AMBIENTE ED ECONOMIA Gli allevatori dei suini sono preoccupati per la chiusura dei depuratori

<p>(UJ.com) BETTONA - “L’Associazione allevatori di Perugia è fortemente preoccupata per le sorti della suinicoltura umbra e soprattutto per le numerose azioni di allevatori di suini, che con la chiusura dei depuratori di Bettona e di Marsciano, vedono messa a rischio la possibilità di continuare la propria attività”. Così, l’Apa in <b>una</b> nota in cui si conferma “la piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e nella magistratura che dovrà accertare chiaramente i reati e le responsabilità della vicenda del depuratore di Bettona”. Ma l’associazione teme le ripercussioni legate alla impossibilità di utilizzo dei due impianti di depurazione da parte degli allevatori “che, di fatto, impedirà loro di continuare a svolgere l’attività di allevamento”.</p>
<p> “Il timore – sostiene l’associazione – è che venga di colpo cancellata una attività economica di grande rilievo per la nostra regione sia in termini di valore prodotto (circa 100 milioni di euro pari all’12% dell’intera produzione agricola <b>regionale</b>) e di occupazione, che in termini di qualità, in quanto gran parte dei suini allevati in Umbria vengono prodotti secondo disciplinari di qualità e vengono destinati a prodotti Dop e Igp. Infatti la gestione degli effluenti rappresenta uno degli aspetti di più grande rilevanza per gli allevamenti suinicoli e non avere certezze sulla possibilità del loro corretto utilizzo, rappresenta un elemento di fortemente condizionante l’intera gestione dell’impresa”. “È certo – continua l’Apa - che la scelta di concentrare le deiezioni degli allevamenti in grandi strutture di depurazione, fatta in Umbria nei decenni scorsi, ha oggi manifestato tutta la sua debolezza e le sue criticità.</p>
<p>È però altrettanto sbagliato considerare che ovunque ci sia un allevamento di suini ci sia inquinamento, perché le deiezioni animali da sempre sono state una risorsa che ha favorito l’arricchimento e quindi la fertilità dei terreni e, di <b>riflesso</b>, un beneficio per tutta la società e non un problema. Il problema semmai nasce dalla non corretta gestione di questa ‘risorsa’”. “Riteniamo infatti – sottolinea ancora l’associazione –, come affermato da numerosi scienziati e ricercatori, che il destino delle deiezioni animali debba essere assolutamente il terreno agrario perché ciò porterebbe notevolissimi benefici a tutti: una drastica riduzione di concimi chimici la cui produzione industriale richiede enormi quantità di combustibili di origine fossile con forti emissioni di anidride carbonica in atmosfera, sia per la loro produzione che il loro trasporto, un notevole miglioramento della fertilità dei terreni per l’arricchimento in sostanza organica di cui siamo fortemente carenti.</p>
<p>È bene inoltre non confondere la concentrazione di animali che è un aspetto puramente economico di gestione aziendale con la distribuzione degli effluenti zootecnici sui terreni agricoli. A tale proposito infatti, è bene ricordare che la <b>densità</b> media di animali per superficie agricola utilizzata dalle colture agrarie, in Umbria è di circa 8,3 capi per ettaro; ciò significa che con una oculata e corretta gestione, anche organizzativa, di tali effluenti, ci sarebbero amplissime possibilità per risolvere il problema del rapporto allevamenti-ambiente”. “È chiaro – conclude l’Apa di Perugia – che è necessario un grande coordinamento di tutte le realtà coinvolte a partire dalla Regione in tutte le sue articolazioni (Agricoltura, Ambiente, Arpa), alla quale chiediamo di attivare immediatamente, un tavolo specifico per la suinicoltura umbra con le organizzazioni e le associazioni degli allevatori per trovare le soluzione a questo momento veramente drammatico per i suinicoltori umbri”.</p>

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