «Amici della Musica»  – dopo quasi quattro anni dal suo primo concerto a <b>Perugia </b>- il violinista russo Boris Belkin accompagnato dal pianista francese Georges Pludermacher e dal cornista ligure Danilo Marchello. <br /><br />Enfant prodige, Boris Belkin ha debuttato giovanissimo sotto la direzione di Kirill Kondrashin e nel 1974 è emigrato in Occidente dove si è esibito con i più celebri direttori: da Bernstein, Mehta e Muti a <b>Ozawa</b>, Rattle, Temirkanov. Ha collaborato con le maggiori orchestre internazionali: la Boston Symphony, la Cleveland Symphony, la Filarmonica di Berlino, la Filarmonica di Israele, la Filarmonica di Los Angeles, la Bayerische Rundfunk, la Concertgebouw e le maggiori orchestre britanniche. <br /><br />Boris Belkin, inoltre, si dedica da tempo al repertorio di musica da camera esibendosi con artisti quali Jurij Bashmet, Misha Maisky e molti altri. <br />Georges Pludermacher è oggi un pianista unanimamente riconosciuto per le sue qualità virtuosisitiche e per l’audacia delle sue interpretazioni spesso originali e rigorose. E’ stato premiato in numerosi concorsi internazionali tra cui il Secondo Premio al Concorso «Vianna da Mota», al Concorso di Leeds, e nel 1979 ha vinto il Premio Unico al Concorso «Geza Anda». <br /><br />Danilo Marchello è attualmente il primo corno dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma. Dal 2000 al 2005 è stato primo corno ospite al Teatro alla Scala di Milano, mentre nelle stagioni precedenti è stato primo corno ospite al Teatro Comunale di Bologna e primo corno solista dell’<b>Orchestra </b>da Camera di Padova e del Veneto. <br />Nella prima parte del concerto il duo Boris Belkin – Georges Pludermacher presentano due pagine note del repertorio violinistico dell’Ottocento: la Sonata in la minore per violino e pianoforte op. 137 n. 2 di Franz Schubert e la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck, mentre nella seconda parte si unisce a loro il cornista Danilo Marchello per il Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40 di Johannes Brahms. <br /><br />Le tre Sonate per violino e pianoforte (tra cui la Sonata in la minore per violino e pianoforte op. 137 n. 2 che verrà eseguita in questo concerto) furono scritte da Franz Schubert nel 1816: sono lavori di bella fattura che gettano volutamente uno sguardo al Settecento viennese di <b>Mozart </b>e la loro composizione nonché il loro stile particolarmente limpido, è da collegare alla richiesta di Schubert di diventare maestro di musica presso la scuola tedesca di Laibach. I temi della Sonata in la minore per violino e pianoforte op. 137 n. 2 sono semplici e lineari ma il loro trattamento armonico è già tipicamente schubertiano. <br /><br />Il concerto prosegue con la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck che fu scritta – assieme al Quintetto con <b>pianoforte</b>, il Quartetto per archi, i poemi sinfonici, la Sinfonia e le ultime pagine per pianoforte e organo – negli ultimi quindici anni di vita di Franck: periodo di grande creatività compositiva. Nella Sonata in la maggiore per violino e pianoforte (e in tutte le altre opere del periodo) Franck sviluppa al massimo una tecnica compositiva di «ciclicità» tematica, in cui interi lavori sono basati sulle trasformazioni di un unico germe melodico. In effetti, tutta la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte si basa sul motivo - errante, sognante e fortemente cromatico nel suo sviluppo - che viene esposto inizialmente dal violino. <br /><br />La Sonata in la maggiore per violino e pianoforte fu eseguita per la prima volta presso il Museo d’Arte <b>Contemporanea </b>di Bruxelles, nel novembre 1886 da Eugene Ysaÿe al quale Franck regalò la partitura come dono nuziale.<br />Infine, il concerto si conclude con il Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40 di Johannes Brahms. Il Trio è stato scritto in un’unica tonalità, quella di mi bemolle («maggiore» per i movimenti esterni e lo Scherzo, «minore» per il movimento lento), anche se con numerose divagazioni. Nella composizione è da segnalare l’Adagio mesto, una delle creazioni più intime dell’autore, un commovente tributo alla madre del compositore, appena scomparsa.</p>

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